Venerdì 15 maggio ore 18.15 – Ciclo incontri LA POESIA E IL SENSO RELIGIOSO “Il cuore indistruttibile. Cercando i fratelli Osip Mandel’štam e la fede” – Centro Culturale di Milano

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Venerdì 15 maggio, ore 18.15

Centro Culturale di Milano

Largo Corsia dei Servi 4, Milano

Ciclo di incontri
La poesia e il senso religioso
Tra Occidenti ed est Europa 

a cura di e con
Gianfranco Lauretano, poeta e scrittore

Il cuore indistruttibile. Cercando i fratelli
Osip Mandel’štam e la fede

Intervengono
Massimo Morasso, Poeta e saggista
Maurizia Calusio, Docente di Letteratura russa all’Università Cattolica di Milano

Coordina
Gianfranco Lauretano, poeta e scrittore

Informazioni CMC

t. 02.86455162 | segreteria@cmc.milano.it

Venerdì 15 maggio alle ore 18,15 al Centro Culturale di Milano torna il ciclo “La poesia e il senso religioso. Tra Occidenti ed Est Europa” con un nuovo appuntamento dal titolo “Il cuore indistruttibile. Cercando i fratelli Osip Mandel’štam e la fede”.

Intervengono Massimo Morasso, poeta e saggista, e Maurizia Calusio, docente di Letteratura russa all’Università Cattolica di Milano, coordinati dal poeta e scrittore Gianfranco Lauretano.

La grande questione della misteriosa “mancanza del cuore”, posta da Mario Luzi per il nostro Occidente, attraversa in profondità l’esperienza poetica del Novecento. Il bisogno di essere e di esserci accomuna i poeti di un secolo segnato da crisi radicali.

Affermando «Amare l’essere della cosa più della cosa stessa» Osip Mandel’štam indicava una tensione che caratterizza il rinascimento della letteratura russa di inizio Novecento.

Qualcosa di decisivo è accaduto, parallelamente, in Occidente e nell’Europa orientale: un movimento interiore e culturale che suggerisce ancora oggi una direzione possibile.

Osip Mandel’štam, nato in una famiglia ebrea e successivamente convertitosi al cristianesimo, fu uno dei protagonisti di questa stagione. Poeta di straordinaria libertà, pagò con la persecuzione la sua indipendenza. Arrestato più volte, fu condannato ai lavori forzati nei campi siberiani, dove trovò la morte.

Accanto a lui Anna Achmatova, figura altrettanto centrale della poesia russa del Novecento. Amici intimi e protagonisti dell’acmeismo, condivisero una profonda passione per Dante e una tenace resistenza culturale al regime stalinista. Entrambi subirono la censura, ma mentre Achmatova scelse una linea più appartata per sopravvivere, Mandel’štam divenne, con il suo destino tragico, un punto di riferimento morale assoluto per lei e per la coscienza letteraria europea.

Ufficio stampa CMC Centro Culturale di Milano

De Angelis Press, Milano

t. 345 7190941 |  info@deangelispres.com

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Giovanni Manzo
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