
Sottoscrizione alla Newsletter
Inserisci la tua mail e ricevi la nostra newsletter

Arte e cultura a Milano

| Dopo l’apertura della programmazione di Fivefold Tuning nel mese di marzo con | senza | soluzione di continuità di Liliana Moro – intervento architettonico e installativo che funge da asse portante dell’intero palinsesto espositivo – la seconda giovane artista a entrare in scena dopo Federica Balconi (Monza, 1999) è Lorena Bucur (Cremona, 1996). La curatela di quest’anno, affidata a Giovanna Manzotti, introduce un cambio di paradigma nella scansione temporale della programmazione: non più una successione di mostre personali autonome, ma un racconto unitario che si sviluppa per stratificazioni, relazioni e continuità. In piena sintonia con il principio generativo della rassegna Fivefold Tuning, l’opera di Lorena Bucur, dal titolo Resto poco, torno presto, prende forma, oltre che dall’esplorazione del territorio, da un profondo dialogo con lo spazio espositivo e con gli interventi precedenti | senza | soluzione di continuità di Liliana Moro e Guastafeste di Federica Balconi. Lavorando direttamente su elementi già presenti collocati sulla soglia tra dimensione pubblica e area espositiva – i due piedritti lapidei esterni ai lati della vetrina e l’architrave interno sopra la porta scorrevole –, l’artista crea una cornice strutturale e visiva, invitando lo sguardo a soffermarsi su porzioni architettoniche che normalmente tendono a passare inosservate. Il linguaggio materico scelto da Bucur è quello del cemento, materiale che richiama i processi di trasformazione e stratificazione dell’ambiente urbano, sulla cui superficie sono stampate alcune fotografie scattate nel territorio lodigiano durante un periodo di residenza a Platea. Ne risulta un paesaggio soggetto a parziale logoramento, dove le immagini affiorano come tracce residuali, segni visivi che sembrano emergere direttamente dalla memoria materiale del luogo. La ricerca artistica di Lorena Bucur esplora il fragile confine tra memoria e oblio, permanenza ed erosione. Attraverso un’indagine materiale del tempo e del luogo, l’artista traduce le immagini fotografiche in oggetti e superfici concreti, destinati a trasformarsi. Le sue opere, spesso radicate nella forma di manufatti quotidiani, evolvono tramite processi che includono il logoramento e il divenire, incorporando lo scorrere del tempo nella loro struttura fisica. La sua pratica si formalizza nella progettazione e nella realizzazione di oggetti-immagine e sculture di tessuto e cemento che invitano a interrogarsi sulla storia latente delle cose che ci circondano e sulla natura mutevole del ricordo. Platea | Palazzo Galeano è un progetto dell’Associazione Platea | Palazzo Galeano e.t.s., nata a Lodi nel 2020 con l’obiettivo di promuovere l’arte contemporanea sul territorio con una prospettiva internazionale. Cuore del progetto è una vetrina espositiva ricavata nella facciata di Palazzo Galeano, sempre illuminata, visibile giorno e notte e inaccessibile dall’esterno: un dispositivo che trasforma lo spazio urbano in esperienza visiva, offrendo l’opera allo sguardo del passante. Oltre a Federica Balconi e Lorena Bucur, la struttura temporale estesa di Fivefold Tuning concepita come un unico piano sequenza, vedrà la partecipazione di Diana Lola Posani (Milano, 1994) e Andrea Di Lorenzo (Varese, 1994) che entreranno in scena rispettivamente a settembre e novembre 2026, intervenendo sempre all’interno dell’ambiente ideato da Liliana Moro. Il titolo del progetto evoca un’accordatura a cinque voci: un processo di armonizzazione che presuppone ascolto, prossimità e tensione condivisa. La voce iniziale — quella di Moro — stabilisce il ritmo entro cui le pratiche degli altri artisti si inseriscono, in un esercizio continuo di sintonizzazione tra linguaggi e sensibilità. In questo senso, la programmazione non si configura come una sequenza di eventi isolati, ma come un organismo in evoluzione, in cui ogni intervento modifica il contesto e viene a sua volta modificato