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Arte e cultura a Milano

Dal Washington degli anni Settanta a Cadaqués e Port Lligat, una carriera indipendente che continua oggi al Jackson Art Center di Georgetown

WASHINGTON, D.C. — Settembre 2026 — Howard R. Carr è un pittore e scultore americano la cui attività attraversa più di mezzo secolo. Oggi continua a lavorare nel suo studio al Jackson Art Center di Georgetown, a Washington, D.C., mentre il suo archivio, le opere e la storia espositiva vengono progressivamente ricostruiti e documentati.
La storia di Carr unisce continuità di studio e memoria del secondo Novecento americano. Negli anni Settanta fu tra gli artisti legati alle origini della Govinda Gallery di Georgetown. Il fondatore Chris Murray ha ricordato Howard Carr, Michael Netter e Kim Waters come figure decisive nell’ispirarlo ad aprire la galleria. Carr vi espose più volte nel corso dei decenni, e il suo lavoro ricevette anche attenzione critica indipendente da parte del Washington Post, con recensioni delle sue mostre nel 1984 e nel 1998.
Un capitolo particolarmente insolito della sua biografia risale al 1971–72, quando Carr trascorse del tempo tra Cadaqués e Port Lligat, in Spagna. Secondo i ricordi pubblicati da Chris Murray, Carr aveva conosciuto Salvador Dalí a Cadaqués nel 1971; l’anno successivo tornò in Europa con Murray e Kim Waters. Per alcune settimane i tre musicisti e artisti frequentarono la casa di Dalí a Port Lligat, dove suonavano durante le serate organizzate dal pittore per i suoi ospiti. L’episodio non viene presentato come un rapporto di allievo o collaboratore, ma come una testimonianza diretta di un giovane artista americano entrato temporaneamente in uno degli ambienti creativi più singolari del periodo.
Il valore della storia di Howard R. Carr, tuttavia, non risiede soltanto negli incontri del passato. La sua pratica si è sviluppata attraverso pittura, scultura, assemblaggio e lavori su supporti non convenzionali, con un linguaggio capace di muoversi tra figurazione, astrazione, ironia e sperimentazione materiale. La selezione allegata offre un quadro sintetico di questa ampiezza: opere intime convivono con lavori di grande formato, mentre il colore, la struttura e l’invenzione restano elementi costanti.
Carr continua oggi a produrre nuove opere. Una recente ricostruzione pubblicata da The Georgetown Dish ha riportato l’attenzione sulla continuità del suo lavoro a Georgetown, mettendo in relazione gli anni di Govinda Gallery, la documentazione storica, le testimonianze su Cadaqués e Port Lligat e il presente del suo studio al Jackson Art Center. Più che una retrospettiva conclusiva, il progetto attuale intende restituire una carriera ancora aperta.
Parallelamente, è in corso la preparazione e presentazione della candidatura di Howard R. Carr alla 2027 John Simon Guggenheim Memorial Foundation Fellowship in Fine Arts. La candidatura viene citata esclusivamente come parte dell’attuale lavoro di documentazione e presentazione della sua carriera: è un processo in corso e non implica alcuna selezione, endorsement o riconoscimento da parte della Fondazione.
Il materiale disponibile per la stampa comprende immagini di opere, ritratto dell’artista, documentazione d’archivio, cronologia espositiva e riferimenti alle fonti storiche. Howard R. Carr è inoltre disponibile per un’intervista.
«Stillness in action / Free and clear of clamor / Much is done in a quiet way.»
— Howard R. Carr
DOCUMENTAZIONE DISPONIBILE SU RICHIESTA
Archivio e cronologia Govinda Gallery; recensioni del Washington Post (1984 e 1998); testimonianze pubblicate da Chris Murray; documentazione del Jackson Art Center; materiali biografici e d’archivio.
CONTATTO STAMPA
Ce Jamieson
Artist Development & Exhibition Advisor
artwithce@gmail.com
Per interviste, immagini aggiuntive e materiali documentari: disponibili su richiesta.