BUILDING presenta la mostra “Testimoni” di Sophie Ko | Milano, fino al 23 dicembre 2026

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Dal 14 ottobre al 23 dicembre 2026, BUILDING GALLERY presenta Testimoni, una mostra personale dell’artista georgiana Sophie Ko (Tblisi, 1981) – rappresentata dalla galleria – a cura di Federico Ferrari.
A sei anni di distanza dalla sua partecipazione all’esposizione Materie, Spazi, Visioni (2020), BUILDING dedica all’artista una importante personale proponendo, nei tre piani espositivi della galleria, una panoramica compiuta del suo lavoro grafico, pittorico, scultureo e installativo. In questa occasione, Sophie Ko presenta per la prima volta al pubblico un corpus di circa sessanta opere, che ripercorrono i temi e i linguaggi che caratterizzano la sua ricerca.  Quella di Sophie Ko è una pratica complessa, orientata a un confronto radicale con la tradizione della storia dell’arte, reso possibile da un approccio formale estremamente raffinato, e capace di coniugare un finissimo lavoro sui materiali, con una poetica delicata e quasi ascetica. Le opere inedite presentate negli spazi espositivi di BUILDING GALLERY segnano il punto più avanzato di un percorso avviato quindici anni fa con le prime Geografie temporali.   Pigmento puro, foglia d’oro, corteccia d’albero — supporto sul quale sono dipinti gli occhi, Testimoni (2026), che popolano il primo piano —, bronzo per le presenze scultoree e resti di immagini bruciate che l’artista chiama “resti incombusti”, appartenenti alla serie Waldgänger (2013): sono questi i materiali su cui si fonda la grammatica visiva di Sophie Ko, scelti per la loro capacità di custodire e, insieme, minacciare la forma.

Installation view, Sophie Ko. Testimoni, BUILDING GALLERY, Milano
ph. Michele Alberto Sereni, Courtesy BUILDING, Milano Un’opera scultorea in marmo bianco, Grembo (2026), dialogante con il pigmento puro de Il sangue di Demetra (2026), esalta la tensione tra materia e forma, tra destino e origine, su cui l’intera mostra si costruisce. Come accade nelle Geografie temporali, che da anni caratterizzano la sua ricerca, anche qui la materia resta soggetta alla forza di gravità: si sposta, frana, si ridistribuisce, così che ogni opera continui silenziosamente a mutare anche una volta esposta — un procedimento che rovescia il gesto pittorico tradizionale, poiché non si aggiunge colore ma si dispone materia instabile, lasciando che sia il tempo stesso a comporne, o scomporne, l’immagine.    Il tema della memoria e della stratificazione delle dimensioni temporali, da sempre al centro della ricerca dell’artista, trova qui una soluzione inedita, scandita in tre movimenti — uno per ciascun piano della galleria. Seguendo le tracce misteriose e frammentarie di un passato che rimanda in modo esplicito al Polittico dell’Agnello Mistico (1426-1432) dei fratelli van Eyck e alla dimensione onirica e mitologica di Morfeo, il visitatore attraversa, al primo piano, una foresta di occhi dipinti su corteccia d’albero e inseriti su tavole a foglia d’oro, insieme a presenze vegetali in bronzo che, più che lasciarsi osservare, sembrano osservare a loro volta.   Il percorso transita così al secondo piano, verso un culmine in cui la Morte del Sole, della Luna e caduta delle stelle (2026) — nuovo riferimento alla storia dell’arte, in particolare al miniaturista quattrocentesco Cristoforo de Predis — trova il proprio compimento enigmatico e spaesante in una serie di Geografie temporali dalle forme circolari ed ellittiche, capaci di riconsegnare la storia e le sue contraddizioni più stridenti a una dimensione eterna.   Il riferimento al Polittico dell’Agnello Mistico non è soltanto iconografico. L’opera dei van Eyck, con la sua struttura ad ante che si aprono rivelando registri narrativi e simbolici differenti, offre a Sophie Ko un modello strutturale prima ancora che tematico: come il polittico di Gand, anche Testimoni si costruisce per soglie successive, in cui ogni piano della galleria agisce come un’anta che, aprendosi, rivela un nuovo grado di visione. Allo stesso modo, il richiamo a Cristoforo de Predis — autore lombardo di cicli a soggetto astronomico ed escatologico — introduce in mostra un immaginario cosmico e apocalittico, in cui la caduta degli astri diventa metafora di un tempo che si consuma e, insieme, si rigenera.