da esso. Racconta la curatrice Giovanna Manzotti: «Mi piace pensare alla programmazione di Platea come a una serie di incontri tra opere che abitano uno spazio collettivo. Il primo intervento di Liliana Moro, gesto forte e insieme misurato, ha messo la vetrina nella condizione di superare la propria natura di semplice contenitore, riconfigurandosi come presenza attiva nello spazio urbano. La superficie specchiante apre lo spazio, lo rende permeabile e partecipe, restituendo senza filtri ciò che accade all’esterno. In questo modo Platea diventa un luogo di relazione, un corpo che riflette e accoglie, capace di attivare un dialogo continuo con la città e con chi la attraversa. Gli artisti invitati entrano in ascolto di questa condizione, confrontandosi con uno spazio che amplifica riverberi, forme e suoni, e che si costruisce nel tempo attraverso una dinamica condivisa. Federica Balconi, come prima artista emergente, ha rafforzato questa attitudine, dilatando con la sua scultura “Guastafeste” la gamma dei registri espressivi della partitura definita da Moro e permettendo all’insieme di risuonare secondo una più ricca varietà di note. L’opera “Resto poco, torno presto” di Lorena Bucur, agisce invece su due livelli compositivi e architettonici che sfruttano elementi già presenti nello spazio, indagando la relazione tra interno ed esterno sotto una nuova luce.» Con Fivefold Tuning, Platea consolida la propria identità come luogo di ricerca curatoriale, capace di concepire lo spazio espositivo come dispositivo attivo e la programmazione come un processo aperto, costruito nel tempo e nella relazione con il pubblico. Lorena Bucur, Resto poco, torno presto (dettaglio), 2026. Courtesy: l’artista e Platea | Palazzo Galeano, Lodi. Foto: Alessio Belloni. Testo di Giovanna Manzotti In piena sintonia con il principio generativo della rassegna Fivefold Tuning, l’opera di Lorena Bucur, dal titolo Resto poco, torno presto, prende forma, oltre che dall’esplorazione del territorio, da un profondo dialogo con lo spazio espositivo e con gli interventi precedenti | senza | soluzione di continuità di Liliana Moro e Guastafeste di Federica Balconi. Lavorando direttamente su elementi già presenti collocati sulla soglia tra dimensione pubblica e area espositiva – i due piedritti lapidei esterni ai lati della vetrina e l’architrave interno sopra la porta scorrevole –, l’artista crea una cornice strutturale e visiva, invitando lo sguardo a soffermarsi su porzioni architettoniche che normalmente tendono a passare inosservate. Il linguaggio materico scelto da Bucur è quello del cemento, materiale che richiama i processi di trasformazione e stratificazione dell’ambiente urbano, sulla cui superficie sono trasferite alcune fotografie scattate nel territorio lodigiano durante un periodo di residenza. I soggetti delle immagini riguardano il paesaggio fluviale, le sponde dell’Adda e diverse sue specie vegetali: un’atmosfera tipica della provincia agricola, tanto piatta e monotona quanto caratteristica, con quello scorrere lento dell’acqua che è stato fonte di ispirazione anche per il lavoro ideato da Moro per Platea. Una volta sviluppate e selezionate, le immagini sono parzialmente tagliate, o quantomeno Bucur ne isola una porzione o un dettaglio che viene poi impresso direttamente su calcestruzzo, divenendo la matrice segnica primaria di un processo tanto scultoreo quanto involontariamente pittorico. Ne risulta un paesaggio cementizio che tende verso l’astrazione, dove l’immagine è sfocata e predisposta a parziale logoramento. Qui forme e colori affiorano come tracce residuali, segni visivi che sembrano emergere direttamente dalla memoria materiale del luogo, dall’esperienza del suo attraversamento, spazio intimo che si offre anche come dimensione di confine tra la conservazione del ricordo e il suo progressivo svanire nel tempo e nel pensiero. Il titolo gioca proprio con questa postura a metà fra ricordo e dissolvimento: un intervento che arriva come all’improvviso, colpendo l’occhio, restando