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Arte e cultura a Milano

| Fondazione Elpis presenta Di pietra e di cielo, la mostra di Gabriele Ermini e Caterina Morigi, a cura di Sofia Schubert, in apertura il 14 maggio 2026 negli spazi della Villa, sede della Fondazione e luogo dedicato a public program e mostre. Il progetto nasce nell’ambito della seconda edizione del ciclo di residenze di Atelier Elpis, che offre agli artisti un periodo di soggiorno in cui sviluppare la propria ricerca in relazione al contesto urbano della città di Milano e alle sue dimensioni sociali, culturali e simboliche. Se il dialogo con i territori è al centro della missione di Fondazione Elpis, nel contesto italiano questo non può prescindere da un confronto con il patrimonio archeologico. Nello specifico, è Milano a rappresentare un caso particolare: rispetto ad altre grandi città, la persistenza dell’antico appare meno visibile. Il passato archeologico giace spesso nascosto, riaffiorando solo a tratti nella quotidianità urbana. Eppure continua a dialogare con il tessuto contemporaneo della città: sotto il centro storico, nelle stratificazioni del suolo e nelle collezioni dei musei della città. Partendo da questa riflessione, il risultato della ricerca di Caterina Morigi e Gabriele Ermini è una mostra che mette in relazione presente e passato e che esplora l’antico non come materia storica o scientifica, ma come linguaggio vivo che continua a sopravvivere. In questo contesto, Morigi indaga il principio della “maggioranza assente”, concentrandosi sui corredi funerari femminili e sulle lacune che ne determinano una percezione parziale, mentre Ermini, attraverso scultura e pittura, esplora l’attrazione emotiva e simbolica esercitata dai reperti, capaci di evocare una presenza quasi auratica. Gli artisti hanno avviato un confronto con diverse realtà locali, tra cui il Museo Archeologico di Milano, il Dipartimento di Archeologia dell’Università Cattolica e la Fondazione Rovati che, pur concentrandosi prevalentemente su reperti etruschi, offre importanti spunti di riflessione sull’eredità e sulla trasmissione del patrimonio culturale. Il lavoro di entrambi gli artisti mette in luce un elemento fondamentale: l’antico non è confinato al passato, ma è una presenza viva e stratificata. Una realtà che ci interpella attraverso tracce, reperti e memorie, invitandoci a immaginarla come parte integrante dell’esperienza contemporanea. ![]() Di pietra e di cielo. Fondazione Elpis. Ph Marco Dabbicco Altopiano Studio IL PERCORSO ESPOSITIVO Il lavoro di Gabriele Ermini si articola in un corpus di opere distribuite tra lo spazio interno ed esterno della Fondazione, in un percorso che attraversa curiosità, attrazione e desiderio. Nel suo immaginario, figure che hanno popolato la narrazione dell’antico e della scoperta archeologica – studiosi, collezionisti, tombaroli – si sovrappongono e si confondono, accomunate da tensioni differenti verso l’oggetto antico. La prima opera, Gli illesi, introduce un’ambientazione notturna in cui figure enigmatiche, dai corpi scultorei di ascendenza antica, si mimetizzano tra gli alberi di un bosco fitto. Al centro dello spazio, Il devoto, dipinto su carta giapponese, sfrutta la trasparenza del materiale: una composizione di parti del corpo simili a ex voto anatomici, che evocano tanto il gesto di un amante quanto frammenti di una statua desiderata. Due tavolette in ceramica introducono infine l’esito del percorso nel giardino: il tombarolo – archeologo – collezionista ha finalmente trovato l’oggetto del suo desiderio e, esausto, giace accanto ai resti emersi. Nell’incontro tra lo sguardo umano e quello, quasi restituito, dei reperti si consuma una forma di estasi: come se questi oggetti, ormai appartenenti al sottosuolo, fossero troppo preziosi per essere pienamente accessibili allo sguardo contemporaneo. Il lavoro presentato da Caterina Morigi, Elektron, è una raccolta di oggetti verosimili e ipotetici: manufatti quotidiani – boccette, specchi, bracciali, collane, dadi e forme più enigmatiche – che richiamano i corredi funerari femminili diffusi nell’antichità. Se un tempo erano realizzati in materiali preziosi, qui appaiono come presenze evanescenti, ombre di ciò che sono stati. Questo carattere opalescente esprime una perdita di sostanza: gli oggetti testimoniano il loro passato, ma risultano incompleti. I balsamari non conservano più essenze, le rocche hanno perso le fibre, gli specchi non riflettono, le perle giacciono senza filo. Ognuno diventa così rappresentazione della propria mancanza, frammento di un insieme più ampio. Il tema della “maggioranza assente” assume particolare rilievo nel contesto femminile, storicamente legato a materiali tessili e vegetali, oggi quasi del tutto perduti, a differenza di quelli connessi alla guerra e alla vita pubblica. Un ruolo fondamentale è quello giocato dall’ambra, materia antichissima e organica che, nella composizione di Morigi, restituisce