Installation view, Sophie Ko. Testimoni, BUILDING GALLERY, Milanoph. Michele Alberto Sereni, Courtesy BUILDING, Milano
L’intera mostra si muove, attraverso i diversi piani espositivi e le loro differenti espressioni formali, tra due fuochi che, come nel quadro ellissoidale con cui il percorso espositivo si chiude al secondo piano, fanno sprofondare lo sguardo in una dimensione temporale indefinita — di cui siamo chiamati a essere partecipi in qualità di “testimoni” — per poi elevarlo di fronte alla sospensione del tempo e all’eterna perfezione delle forme, che restituisce al visitatore il suo indistruttibile testimone.   Sul lavoro di Sophie Ko si è soffermata più volte la critica italiana. Riccardo Venturi ha descritto le sue Geografie temporali come corpi in perenne franamento, sospesi tra l’atto della creazione e quello della distruzione; altri interpreti hanno invece insistito sulla dimensione quasi devozionale del suo procedere, che trasforma il pigmento in reliquia e la cornice in teca. È in questo solco — tra memoria, materia e tempo — che si inserisce Testimoni, portando alle estreme conseguenze una ricerca che da sempre rifiuta la staticità dell’immagine per restituirle, invece, la sua natura di evento.   Testimoni rappresenta dunque una tappa ulteriore nel percorso di Sophie Ko, ricca di novità rispetto alle precedenti: non una retrospettiva, ma una multiforme composizione di opere nuove, capace di ripercorrere — trasvalutandoli — i momenti migliori di una traiettoria artistica e intellettuale che giunge così a piena maturità.  In occasione della mostra sarà pubblicato il catalogo, che raccoglierà un testo del curatore Federico Ferrari, un’intervista all’artista e i contributi di Sergio Risaliti, direttore artistico del Museo Novecento di Firenze, e Daniela Ferrari, curatrice e conservatrice presso il Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.

Installation view, Sophie Ko. Testimoni, BUILDING GALLERY, Milano
ph. Michele Alberto Sereni, Courtesy BUILDING, Milano
 L’artista  Sophie Ko (Tbilisi, 1981) vive e lavora a Milano. Al centro della ricerca dell’artista c’è il concetto di tempo, che viene esplorato nella sua forte relazione simbolica con i materiali utilizzati – per lo più ceneri di immagini bruciate e pigmenti puri – e le immagini create. Il mutamento e l’instabilità dei materiali in relazione allo scorrere del tempo sono dunque alcune delle costanti della sua ricerca artistica. Le Geografie temporali, ad esempio, costituiscono l’esemplificazione di un’opera eternamente sospesa tra l’atto della creazione e quello della distruzione, in cui l’immagine è sottoposta a un continuo processo di modificazione attraverso il collasso lento e inesorabile della materia di cui è costituita. Concepita attraverso una negoziazione concettuale e formale tra scultura e pittura, questa serie di opere mette in scena “un legame fatto di peso, di pressione, di gravità e di distruzione del tempo sulle immagini, ma anche di formazione, di profondità, di ritorno e rinascita rispetto al trascorrere del tempo.” Metafore pregnanti della caducità e mutevolezza dell’esistenza, ci ricordano della traiettoria di vita che tracciamo, parallela a un movimento di collasso, lento ma persistente.   Tra le mostre personali: Manche Freilich müssen drunten sterben / Some must die below, of course, EYES ONLY, Munich (2025); Sophie Ko. Chiaro di Luna, a cura di Michela Eremita, Raggio verde 2025, Accademia dei Fisiocritici, Siena (2025); È talmente anima, che non è anima, EAST Galerie, Strasburgo (2025); Sophie Ko: Geografia Temporale, a cura di Elena Re, Istituto Italiano di Cultura di Londra, Londra (2024); INTERVENTION Sophie Ko: Temporal Geography, Estorick Collection of Modern Italian Art, Londra (2024); Ai vinti, a cura di Paola Tognon, Contemporary Locus, Bergamo (2023); Andature II, a cura di Marcella Cangioli e Antonella Nicola, Museo Marino Marini, con Elisabetta di Maggio, Firenze (2022); Alzarono gli occhi e avvertirono il cielo, EAST Galerie, Strasburgo (2022); Il resto della terra, Galleria de’ Foscherari, Bologna (2016, 2021-2022); La forma dell’oro. 9/12 Sophie Ko, Metaxu (2021), a cura di Melania Rossi, BUILDING BOX, Milano (2021); Atti di resistenza, in Materie, spazi, visioni, BUILDING GALLERY, Milano (2020); Ca’Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Venezia (2019); Sporgersi nella notte, Renata Fabbri, Milano (2018) e The OpenBox, Milano (2018). Le recenti mostre collettive includono: ERSEL Milano-Torino (2026); GAS-Galleria Andrea Sansovino, (Palazzo Ciocchi di Monte, Chiesa di Santa Chiara, Cisterna rinascimentale), Monte San Savino (2026); MO.CA-Centro per le nuove culture, Brescia (2025); Fondazione Magnani-Rocca, Mamiano di Traversetolo, Parma (2025); Museo storico e Parco del castello di Miramare, Trieste (2024-2025); Fondazione Made in Cloister, Napoli (2024); SAMoCA Museum of Contemporary Art, Ryiadh, Saudi Arabia (2024); Circolo, Milano (2023); Villa Croce Museo d’arte Contemporanea, Genova (2023); BAG. Bocconi Art Gallery, Milano (2022); Palazzo Ducale di Gubbio (2022); Fondazione Malvina Menegaz, Castelbasso (2021); Albergo delle Povere, Palermo (promossa da RISO – Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo) (2021); Palazzo Barbò Torre Pallavicina, Bologna (2021); MAC – Museo d’Arte Contemporanea di Lissone (2021) e Renata Fabbri, Milano (2020), tra le altre. Nel 2016 Sophie Ko ha vinto il Gran Premio della Pittura al MAC di Lissone.

