155 Tradate inaugura con la mostra “in cantiere” sull’architetto Enrico A. Griffini

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Da ex stabilimento industriale a nuovo spazio culturale: 155 Tradate inaugura con la mostra “in cantiere” Enrico A. Griffini. Costruire modernamente, dedicata all’architetto razionalista che progettò l’edificio negli anni ’40

Tradate (VA), 2 novembre 2026. Un cantiere che diventa mostra. Fino al 20 dicembre 2026, l’ex stabilimento Koh-I-Noor di Tradate (Varese), progettato negli anni 

’40 da Enrico Agostino Griffini e oggi in fase di restauro, ospita Enrico A. Griffini. Costruire modernamente. L’esposizione, inaugurata il 28 ottobre 2026, avvia il programma di 155 Tradate, nuovo spazio dedicato alla cultura e ai processi creativi legati alla musica e all’arte, promosso da Titti Santini – Ponderosa Music e curato da Alessia Interlandi – in.circle.

Enrico Agostino Griffini (Venezia, 1887 – Milano, 1952), architetto, ingegnere, docente e divulgatore, è stato un protagonista, ancora poco valorizzato, del Razionalismo italiano. Fu, ad esempio, tra i progettisti del Palazzo dell’Arengario di Milano, oggi Museo del Novecento, e autore del Palazzo delle Assicurazioni Generali Trieste Venezia di via Manzoni 31.

La mostra, curata dallo storico dell’architettura Massimiliano Savorra, in collaborazione con l’architetta ed erede Valeria Griffini, vuole riportare la figura dell’architetto all’attenzione degli addetti ai lavori e di un pubblico più ampio. Si basa su documenti riprodotti da originali conservati nell’Archivio Progetti dell’Università Iuav di Venezia e ha il patrocinio anche del Dipartimento di Architettura e Studi urbani del Politecnico di Milano e del dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università di Pavia.
 

Il progetto indaga il metodo e l’opera di Griffini in un momento in cui il tema della costruzione, delle risorse, della durata e dell’efficacia degli edifici – alla base del suo lavoro – è centrale. Rileggere Griffini oggi significa spostare lo sguardo dal mito del moderno come linguaggio al moderno come procedura: un modo di pensare l’architettura che parla al presente.

La sede della mostra non è casuale. L’edificio razionalista costruito tra il 1942 e il 1943 per la Koh-I-Noor, poi riconvertito dal 1957 al 2001 nel Calzaturificio Romano Martegani 1891, ha rappresentato uno degli episodi più significativi dell’attività di Griffini nel campo dell’architettura industriale. Oggi rinasce come 155 Tradate ed è al centro di un intervento di restauro architettonico e di ristrutturazione, su progetto dell’architetto Giorgio Giani, con direzione lavori di Lucio Giudici. L’esposizione è allestita appositamente in questa fase di cantiere: il pubblico può così entrare in relazione con la figura di Griffini, confrontandosi anche direttamente con una sua realizzazione e con tutte le stratificazioni del luogo, cerniera tra ricerca storica e attualità.

Il percorso espositivo della mostra ricostruisce la complessa opera di Enrico Agostino Griffini – abitazioni, edifici industriali, strutture sanitarie, spazi pubblici, arredo e insegnamento – attraverso disegni, tavole costruttive, pubblicazioni, fotografie d’epoca, documenti di cantiere e materiali d’archivio.

Ad accogliere il visitatore è il video documentario realizzato da Giulio Gatto, Lucrezia Gazzola e Leonardo Strano, con il prezioso contributo del figlio dell’architetto, Alberto Griffini: un ritratto personale e professionale di Griffini, dagli esordi alla maturità, con particolare attenzione alle ricerche sulla casa razionale e sull’alloggio minimo (https://bit.ly/EAGriffini_videodoc).

L’allestimento, firmato da Lola Ottolini, Matteo Andreoletti e Lucia Emma Avolio, fa propria la condizione di transitorietà dell’edificio e adotta materiali e strumenti del linguaggio del cantiere, a partire dal primo segno di ogni costruzione: la linea di polvere blu tracciata per indicare dove sorgeranno i nuovi muri. Il colore blu diventa il filo conduttore di un racconto per frammenti, da cui lo stabilimento riemerge attraverso le trasformazioni che il tempo ha portato nei suoi spazi.

