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Arte e cultura a Milano

Stiamo vivendo un’epoca di cambiamenti radicali e per questo mai come oggi la domanda che ispira tutta l’opera di Milo, artista concettuale e fondatore del movimento Realtà Permanente, ci chiama a una riflessione urgente: che cosa merita di essere salvato del passato? Salvato e custodito…Milo lo ha chiesto in primis a se’ stesso, come artista, alla soglia dei 63 anni.
Nasce così ‘63’, la raccolta di 63 opere che sarà in mostra a Milano da Libri e collane d’autore dal 29 ottobre al 21 novembre 2026. Inaugurazione giovedì 29 ottobre ore 18.30. Ingresso libero.
“63 è il valore di una tappa non di un traguardo”, spiega l’artista bresciano. “Ogni ricerca autentica rimane aperta, perché nasce dal confronto continuo con il tempo, con la società e con le domande che il presente ci pone”. Milo presenterà le sue tele suddivise in 7 tappe che rappresentano il suo percorso artistico sviluppato in oltre 25 anni di attività. Un itinerario intimo che invita il visitatore a guardare oltre la superficie delle immagini, riscoprendo il dialogo continuo tra memoria e presente, bellezza e degrado, responsabilità e speranza. La Realtà Permanente nasce proprio da questa esigenza: andare oltre la superficie delle cose per riportare alla luce ciò che il tempo, l’indifferenza o i comportamenti dell’uomo rischiano di cancellare. Non è soltanto una tecnica artistica, ma un modo di osservare il presente attraverso la memoria, nella convinzione che ogni cosa lasci un’impronta e che spetti a noi scegliere quale significato darle. Milo: “Nel tempo ho esplorato temi diversi – la memoria, il patrimonio culturale, i grandi maestri dell’arte, i valori della Costituzione, i simboli della nostra storia, l’ambiente – ma tutti riconducono alla stessa domanda: che cosa merita di essere custodito? Da questa ricerca è nata la Realtà Permanente, un linguaggio che mi ha permesso di andare oltre la superficie delle immagini per riportare alla luce ciò che il tempo, l’indifferenza e i comportamenti dell’uomo rischiano di cancellare. Credo che l’arte non abbia soltanto il compito di rappresentare il mondo, ma anche quello di invitare a guardarlo con maggiore consapevolezza. Se il visitatore riuscirà a fermarsi un istante davanti a una tela e a interrogarsi sul suo significato più profondo, allora il dialogo che ho cercato di costruire attraverso la mia arte continuerà anche oltre questa mostra”.
Le 7 tappe
1- L’arte che salva l’arte
Con questa serie Milo rivolge il proprio sguardo ai grandi capolavori dell’arte e dell’architettura italiana, trasformandoli in strumenti di riflessione sul rapporto tra uomo e bellezza. Dalla Basilica di San Francesco ad Assisi al Ponte di Rialto, dalla Chiesa Rossa di Milano al David di Michelangelo, ogni opera diventa il simbolo di un patrimonio che appartiene a tutti e che, proprio per questo, richiede di essere custodito.
L’arte che salva l’arte nasce da una provocazione: può essere proprio l’arte contemporanea a richiamare l’attenzione su ciò che il tempo, l’incuria e i comportamenti irresponsabili rischiano di cancellare. Le opere non denunciano soltanto il degrado materiale dei monumenti, ma invitano a recuperare il rispetto per la bellezza come valore universale, perché ciò che viene salvato non è soltanto un’opera d’arte, ma la memoria e l’identità di una comunità.
2- Ricordando le Lire…
Realizzata nel 2002, Ricordando le Lire… è una delle prime collezioni di Milo e rappresenta un omaggio a una moneta che ha accompagnato la vita di generazioni di italiani. Oltre al suo valore economico, la Lira custodiva un patrimonio culturale fatto di volti, idee e simboli che hanno contribuito a costruire l’identità del nostro Paese.
Da Giuseppe Verdi a Galileo Galilei, da Michelangelo ad Alessandro Volta, i protagonisti raffigurati sulle banconote continuano a raccontare la storia dell’arte, della scienza e del pensiero italiano. In questa serie la Lira diventa così il simbolo di una memoria collettiva che il tempo non può cancellare.
Ogni opera è accompagnata da un titolo che richiama un ricordo personale dell’artista, trasformando un oggetto di uso quotidiano in una testimonianza capace di evocare emozioni, esperienze e frammenti di vita condivisi
3- Lilibet. The Queen
La figura della Regina Elisabetta II rappresenta una delle icone più riconoscibili del Novecento e dei primi decenni del XXI secolo. Attraverso la sua immagine, Milo riflette sul concetto di icona contemporanea: un volto che, oltre il ruolo istituzionale, è entrato nell’immaginario collettivo diventando simbolo di continuità, memoria e identità.
