VENDUTE LE CHIAPPE PER LA MUSICA

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Luisa Anastasia AKA Polly Flower

luisaanastasia@fadbrera.edu.it

Abstract

Il presente contributo analizza il progetto artistico ed evolutivo dell’opera Stampo (ciucciati il calzino) (2022-2026, alluminio, 37×23,5×10 cm), dell’artista Polly Flower, eletta a pretesto per una riflessione critica transdisciplinare che connette ecologia, economia politica e teoria femminista contemporanea. Inizialmente concepita come calco in gesso e alluminio, l’opera prevede la sua finalizzazione in oro bianco ricavato dal laborioso recupero di metalli preziosi da scarti elettronici (RAEE), configurando un’azione provocatoria e neo-punk volta a contestare l’obsolescenza programmata e i paradossi del sistema capitalista. Sul piano teorico, l’autocombustione dell’identità dell’artista – che si fa modella e ready-made di se stessa – permette di superare i limiti del femminismo identitario ed essenzialista a favore di una “prassi dell’enunciazione” e di un “sabotaggio semiotico”, concetti mutuati dalle tesi sul Medialismo di Gabriele Perretta. Attraverso l’espediente del baratto metaforico con un collezionista, l’opera scardina le logiche transazionali del mercato dell’arte commerciale, evocando l’eredità dell’happening relazionale di Maurizio Cattelan. Infine, la scelta di una scultura specchiante e l’adozione di una prospettiva dichiaratamente “chiappocentrica” sottraggono il corpo femminile allo sguardo androcentrico e alla mercificazione patriarcale, istituendo la natica come zona d’incontro e simbolo antropocentrico di unità universale ed etica ecologica.

Parole chiave: Polly Flower; Sabotaggio semiotico; Obsolescenza programmata; Gabriele Perretta; Femminismo politico; Corpo relazionale.

L’obsolescenza programmata

Il progetto Stampo (ciucciati il calzino) (2022-2026) di Polly Flower è un’opera provocatoria che unisce arte, ecologia e critica sociale. L’opera consiste in una scultura in alluminio specchiante realizzata dal calco delle natiche dell’artista. L’obiettivo finale del progetto è ambizioso: fondere l’opera in oro bianco recuperando il metallo prezioso esclusivamente dalle schede madri di vecchi computer e cellulari scartati.

Questo gesto artistico lancia una duplice denuncia. Da un lato, attacca l’obsolescenza programmata dei dispositivi tecnologici, mostrando l’assurdità del consumo moderno. Dall’altro, attraverso il baratto simbolico dell’opera con un collezionista in cambio di una console (per l’ascolto musicale), l’artista ironizza sulle regole economiche del mercato dell’arte a Milano, svelando la mercificazione del corpo e del lavoro culturale.

Infine, l’articolo analizza come l’opera rifiuti le categorie fisse del femminismo tradizionale. Usando il proprio corpo come un ready-made riflettente, Polly Flower supera le barriere di genere e propone la natica come un simbolo universale in cui siamo tutti uguali. Si passa così da una provocazione ironica a un invito etico a rispettare gli altri e il pianeta.

Il Contratto

Per realizzare la versione finale dell’opera in oro bianco (pari a 2,84 kg di oro puro), l’artista deve estrarre il metallo dalle schede madri di computer e smartphone scartati. Poiché ogni dispositivo contiene solo pochi milligrammi d’oro, il progetto richiede il riciclo di 60.000 cellulari o circa 1.000 computer (10,5 tonnellate di rifiuti). Questo gesto estremo (non operato perché inutilmente costoso) denuncia l’assurdità dell’obsolescenza programmata e l’impatto ambientale della tecnologia.

A Milano, l’opera viene scambiata con un collezionista in forma di baratto, ricevendo in cambio una consolle. Questo rifiuto della transazione economica tradizionale (che ricorda il baratto di Maurizio Cattelan) ironizza sulla “vendita del proprio culo” nel mercato dell’arte, pur di riuscire nei propri obiettivi da parte dei giovani artisti.

Usando il proprio corpo a 19 anni come calco e ready-made, l’artista rifiuta le etichette del femminismo tradizionale. La superficie specchiante dell’alluminio riflette l’osservatore e cancella lo sguardo voyeuristico maschile. Proponendo la natica come tratto biologico universale e comune a tutti, l’opera lancia un messaggio etico di uguaglianza, rispetto e tutela del prossimo.

Conclusioni

In conclusione, Stampo (ciucciati il calzino) dimostra come l’arte contemporanea possa ancora essere uno strumento di provocazione efficace e non un semplice feticcio commerciale. Unendo l’ironia della citazione di Bart Simpson a una radicale operazione di ecologia estrema, Polly Flower riesce a dare visibilità al dramma invisibile dei rifiuti tecnologici globali.

Allo stesso tempo, il superamento delle logiche economiche tramite il baratto e la destrutturazione dei confini di genere aprono la strada a un femminismo puramente politico e performativo. La scultura specchiante non si limita a riflettere lo spettatore, ma ne interroga la coscienza. Attraverso la provocazione “chiappocentrica”, l’opera smantella ogni barriera culturale e patriarcale, trasformando un elemento anatomico universale in un potente manifesto di uguaglianza, rispetto reciproco e difesa del pianeta.

Bibliografia e Fonti

  • Barthes, R. (1957). Mythologies (Ed. it. Mitologie, Torino, Einaudi, 1962) (per i concetti di denotazione e connotazione applicati al testo visivo).
  • Benjamin, W. (1955). Das Kunstwerk im Zeitalter seiner technischen Reproduzierbarkeit (Ed. it. L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, Torino, Einaudi, 1966) (per il concetto di deflagrazione dell’oggetto dal corso della storia).
  • Courbet, G. (1866). L’origine du monde (L’origine del mondo). Olio su tela, 46×55 cm. Parigi, Museo d’Orsay (opera pittorica di riferimento citata nel testo).
  • Duchamp, M. (1917). Fontaine (Fontana). Ready-made, 61×48×38 cm. Opera originale perduta, copia esposta al Centre Pompidou, Parigi (opera di riferimento citata nel testo).
  • Perretta, G. (2020). Verità e falsità. In vita, in arte e in politica: chimerismo e pseudologia. Articolo pubblicato il 2 dicembre 2020 sulla rivista L’Age d’Or. Disponibile online su: wordpress.com (fonte teorica principale per i concetti di sabotaggio semiotico, chimerismo e pseudologia).
  • Perretta, G. (s.d.). L’Age d’Or (per l’analisi sulle tesi del cyberfemminismo e della post-pornografia).
  • Flower, P. (2026). Stampo (ciucciati il calzino). Alluminio, 37×23,5×10 cm, 2022-2026. Dichiarazioni d’artista e note tecniche sul progetto di fusione e recupero RAEE, Milano.
  • Cronaca delle performance urbane: Riferimento all’happening relazionale Colazione con baratto di Maurizio Cattelan, svoltosi in Piazza Duomo a Milano il 20 aprile 2026.
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Giovanni Manzo
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