Platea. Palazzo Galeano | Fivefold Tuning | Fiaba. Diana Lola Posani | Opening: mercoledì 30 settembre 2026, ore 21.30 | Lodi

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Dopo l’apertura della programmazione di Fivefold Tuning nel mese di marzo con | senza | soluzione di continuità di Liliana Moro – intervento architettonico e installativo che funge da asse portante dell’intero palinsesto espositivo – e in seguito agli interventi di Federica Balconi (Monza, 1999) e Lorena Bucur (Cremona, 1996), la terza giovane artista a entrare in scena è Diana Lola Posani (Milano, 1994).

La curatela di Giovanna Manzotti ha introdotto un cambio di paradigma nella scansione temporale della programmazione: non più una successione di mostre personali autonome, ma un racconto unitario che si sviluppa per stratificazioni, relazioni e continuità.

Per Platea | Palazzo Galeano, Diana Lola Posani presenta FIABA, progetto che esplora la voce come materia viva, capace di evocare al tempo stesso meraviglia e inquietudine. Attraverso una vocalità non convenzionale, il corpo diventa strumento di risonanza di stati psicofisici estremi, trasformando il trauma in un’esperienza sonora condivisa che supera la dimensione autobiografica. 
Al centro della performance di Posani vi è l’uso dei vocalizzi di animali morenti, impiegati non con finalità terapeutiche ma come linguaggio alternativo e ipnotico, capace di confrontare il pubblico con l’intensità della vita, della paura e dell’ineffabile.

All’interno di Fivefold Tuning, FIABA prenderà forma come una traccia audio, entrando a far parte della stratificazione progressiva del progetto espositivo.

La pratica Diana Lola Posani si sviluppa tra performance, arte sonora e piattaforme curatoriali, ed è attraversata da una tensione costante riflessione sul rapporto tra processo artistico e processi di guarigione. Questa tensione non si configura né come obiettivo dichiarato né come esito terapeutico, ma come postura di lavoro che assume ambiguità, vulnerabilità e incompletezza come condizioni operative. 

Una parte della sua ricerca sul trauma si sviluppa attraverso pratiche non convenzionali che appartengono al suo repertorio, come la sperimentazione di stati corporei generati dall’apnea. Tali pratiche non mirano a rappresentare il trauma, bensì ad attraversarlo, attivando condizioni psicofisiche in cui controllo, resistenza e perdita vengono continuamente messi in tensione. Le partiture fisiche e sonore prendono forma dalla ricerca di stati psicofisici indotti da specifiche configurazioni sonore e spaziali.

Platea | Palazzo Galeano è un progetto dell’Associazione Platea | Palazzo Galeano e.t.s., nata a Lodi nel 2020 con l’obiettivo di promuovere l’arte contemporanea sul territorio con una prospettiva internazionale. Cuore del progetto è una vetrina espositiva ricavata nella facciata di Palazzo Galeano, sempre illuminata, visibile giorno e notte e inaccessibile dall’esterno: un dispositivo che trasforma lo spazio urbano in esperienza visiva, offrendo l’opera allo sguardo del passante.

Oltre a Federica Balconi, Lorena Bucur e Diana Lola Posani, la struttura temporale estesa di Fivefold Tuning concepita come un unico piano sequenza, vedrà la partecipazione di Andrea Di Lorenzo (Varese, 1994) che entrerà in scena a novembre 2026, intervenendo sempre all’interno dell’ambiente ideato da Liliana Moro.

Il titolo del progetto evoca un’accordatura a cinque voci: un processo di armonizzazione che presuppone ascolto, prossimità e tensione condivisa. La voce iniziale — quella di Moro — stabilisce il ritmo entro cui le pratiche degli altri artisti si inseriscono, in un esercizio continuo di sintonizzazione tra linguaggi e sensibilità. In questo senso, la programmazione non si configura come una sequenza di eventi isolati, ma come un organismo in evoluzione, in cui ogni intervento modifica il contesto e viene a sua volta modificato da esso.