In questa serie il linguaggio della Pop Art dialoga con la ricerca della Realtà Permanente, trasformando un’immagine universalmente nota in un’occasione per interrogarsi sul tempo e sul significato dei simboli. Non è il ritratto di una sovrana, ma la rappresentazione di un’immagine che continua a vivere oltre la storia, diventando patrimonio della cultura contemporanea.
Le opere sono state presentate nel 2023 nell’ambito della mostra internazionale “Lilibet. The Queen”, organizzata da Agostino Art Gallery in occasione del Parma 360 Festival, accanto ai lavori di alcuni tra i più autorevoli interpreti della Pop Art e della Street Art contemporanea.
4- Farsi Ape
Con Farsi Ape Milo estende la propria ricerca dal patrimonio artistico a quello naturale, ponendo al centro una riflessione sul rapporto tra uomo e ambiente. Il titolo è un invito, prima ancora che una provocazione: farsi ape significa riscoprire il senso della responsabilità verso il creato, prendendo esempio da uno degli esseri viventi più preziosi per l’equilibrio del nostro pianeta.
Paesaggi, volti, animali, fiori e la Terra stessa diventano i protagonisti di un percorso che richiama l’attenzione sulla fragilità dell’ecosistema e sul ruolo che ciascuno è chiamato a svolgere nella sua tutela. L’ape diventa così il simbolo di un’umanità capace di costruire, custodire e generare vita.
Più che una denuncia, Farsi Ape è un invito a cambiare sguardo: riconoscere che la natura non è un bene da consumare, ma un patrimonio da proteggere e consegnare alle generazioni future.
5- Omaggio agli 80 anni della Repubblica Italiana
In occasione degli 80 anni della Repubblica Italiana, Milo presenta il suo nuovo ciclo di opere “Omaggio alla Repubblica Italiana”, una serie composta da 12 tavole + 1 (anch’essa dedicata all’Art.1), dedicate ai principi fondamentali della Costituzione Italiana, fondamento dei valori democratici e patrimonio condiviso della nostra storia.
Per rappresentare questo tema l’artista sceglie il francobollo, immagine popolare e immediatamente riconoscibile della memoria nazionale, trasformandolo in un elemento simbolico attraverso cui raccontare il rapporto tra ciò che appare e ciò che realmente permane nel tempo. La superficie visibile lascia emergere il testo della Costituzione Italiana, rivelando come dietro ogni simbolo istituzionale vivano principi, diritti e valori che ne costituiscono l’essenza più profonda.
La serie diventa così una riflessione sul significato della Repubblica non solo come istituzione, ma come costruzione quotidiana fondata sulla consapevolezza e sulla responsabilità di ogni cittadino. Un omaggio che invita a riscoprire la Costituzione come memoria viva e guida per il presente e per il futuro.
6- Omaggi d’Autore
Con la serie Omaggi d’Autore, nata nel 2020, Milo instaura un dialogo con quegli artisti che hanno accompagnato e ispirato il suo percorso di crescita artistica, contribuendo alla formazione del suo immaginario e della sua sensibilità.
Non si tratta di semplici reinterpretazioni, ma di un confronto personale con opere e linguaggi che hanno segnato la storia dell’arte contemporanea. Attraverso la Realtà Permanente, Milo rilegge alcuni lavori di artisti che hanno rappresentato per lui importanti punti di riferimento, restituendoli attraverso il proprio linguaggio espressivo.
L’omaggio diventa così un gesto di riconoscenza e di dialogo con i maestri che hanno aperto nuove strade alla creatività, dimostrando come le loro opere continuino ancora oggi a vivere, generando nuove emozioni e nuovi significati.
La loro eredità artistica non appartiene soltanto al passato, ma continua a trasformarsi nel presente attraverso lo sguardo di chi ne raccoglie l’insegnamento e ne rinnova il messaggio.
7- After Taste
After Taste rappresenta la più recente evoluzione della ricerca artistica di Milo. Lattine schiacciate, residui del consumo quotidiano e simboli di una società sempre più orientata all’usa e getta diventano materia viva dell’opera, acquisendo un nuovo significato attraverso l’intervento dell’artista.
Fondi materici, pigmenti stratificati e colature raccontano il retrogusto del nostro tempo: ciò che rimane dopo il consumo, dopo l’eccesso e dopo l’indifferenza. Il rifiuto non è più soltanto una testimonianza dell’impatto dell’uomo sull’ambiente, ma diventa un elemento capace di generare una nuova narrazione.