Ritratto di Sophie Ko, ph. Mario Albergati Il curatore  Federico Ferrari (Milano, 1969) insegna Estetica presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha pubblicato molti volumi, tradotti in diverse lingue, di cui quattro con Jean-Luc Nancy. Ha co-fondato la rivista Antinomie. Il suo lavoro critico e curatoriale si è limitato esclusivamente ad artisti con i quali si è instaurato un rapporto di “affinità elettiva”, come Claudio Parmiggiani, Giulio Paolini, Nicola Samorì, Gianni Caravaggio, Francisco Tropa, oltre la stessa Sophie Ko.  
BUILDING è un progetto dedicato all’arte nelle sue più varie forme di espressione situato nel centro di Milano. Nata nel 2017 dalla visione di Moshe Tabibnia, BUILDING è incentrata su una ricerca artistica, storica e contemporanea, volta verso una nuova idea di galleria d’arte, in cui cultura e mercato avanzano paralleli.BUILDING si presenta come una costellazione composta da diversi spazi e progettualità, in cui giovani protagonisti della scena internazionale, artisti affermati e storicizzati, così come artigiani e designer si incontrano in un’ottica di scambio intergenerazionale e sconfinamento di discipline, mirando ad una costante sperimentazione e creazione di cultura.  BUILDING, collocata in via Monte di Pietà 23, ospita nella sua architettura tre progetti espositivi che durante l’anno presentano tre programmazioni autonome: BUILDING GALLERY, è lo spazio espositivo, inaugurato nel 2017, che abita i primi tre piani dell’architettura che l’accoglie e ospita le mostre principali della programmazione annuale della galleria; BUILDING BOX è il progetto espositivo annuale, inaugurato nel 2018 e situato all’interno di due delle vetrine su strada di BUILDING, fruibile dall’esterno 24 ore su 24, 7 giorni su 7 che ospita a cadenza mensile opere legate tra loro da un fil rouge temporale; BUILDING TERZO PIANO, situato al terzo piano, è uno spazio che nasce nel 2023 dal desiderio di esplorare la creatività in tutte le sue sfaccettature e la cui identità si svilupperà nel tempo seguendo una programmazione indipendente.   BUILDING GALLERY  BUILDING GALLERY ha inaugurato nel 2017 come primo progetto espositivo di BUILDING, ospitando da quel momento mostre personali e collettive di artisti storicizzati, mid-career ed emergenti, sia italiani sia internazionali.  Nata dalla visione del suo fondatore BUILDING GALLERY presenta, dal piano terra al secondo piano, esposizioni che si snodano su tre piani espositivi, proponendo vere e proprie narrazioni in dialogo con l’architettura della galleria. In diverse occasioni i progetti espositivi, spesso curati da curatori esterni, hanno valicato gli spazi di BUILDING, espandendosi sulla facciata esterna e interna della galleria, creando dialoghi spontanei con la città di Milano.  BUILDING GALLERY rappresenta il primo spazio espositivo in cui la ricerca di BUILDING ha avuto modo di emergere nello scenario artistico milanese, proponendo non solo artisti affermati ma anche giovani protagonisti della scena artistica nazionale e internazionale, in un’ottica di scambio intergenerazionale e costante arricchimento culturale.  MOSTRE IN CORSO BUILDING BOX  Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italiaa cura di Alberto Fiz15 gennaio 2026 – 7 gennaio 2027 10/12. Dario PicariellMi fece vuota la mancanzacome terra dimenticata dal semente (2026)02.10.2026 – 29.10.2026SCARICA LA CARTELLA STAMPA  
Building_Ph Agostino Osio
ph. Agostino Osio

BUILDINGvia Monte di Pietà 23, Milanomartedì – sabato, 10 – 19+ 39 02 89094995 www.building-gallery.com Follow us onwww.instagram.com/building.gallery www.facebook.com/building.gallery www.twitter.com/BuildingGallery vimeo.com/user91292191  Ufficio stampa ddl |arts| Alessandra de Antonellis | E-mail: alessandra.deantonellis@ddlstudio.net | T +39 339 3637388 Elisa Fusi | E-mail: elisa.fusi@ddlstudio.net | T + 39 347 8086566 Sofia Alberti | E-mail: sofia.alberti@ddlstudio.net | T + 39 347 9097305
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Giovanni Manzo
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