Racconta la curatrice Giovanna Manzotti: «Mi piace pensare alla programmazione di Platea come a una serie di incontri tra opere che abitano uno spazio collettivo. Il primo intervento di Liliana Moro, gesto forte e insieme misurato, ha messo la vetrina nella condizione di superare la propria natura di semplice contenitore, riconfigurandosi come presenza attiva nello spazio urbano. La superficie specchiante apre lo spazio, lo rende permeabile e partecipe, restituendo senza filtri ciò che accade all’esterno. In questo modo Platea diventa un luogo di relazione, un corpo che riflette e accoglie, capace di attivare un dialogo continuo con la città e con chi la attraversa. Gli artisti invitati entrano in ascolto di questa condizione, confrontandosi con uno spazio che amplifica riverberi, forme e suoni, e che si costruisce nel tempo attraverso una dinamica condivisa.»
Diana Lola Posani, laboratorio Vettori atmosferici di germogli trasparenti: ascolto profondo ed eco-mutualità, Biennale di Venezia, 2024. Foto: Alberto Pagliuca

Con Fivefold Tuning, Platea consolida la propria identità come luogo di ricerca curatoriale, capace di concepire lo spazio espositivo come dispositivo attivo e la programmazione come un processo aperto, costruito nel tempo e nella relazione con il pubblico.

Il nome Platea, donato dall’artista Marcello Maloberti, sottolinea la centralità del pubblico e la dimensione collettiva dell’arte. In questa tensione tra display e città, Platea sviluppa un programma orientato a opere capaci di generare un “incidente di sguardo” e di inserirsi nel ritmo quotidiano dello spazio pubblico.

Platea Educational

Parallelamente alla programmazione espositiva, torna quest’anno Buon Compleanno Platea!, progetto educativo a cura di Bianca Basile, giunto alla quinta edizione. Nei mesi scorsi, l’artista Nicola Biagetti ha guidato un workshop con gli studenti del Liceo Artistico Callisto Piazza di Lodi, rinnovando il dialogo tra pratica artistica e formazione. Il progetto ha coinvolto i giovani in un processo creativo che si è prefissato di riflettere sulle relazioni tra spazio espositivo e spazio pubblico, in continuità con l’impianto curatoriale della stagione.

Il progetto grafico di Fivefold Tuning è a cura di Carolina Incerti.

PLATEA | PALAZZO GALEANO 

Il progetto Platea | Palazzo Galeano è realizzato con il patrocinio del Comune di Lodi.

Governance: Claudia Ferrari, Presidente; Laura Ferrari, Vicepresidente; Gianluigi Corsi, Tesoriere. 
Main partner: Ferrari Giovanni Industria Casearia Spa e Consorzio di Tutela del Formaggio Grana Padano.
Sostenitori: FaseModus Architettura, gli amici di Platea.
Partner tecnici: Solux Led Lighting Technology, Verspieren Broker di Assicurazione e Legal Studio Legale.
Il progetto partecipa ai Bandi 2026 della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi. 
Si ringrazia per la collaborazione la Galleria Raffaella Cortese.

Platea | Palazzo Galeano
Corso Umberto I, 50- 26900, Lodi
Website: www.platea.gallery | Instagram: platea_palazzogaleano | Contatti: info@platea.gallery

Contatti per la stampa
PCM Studio di Paola C. Manfredi
Via Farini, 71 | 20159 Milano | www.paolamanfredi.com
Silvia Barbaro | silvia@paolamanfredi.com | T. +39 349 4383062 “Fivefold Tuning” | Gli artisti

Liliana Moro
20 marzo 2026 – 15 gennaio 2027
Liliana Moro (Milano, 1961) si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera e nel 1989 fonda lo Spazio di Via Lazzaro Palazzi a Milano. Ha esposto in importanti contesti internazionali tra cui Documenta IX Kassel, Biennale di Venezia, Castello di Rivoli, Moderna Museet Stoccolma, PS1 New York, MAXXI Roma e PAC Milano. La sua pratica combina suono, parola e oggetto in un linguaggio essenziale capace di trasformare l’esperienza quotidiana in dispositivo critico e poetico.

Federica Balconi
4 giugno 2026 – 15 gennaio 2027
Federica Balconi (Monza, 1999) si forma tra Bergamo e Brera. Vincitrice del Premio Nocivelli 2022, sviluppa una ricerca scultorea che intreccia progettazione e instabilità strutturale, mettendo in discussione funzionalità e logiche costruttive attraverso dispositivi ironici e precari.

Lorena Bucur
25 giugno 2026 – 15 gennaio 2027
Lorena Bucur (Cremona, 1996) vive e lavora a Bologna. La sua pratica indaga memoria e dimensione sociale, costruendo narrazioni che mettono in relazione esperienza privata e spazio pubblico.

Diana Lola Posani
30 settembre 2026 – 15 gennaio 2027
Diana Lola Posani (Milano, 1994) è artista del suono e curatrice. La sua ricerca esplora stati percettivi e configurazioni sonore come strumenti di trasformazione esperienziale, intrecciando ascolto, corpo e spazio.