Con questa serie Milo non si limita a rappresentare il tema dell’inquinamento: lo introduce fisicamente nell’opera, trasformando ciò che è stato scarto in occasione di riflessione. After Taste invita così a guardare oltre il rifiuto, suggerendo che anche ciò che sembra aver esaurito la propria funzione può ritrovare valore attraverso una nuova consapevolezza.
BIOGRAFIA
Lorenzo Mucchetti, in arte Milo (Brescia, 1963), è un artista concettuale e fondatore del movimento Realtà Permanente, una ricerca artistica che indaga il rapporto tra tempo, memoria e responsabilità dell’uomo. Dopo un lungo percorso professionale nel settore della comunicazione e del marketing, avviato nel 1985 e che lo ha visto collaborare poi con importanti aziende multinazionali, nei primi anni Duemila orienta la propria attività verso una ricerca artistica personale, sviluppando un linguaggio espressivo originale e fortemente identitario. Fulcro della sua cifra artistica è la tecnica della “sfogliazione”, attraverso la quale la stessa immagine viene rappresentata in due differenti dimensioni temporali. L’immagine superiore raffigura il presente ed è sottoposta a colature di colore, abrasioni e lacerazioni che evocano l’incuria, il degrado e le trasformazioni generate dall’azione dell’uomo. Al di sotto emerge la medesima immagine nella sua integrità originaria, simbolo della bellezza, dei valori e dell’armonia che il tempo e il comportamento umano rischiano di compromettere. Lo strappo diventa così un gesto rivelatore: mette in dialogo passato e presente, mostrando ciò che è stato e ciò che è diventato. Il degrado non costituisce un semplice effetto materico, ma si trasforma in una riflessione sulla necessità di preservare l’arte, il patrimonio culturale, l’ambiente e quei valori che appartengono alla memoria collettiva. A completare ogni opera è l’impronta di una scarpa, elemento distintivo della produzione di Milo. Non rappresenta soltanto una firma, ma il simbolo del passaggio dell’uomo sulla storia: un segno che richiama la responsabilità individuale e collettiva, ricordando come, troppo spesso, nel proprio cammino l’uomo abbia finito per calpestare ciò che era chiamato a custodire. Nel 2019 il lavoro di Milo viene riconosciuto dal critico Vittorio Sgarbi, che lo seleziona e lo premia in diverse manifestazioni nazionali, tra cui Spoleto e Venezia. Durante il lockdown del 2020 nasce il ciclo “Omaggi d’Autore”, nel quale Milo rilegge, attraverso il linguaggio della Realtà Permanente, l’opera di protagonisti dell’arte contemporanea quali Arman, César, Mario Schifano, Mimmo Rotella, Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Tano Festa e Alighiero Boetti. Tra i lavori più rappresentativi si distingue Omaggio d’autore a César – Arman (2021), installazione composta da lattine di Coca-Cola racchiuse in una teca di plexiglas.
Le sue opere sono state presentate in numerose mostre personali e collettive. Tra le più significative si ricordano la personale dedicata alla Realtà Permanente alla Biblioteca Comunale Chiesa Rossa di Milano (2023), inaugurata con un intervento del filosofo Stefano Zecchi; la partecipazione al Parma 360 Festival (2023), accanto ad artisti quali Endless, Marco Lodola, Mr. Brainwash, Raptuz, Jamie Reid e TVboy; la mostra “Salvare l’ambiente, salvare la bellezza”, ospitata nel 2023 dalla Agostino Art Gallery di Milano; “Farsi Ape”, presentata nel 2024 alla Biblioteca Chiesa Rossa e successivamente all’Atelier Alessandra Cossar di Milano, un progetto che propone una riflessione sulla necessità di una conversione ecologica, ponendo la tutela dell’ambiente sullo stesso piano della conservazione del patrimonio artistico. Nel giugno 2026, nello stesso atelier, presenta la mostra “Omaggio alla Repubblica Italiana”, realizzata in occasione dell’ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana. Il percorso artistico di Milo ha ottenuto anche un significativo riconoscimento internazionale con l’inserimento delle sue opere in due edizioni dell’Atlante dell’Arte Contemporanea: nel 2020 (De Agostini) e nel 2026 (Giunti Editore). La presentazione dell’edizione 2026 si è svolta il 19 giugno presso il MoMA – Museum of Modern Art di New York, dove, per l’intera giornata, un’opera dell’artista è stata presentata al pubblico attraverso una videoproiezione.
-- Lucilla Denti Gruppo Aretè Relazioni pubbliche_Ufficio stampa_Eventi Tel. +39 0233004397 Cell. +39 3395614756 www.gruppoarete.com