poco, ma tornando presto, magari sotto altre forme e configurazioni. Possiamo quindi dire che il processo di realizzazione dei cementi stampati, qui come in altre opere dell’artista che sfruttano questa tecnica, apre ad una dimensione paesaggistica astratta, attraversata da una trasformazione materica e un’erosione mnemonica. Bucur “affoga” questo paesaggio nel cemento, espandendo la fotografia verso la tridimensionalità scultorea e l’immagine verso l’oggetto. Ma oltre a questa operazione, a Platea l’intervento si sdoppia e diventa architetturale, sfruttando le due colonne esterne e ripetendosi all’interno, sull’architrave, la cui presenza viene duplicata dai riflessi delle pareti specchianti dell’opera di Moro. Osservata frontalmente e a distanza, Resto poco, torno presto sembra incorniciare un paesaggio dentro al paesaggio, come una cartolina sbiadita con al centro le opere di Liliana Moro e Federica Balconi, a ricordare una festa finita nella piazza antistante o una fontanella notturna. E tu ci sei, ma resti poco. Fai parte del paesaggio, vedi riflessa la tua figura, e poi ritornerai. Lorena Bucur, Resto poco, torno presto (dettaglio), 2026. Courtesy: l’artista e Platea | Palazzo Galeano, Lodi. Foto: Alessio Belloni. Platea Educational Parallelamente alla programmazione espositiva, torna Buon Compleanno Platea!, progetto educativo a cura di Bianca Basile, giunto alla quinta edizione. L’artista Nicola Biagetti guiderà un workshop con gli studenti del Liceo Artistico Callisto Piazza di Lodi, rinnovando il dialogo tra pratica artistica e formazione. Il progetto coinvolge i giovani in un processo creativo che riflette sulle relazioni tra spazio espositivo e spazio pubblico, in continuità con l’impianto curatoriale della stagione. Il progetto grafico di Fivefold Tuning è a cura di Carolina Incerti. PLATEA | PALAZZO GALEANO Il progetto Platea | Palazzo Galeano è realizzato con il patrocinio del Comune di Lodi. Governance: Claudia Ferrari, Presidente; Laura Ferrari, Vicepresidente; Gianluigi Corsi, Tesoriere. Main partner: Ferrari Giovanni Industria Casearia Spa e Consorzio di Tutela del Formaggio Grana Padano. Sostenitori: FaseModus Architettura, gli amici di Platea. Partner tecnici: Solux Led Lighting Technology, Verspieren Broker di Assicurazione e Legal Studio Legale. Il progetto partecipa ai Bandi 2026 della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi. Si ringrazia per la collaborazione la Galleria Raffaella Cortese e Silvia Tansini per il sostegno tecnico al progetto di Lorena Bucur. Platea | Palazzo Galeano Corso Umberto I, 50- 26900, Lodi Website: www.platea.gallery | Instagram: platea_palazzogaleano | Contatti: info@platea.gallery Contatti per la stampa PCM Studio di Paola C. Manfredi Via Farini, 71 | 20159 Milano | www.paolamanfredi.com Silvia Barbaro | silvia@paolamanfredi.com | T. +39 349 4383062 “Fivefold Tuning” | Gli artisti Liliana Moro 20 marzo 2026 – 15 gennaio 2027 Liliana Moro (Milano, 1961) si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera e nel 1989 fonda lo Spazio di Via Lazzaro Palazzi a Milano. Ha esposto in importanti contesti internazionali tra cui Documenta IX Kassel, Biennale di Venezia, Castello di Rivoli, Moderna Museet Stoccolma, PS1 New York, MAXXI Roma e PAC Milano. La sua pratica combina suono, parola e oggetto in un linguaggio essenziale capace di trasformare l’esperienza quotidiana in dispositivo critico e poetico. Federica Balconi 4 giugno 2026 – 15 gennaio 2027 Federica Balconi (Monza, 1999) si forma tra Bergamo e Brera. Vincitrice del Premio Nocivelli 2022, sviluppa una ricerca scultorea che intreccia progettazione e instabilità strutturale, mettendo in discussione funzionalità e logiche costruttive attraverso dispositivi ironici e precari. Lorena Bucur 25 giugno 2026 – 15 gennaio 2027 Lorena Bucur (Cremona, 1996) vive e lavora a Bologna. La sua pratica indaga memoria e dimensione sociale, costruendo narrazioni che mettono in relazione esperienza privata e spazio pubblico. Diana Lola Posani 30 settembre 2026 – 15 