| Il dialogo con gli influencer ha invece offerto una lettura delle nuove dinamiche di consumo, evidenziando come le giovani generazioni siano sempre più attratte da contenuti autentici e da esperienze capaci di raccontare non solo il prodotto, ma anche la cultura, i territori e il saper fare che caratterizzano la manifattura italiana. In quest’ottica, la partecipazione degli influencer giapponesi alla prossima edizione di MICAM contribuirà a trasformare la visita in fiera e ai distretti produttivi in un racconto capace di raggiungere nuove community digitali.Grande attenzione è stata dedicata anche alla dimensione tecnica della calzatura italiana. Gli interventi di Vibram Japan e Kawamura Trading hanno approfondito il valore della ricerca sui materiali, delle suole e della pelle italiana, evidenziando come innovazione, competenza manifatturiera e patrimonio artigianale costituiscano un sistema integrato di eccellenza che continua a distinguere il Made in Italy sui mercati internazionali. “Il Giappone rappresenta da sempre uno dei mercati più sensibili ai valori che contraddistinguono la calzatura italiana: qualità, cultura manifatturiera, innovazione e attenzione al dettaglio. Con Crafting Global Connections vogliamo rafforzare un dialogo che non si limita al business, ma coinvolge persone, competenze e visioni, creando nuove opportunità di crescita per le nostre imprese. MICAM continua così a essere una piattaforma internazionale capace di mettere in relazione mercati, professionisti e cultura del Made in Italy, accompagnando il settore verso le sfide future.” Giovanna Ceolini, Presidente di MICAM e Assocalzaturifici.I dati elaborati dal Centro Studi Confindustria Accessori Moda per Assocalzaturifici evidenziano come, nel 2025, l’industria calzaturiera italiana abbia esportato in Giappone oltre 1,2 milioni di paia di scarpe, generando un fatturato complessivo di 212,57 milioni di euro. Nonostante si sia registrata una contrazione dei volumi rispetto all’anno precedente (-23,3% in paia, con un -7,9% in valore), il mercato nipponico si è confermato uno sbocco ad altissimo valore aggiunto. Il prezzo medio all’esportazione ha infatti registrato un balzo del +20%, toccando la cifra di 170,57 euro al paio. Nel ranking globale del Made in Italy, il Giappone occupava a consuntivo 2025 la 13ª posizione in valore.Per quanto riguarda l’anno in corso, nel primo trimestre 2026, le calzature italiane dirette in Giappone sono scese a 300mila paia (-11,7% sul medesimo periodo del 2025) per un valore di 48,42 milioni di euro (-12,6%). Il prezzo medio si è mantenuto sostanzialmente stabile, attorno ai 161 euro al paio. L’appuntamento di Tokyo ha rappresentato una tappa strategica di avvicinamento alla prossima edizione di MICAM, che dal 13 al 15 settembre 2026 riunirà a Milano la comunità internazionale della calzatura. Un percorso che conferma la vocazione globale della manifestazione e il suo impegno nel promuovere il dialogo tra i principali mercati internazionali, valorizzando l’eccellenza del Made in Italy e favorendo nuove occasioni di incontro tra aziende, buyer e operatori del settore. |