Andrea Di Lorenzo
novembre 2026 – 15 gennaio 2027
Andrea Di Lorenzo (Varese, 1994) si forma all’Accademia di Belle Arti di Bologna. La sua ricerca indaga il rapporto tra materia, spazio e percezione attraverso pratiche che includono scultura, installazione e fotografia.

“Fivefold Tuning” | La curatrice

Giovanna Manzotti (Desio, 1988) è curatrice indipendente e autrice. Collabora con istituzioni e gallerie internazionali e scrive per riviste di settore. Nel 2026 cura per ArtVerona la sezione STILL dedicata alla fotografia contemporanea. È interpretation consultant per Fondazione Prada.

Platea Educational

Bianca Basile — curatrice
Ricercatrice e curatrice, sviluppa progetti educativi che indagano l’arte come strumento relazionale.

Nicola Biagetti — artista
Artista visivo e designer, lavora tra fotografia e intervento urbano esplorando dinamiche sociali dello spazio. Associazione Platea | Palazzo Galeano e.t.s.
Platea | Palazzo Galeano è un’associazione culturale nata a Lodi nel 2020 con lo scopo di promuovere l’arte in tutte le sue forme sul territorio locale con una prospettiva internazionale, sviluppando forme inedite di mecenatismo rivolte ai giovani talenti creativi che prevedono il coinvolgimento di artisti affermati e gallerie d’arte di primaria importanza. L’attività dell’associazione prevede la presentazione di progetti d’arte e cultura contemporanea presso lo spazio espositivo ricavato nella facciata di Palazzo Galeano, nel centro storico di Lodi: Platea. Una vetrina sempre illuminata, visibile di giorno come di notte, inaccessibile dall’esterno. Platea deve il suo nome – che contiene un preciso intento programmatico – a una generosa concessione dell’artista Marcello Maloberti, lodigiano di nascita, che, nel fare dono all’Associazione di quello che avrebbe dovuto essere il titolo di una sua nuova performance, ha detto: “Platea è l’omaggio alla città. Il nome dello spazio sottolinea l’importanza del pubblico, disposto in una grande ‘platea’, che poi è la città di Lodi, ma anche, citando Harald Szeemann, la ‘platea’ dell’umanità. E per me, il pubblico è il mio corpo.” Il progetto si basa sul concetto di “platea”, intesa anche come modalità molto attuale di esporre, di organizzare il display, in cui l’opera si offre allo sguardo del passante che inconsapevolmente la incrocia sul suo cammino. Per questo motivo, le opere che comporranno i cicli espositivi protagonisti di Platea saranno selezionate per la loro capacità di suscitare “un incidente di sguardo”, come annunciato nel Manifesto composto dall’associazione. Nel 2023, il Sole 24 Ore segnala Platea tra i “100 Luoghi del Contemporaneo in Italia”, pubblicazione curata dal critico d’arte e divulgatore Nicolas Ballario, che traccia una mappatura dei più interessanti spazi dedicati all’arte contemporanea in Italia. Nel 2024 Platea ha dato vita al suo primo progetto editoriale, un volume curato dal collettivo genovese Palazzo Bronzo, edito in occasione del palinsesto FARE COLLETTIVO. 

Hanno esposto da Platea 
Marcello Maloberti, Vittoria Viale, Silvia Berry, Giulio Locatelli, Vittoria Mazzonis, Alberonero (Luca Boffi), Luca Trevisani, Debora Martino, Alessandro Manfrin, Maria Vittoria Cavazzana, Marco Sgarbossa, Fabio Roncato, Rä di Martino, Valerio D’Angelo, Martina Cioffi, Vittorio Zeppillo, Camilla Gurgone, Carlo Valsecchi, Mariateresa Sartori, RM, MRZB, Hardchitepture, Palazzo Bronzo, Marco De Sanctis, Margherita Moscardini, Ulyana Nevzerova, Rebeca Pak, Vashish Soobah,  Linda Carrara, Extragarbo, Marvin Gabriele Nwachukwu. 

Hanno curato mostre e progetti per Platea
Francesca Grossi, Gaspare Luigi Marcone, Giulia Menegale, Benedetta Monti e Niccolò Giacomazzi, Carlo Orsini, Palazzo Bronzo, Bianca Basile e Arianna Pace, Stefano Comensoli e Nicolò Colciago, Gabriella Rebello Kolandra.
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Giovanni Manzo
Articoli: 1966

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