gennaio 2027 Diana Lola Posani (Milano, 1994) è artista del suono e curatrice. La sua ricerca esplora stati percettivi e configurazioni sonore come strumenti di trasformazione esperienziale, intrecciando ascolto, corpo e spazio. Andrea Di Lorenzo novembre 2026 – 15 gennaio 2027 Andrea Di Lorenzo (Varese, 1994) si forma all’Accademia di Belle Arti di Bologna. La sua ricerca indaga il rapporto tra materia, spazio e percezione attraverso pratiche che includono scultura, installazione e fotografia. “Fivefold Tuning” | La curatrice Giovanna Manzotti (Desio, 1988) è curatrice indipendente e autrice. Collabora con istituzioni e gallerie internazionali e scrive per riviste di settore. Nel 2026 cura per ArtVerona la sezione STILL dedicata alla fotografia contemporanea. È interpretation consultant per Fondazione Prada. Platea Educational Bianca Basile — curatrice Ricercatrice e curatrice, sviluppa progetti educativi che indagano l’arte come strumento relazionale. Nicola Biagetti — artista Artista visivo e designer, lavora tra fotografia e intervento urbano esplorando dinamiche sociali dello spazio. Associazione Platea | Palazzo Galeano e.t.s. Platea | Palazzo Galeano è un’associazione culturale nata a Lodi nel 2020 con lo scopo di promuovere l’arte in tutte le sue forme sul territorio locale con una prospettiva internazionale, sviluppando forme inedite di mecenatismo rivolte ai giovani talenti creativi che prevedono il coinvolgimento di artisti affermati e gallerie d’arte di primaria importanza. L’attività dell’associazione prevede la presentazione di progetti d’arte e cultura contemporanea presso lo spazio espositivo ricavato nella facciata di Palazzo Galeano, nel centro storico di Lodi: Platea. Una vetrina sempre illuminata, visibile di giorno come di notte, inaccessibile dall’esterno. Platea deve il suo nome – che contiene un preciso intento programmatico – a una generosa concessione dell’artista Marcello Maloberti, lodigiano di nascita, che, nel fare dono all’Associazione di quello che avrebbe dovuto essere il titolo di una sua nuova performance, ha detto: “Platea è l’omaggio alla città. Il nome dello spazio sottolinea l’importanza del pubblico, disposto in una grande ‘platea’, che poi è la città di Lodi, ma anche, citando Harald Szeemann, la ‘platea’ dell’umanità. E per me, il pubblico è il mio corpo.” Il progetto si basa sul concetto di “platea”, intesa anche come modalità molto attuale di esporre, di organizzare il display, in cui l’opera si offre allo sguardo del passante che inconsapevolmente la incrocia sul suo cammino. Per questo motivo, le opere che comporranno i cicli espositivi protagonisti di Platea saranno selezionate per la loro capacità di suscitare “un incidente di sguardo”, come annunciato nel Manifesto composto dall’associazione. Nel 2023, il Sole 24 Ore segnala Platea tra i “100 Luoghi del Contemporaneo in Italia”, pubblicazione curata dal critico d’arte e divulgatore Nicolas Ballario, che traccia una mappatura dei più interessanti spazi dedicati all’arte contemporanea in Italia. Nel 2024 Platea ha dato vita al suo primo progetto editoriale, un volume curato dal collettivo genovese Palazzo Bronzo, edito in occasione del palinsesto FARE COLLETTIVO. Hanno esposto da Platea Marcello Maloberti, Vittoria Viale, Silvia Berry, Giulio Locatelli, Vittoria Mazzonis, Alberonero (Luca Boffi), Luca Trevisani, Debora Martino, Alessandro Manfrin, Maria Vittoria Cavazzana, Marco Sgarbossa, Fabio Roncato, Rä di Martino, Valerio D’Angelo, Martina Cioffi, Vittorio Zeppillo, Camilla Gurgone, Carlo Valsecchi, Mariateresa Sartori, RM, MRZB, Hardchitepture, Palazzo Bronzo, Marco De Sanctis, Margherita Moscardini, Ulyana Nevzerova, Rebeca Pak, Vashish Soobah, Linda Carrara, Extragarbo, Marvin Gabriele Nwachukwu. Hanno curato mostre e progetti per Platea Francesca Grossi, Gaspare Luigi Marcone, Giulia Menegale, Benedetta Monti e Niccolò Giacomazzi, Carlo Orsini, Palazzo Bronzo, Bianca Basile e Arianna Pace, Stefano Comensoli e Nicolò Colciago, Gabriella Rebello Kolandra. |
![]() |