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Arte e cultura a Milano

L’artista Adalberto Sessa (Milano, 1954) nel panorama dell’arte contemporanea e sperimentale italiana,
si distingue per un percorso coerente e pionieristico capace di intercettare il passaggio cruciale tra l’analogico e il digitale. Traducendo così le istanze storiche dell’astrattismo geometrico in flussi temporali e tecnologici passando per l’arte concreta, l’optical art fino ad approdare alla video art.
Il valore del lavoro di Sessa relativo alla video art riceve ampi riconoscimenti dalla critica e dai festival internazionali di settore nel corso degli anni duemila, consolidando la sua posizione tra i ricercatori video più interessanti della sua generazione: Abstracta Film Festival (Roma, 2008, 2009, 2010), nel 2008 le sue opere vengono selezionate per proiezioni internazionali in spazi di rilievo come il Living Theatre di New York e a Il Cairo. Nel 2010 riceve una menzione speciale in un’intervista ufficiale del direttore artistico Massimo Pistone. Videoart Yearbook (Bologna, 2011, 2018): selezione nell’annuario d’eccellenza della videoarte italiana coordinato dall’Università di Bologna. Punto y Raya Festival (Barcellona/Madrid, 2014 – Punto y Raya TV, 2015): massima kermesse mondiale dedicata all’astrazione pura in movimento, con premiazione tenutasi a Reykjavík. Nel 2019 Sessa decide di chiudere la stagione del video.
Nel 2020 avviene l’ultimo, affascinante cortocircuito: l’artista torna alla pittura acrilica. Libero dalle fatiche tecniche del digitale, Sessa traspone oggi sul cartoncino ruvido 100×70 lo stesso identico concetto di multiplo formale e cinetico da cui era partito. I suoi quadri attuali, vibranti di colori vivaci, dialogano apertamente con l’Arte Concreta, l’Optical Art e le correnti analitico-geometriche degli anni ’70 con intuizioni del passato, dimostrando che il movimento prima di essere un fatto tecnologico è uno stato della mente.