vitalità agli oggetti: conserva il tempo attraverso la rievocazione del profumo, che richiama resine, pini e conifere. L’ispirazione nasce dall’osservazione di una coroncina per capelli rinvenuta in una sepoltura femminile romana nell’area di Sant’Ambrogio a Milano, composta da perle a forma di foglie d’edera ma realizzata in ambra. L’artista riprende così una pratica ricorrente nel mondo antico: la sovrapposizione tra forma naturale e trasformazione in materia eterna. L’elemento vegetale, impossibile da conservare, sopravvive attraverso la sua metamorfosi in resina fossile, suggerendo una continuità dello sguardo da quello degli antenati al nostro. INFORMAZIONI AL PUBBLICO Di pietra e di cielo Gabriele Ermini, Caterina Morigi a cura di Sofia Schubert 15 maggio – 14 giugno 2026 Fondazione Elpis Villa Via Orti 25, Milano +39 02 89745372 giovedì – domenica ore 12.00 – 19.00 CONTATTI PER LA STAMPA PCM Studio di Paola C. Manfredi Via Carlo Farini, 71 – 20159 Milano www.paolamanfredi.com | press@paolamanfredi.com | +39 02 36769480 Chiara Piantavigna | chiara@paolamanfredi.com | +39 349 4383 062 Francesca Ceriani | francesca@paolamanfredi.com | +39 340 9182004 BIOGRAFIA ARTISTI CATERINA MORIGI Caterina Morigi è artista visiva, ha studiato all’Università IUAV di Venezia e a Paris 8–Saint Denis. Insegna all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nella sua ricerca porta l’attenzione alla materia, territorio vitale di unione e scambio. Per affrontare la sostanza delle cose si serve di uno sguardo ravvicinato, senza tempo. L’opera diventa un dispositivo mutevole e cangiante che serve per attuare ribaltamenti tra soggetto e cornice, centro e margine, e dare avvio a una moltitudine di immagini fluide differenti e soggettive. La sua pratica, prevalentemente installativa e di ricerca, viene esposta in istituzioni italiane e straniere tra cui Museo MAMbo (Bologna), Palazzo Reale (Milano), Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma (SV), Biennalsur (Roma), Museo Nazionale della Montagna (Torino), Art Rotterdam (NL), Villa Della Regina (Torino), Fotografia Europea (Reggio Emilia), Fondazione Archivio Casa Morra (Napoli), Video Sound Art Festival (Milano). GABRIELE ERMINI Gabriele Ermini nasce a Figline Valdarno (FI) nel 1996. Vive e lavora a Bruxelles. Dopo la laurea triennale in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze (2020) e la laurea magistrale in Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna (2024), attualmente frequenta il Master in Pittura presso ENSAV – La Cambre, Bruxelles. La sua ricerca si concentra prevalentemente sulla pittura, con un’attenzione alla specificità del medium e ai suoi limiti, collocandosi su una linea dichiaratamente figurativa. Spesso originata da matrici digitali o grafiche, l’immagine si costruisce attraverso una resa pittorica che tende a dissimulare il processo e le soluzioni formali che la determinano. Il soggetto diventa talvolta un pretesto per il fare pittorico, lasciando spazio agli altri elementi della composizione e a una ricerca formale in tensione con la retorica del dipingere. Tra le mostre: IL CORREDO (Una Boccata d’Arte 2025), Parco di Villa Altieri, Oriolo Romano (VT), a cura di Irene Angenica; ANIMA ETRUSCA / ETRUSCAN SOUL. La fortuna del Progetto Etruschi, Complesso Museale Santa Chiara, San Gimignano; FLATLANDIA (bipersonale), ArtNoble, Milano, a cura di Antonio Grulli, 2023; HYPER CONTEMPORARY, Hasbrook Gallery, Milwaukee (U.S.), 2022; SALON PALERMO, Rizzuto Gallery, Palermo, a cura di Antonio Grulli, 2021. FONDAZIONE ELPIS Fondata nel 2020 da Marina Nissim, imprenditrice e collezionista, Fondazione Elpis sostiene la produzione artistica contemporanea con un’attenzione particolare alle nuove generazioni, attraverso un programma articolato di mostre, residenze, laboratori, incontri e progetti diffusi sul territorio nazionale. L’attività della Fondazione si sviluppa come piattaforma di ricerca e sperimentazione, capace di mettere in dialogo contesti, pratiche e linguaggi diversi, con uno sguardo rivolto a scenari che si collocano anche al di fuori dei circuiti tradizionali dell’arte contemporanea. Con sede a Milano, nel quartiere di Porta Romana, Fondazione Elpis opera attraverso un sistema di spazi complementari dedicati all’esposizione, alla residenza e alla sperimentazione laboratoriale, pensati per accompagnare il lavoro degli artisti in fasi diverse del processo creativo. L’identità della Fondazione è strettamente legata a Una Boccata d’Arte, progetto nazionale diffuso che dal 2020 ogni anno coinvolge 20 artisti e artiste italiani e internazionali nella realizzazione di interventi site-specific in 20 borghi italiani, uno per ogni regione. Nato dall’incontro diretto di giovani artisti con i luoghi e le comunità locali, il progetto promuove una pratica artistica fondata sulla relazione e sulla valorizzazione del patrimonio culturale e sociale dei territori. |
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