Il visual design, in linea con l’allestimento, è curato da cccppp.studio. Pannelli blu accolgono il racconto dei progetti, affidato alle parole del curatore e alle riproduzioni degli originali d’archivio. I supporti scelti per le immagini e i testi sono eterogenei: dalle carte semplici da affissione a quelle politenate con diverse finiture, la cui giustapposizione contribuisce ad articolare il ritmo del percorso. La scelta tipografica, infine, reinterpreta i caratteri lineari e la geometria netta e pura della tradizione modernista, attraverso una variazione di proporzioni che scandisce al meglio la lettura dei contenuti.

La nascita di 155 Tradate. A promuovere il recupero dell’ex stabilimento industriale è Titti Santini, fondatore di Ponderosa Music, realtà attiva da oltre trent’anni nella produzione di concerti, festival e iniziative culturali. Con questo progetto, radicato nel proprio territorio di origine, Santini conferma l’attenzione per i luoghi capaci di diventare spazi di sperimentazione e creazione artistica. Come racconta: «Ho sempre amato questo edificio e desideravo che venisse salvato e restituito al pubblico. Abbiamo voluto cominciare da qui, da Enrico Agostino Griffini e dalla storia di questo luogo, perché prima ancora di progettare cosa diventerà in futuro, ci sembrava importante conoscere e far conoscere il suo passato. Aprire 155 Tradate con il cantiere non ancora terminato significa condividere l’inizio di un percorso: ci permette di vedere l’edificio per quello che è stato e, insieme, di immaginare quello che sarà. Vogliamo prenderci il tempo necessario per ascoltarlo, capirne le possibilità e costruirne lo sviluppo con attenzione». 

«Il nostro obiettivo – spiega la curatrice, Alessia Interlandi, di in.circle – è trasformare 155 Tradate in un luogo vivo, aperto alle idee e alle persone, capace di dialogare con il territorio e, allo stesso tempo, di guardare oltre. La cultura, in tutte le sue espressioni, sarà al centro di questa trasformazione».

Ad anticipare il taglio della programmazione è stato l’evento inaugurale, accompagnato dalle sonorità di Vincenzo Vasi, musicista, compositore e polistrumentista tra i più eclettici della scena sperimentale italiana. Virtuoso del theremin, strumento elettronico che si suona senza contatto fisico, ha ridato voce all’ex fabbrica con i suoi paesaggi sonori.

Enrico A. Griffini. Costruire modernamente 

155 Tradate. Viale Trento Trieste 35, Tradate (VA) 
29 ottobre 2026 – 20 dicembre 2026 
Orari: giovedì – domenica, h 10.00 – 16.00
Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria su Eventbrite: https://bit.ly/155tradate-eagriffini

Un progetto di Titti Santini – Ponderosa Music 
Curato in collaborazione con Alessia Interlandi – in.circle srl 
Direzione dei lavori: Giorgio Giani e Lucio Giudici
Mostra a cura di Massimiliano Savorra, in collaborazione con Valeria Griffini

Comitato scientifico: Chiara Baglione, Politecnico di Milano; Elena Dellapiana, Politecnico di Torino; Marzia Marandola, Università Iuav di Venezia; Lola Ottolini, Politecnico di Milano; Marco Pretelli, 
Alma Mater Studiorum Università di Bologna; Massimiliano Savorra, Università di Pavia

Con il patrocinio di: Regione Lombardia, Nuova Consulta Regionale Lombarda degli Ordini degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori, Comune di Tradate, Università Iuav di Venezia, Dipartimento di Architettura e Studi urbani del Politecnico di Milano, Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università di Pavia

Progetto di allestimento: Lola Ottolini, Matteo Andreoletti, Lucia Emma Avolio

Visual Design: Andrea Puppa e Francesca Ceccoli – cccppp.studio
Editing testi in mostra: Luisa Castiglioni

Fotografie in mostra: Francesca Iovene, Marco Introini

Video: Lucrezia Gazzola, Leonardo Strano, Giulio Gatto  

instagram.com/155.tradate | instagram.com/eagriffini

Ufficio stampa Enrico A. Griffini. Costruire modernamente: Lucia Portesi
press@luciaportesi.it | M. +39 349 3692989 | www.luciaportesi.it

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Giovanni Manzo
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