Mattia Montemezzani in mostra all’ Atelier della fotografia (stazione del passante ferroviario di Porta Venezia) dall’ 8 al 23 maggio

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La mostra MATTIA MONTEMEZZANI 2006-2026 si propone come un percorso all’interno di 20 anni di continua ricerca, densità del vissuto e costante studio della forma.

Sono presenti in mostra circa 50 opere tra cui disegni, dipinti e grafiche, tutte provenienti dall’Archivio Montemezzani.

La mostra è il risultato di un attenta selezione fatta collezionando opere per ogni evento significativo della carriera dell’artista, Mattia Montemezzani considera il processo di creazione un progetto a più mani, in cui si intersecano la sensibilità di più persone per allestire un racconto corale che ha in realtà un unico protagonista: la rappresentazione di un mondo magico intimo e universale dove ogni azione ed evento è fondamentale per la realizzazione delle opere, così vediamo intervenire anche il figlio che giocando con i colori crea i fondi delle tele e la moglie, anche lei artista, che lavora costantemente con lui.

Le opere presentate assumono così il valore di un atto di cui l’artista è testimone e creatore, sempre collocato in una sorta di linea di confine che indaga ciò che è lecito nella pittura e ciò che è ostentazione nel dipingere.

BIOGRAFIA

Mattia Montemezzani è un artista italiano nato nel 1986 a Codogno, Lodi.

Dopo aver conseguito il Diploma Accademico di primo livello con 110 e lode e premio di laurea, all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano nel 2013, vince due borse di studio ed inizia il Diploma Accademico di secondo livello all’Accademia di Belle Arti di Varsavia in Polonia, per poi concludere nuovamente a Brera nel 2015 con il massimo dei voti, 110 e lode.

Durante il periodo di studi ottiene diversi riconoscimenti per le abilità nella pittura in concorsi quali Premio Artemisia, Premio Aletti, Premio Morlotti, Premio Sulmona, Premio Biennale di Pittura Luigi Brambati, Premio Bergamo, Premio Maccagno, Premio Bice Bugatti Segantini, Premio di Pittura Carlo Della Zorza e Premio Antonio Canova.

Nel 2009 realizza la sua prima personale di pittura “Mattia Montemezzani Opere 2005-2009”, nella Sala delle Colonne dell’ ex Convento di San Domenico a Lodi seguirà “Mattia Montemezzani Incisioni”, curata dal suo insegnante di Grafica d’ Arte Prof. Bernardino Luino alla libreria Cardano di Pavia. A Milano nel 2011 allestisce all’ interno dell’ Oratorio della Passione della Basilica di S. Ambrogio una personale dal titolo “Attraverso”.

Viene invitato nel 2012 alla 54 Esposizione Internazionale d’ Arte della Biennale di Venezia, curata da Vittorio Sgarbi, dove presenta una scultura “Verdiana”, un ritratto della moglie.

A Varsavia organizza con il suo insegnante di pittura Prof. Wojciech Cieśniewski una mostra che viene presentata al Palazzo della Regione di Varsavia e poi all’ Università di Scienze Naturali e Umanistiche di Siedlce, seguita da una conferenza sull’arte italiana.

Dal 2015 crea insieme a sua moglie Verdiana un progetto indipendente chiamato Loop che si sviluppa in Europa. Il progetto inizia a Berlino, prosegue a Varsavia per poi essere presentato a Roma al Museo Nazionale di Arte Contemporanea M.A.C.R.O., avrà poi un’ ulteriore certificazione alla Reale Accademia di Belle Arti di Stoccolma, con la Professoressa Donatella Bernardi, per procede poi in Slovenia con la realizzazione di un film, un viaggio dalla Capitale al mar Adriatico, segue poi Vienna, Praga, Madrid, Zagabria e Vilnius. Infine anche a Budapest con la partecipazione di Zsolt Asztalos. Loop è tuttora in via di sviluppo.

Dal 2016 inizia a frequentare lo studio dell’Artista polacco Paweł Althamer e impara ad utilizzare la tecnica della ceramica. Sempre nel 2016 a Varsavia partecipa alla mostra “The Winged” e collabora con il Museo Nazionale Zachęta. Nel 2017 partecipa al progetto speciale “Drugie zycie drzew” all’interno dell’ Accademia di Belle Arti di Varsavia e nello stesso anno collabora con l’ MSN il Museo di Arte Moderna alla realizzazione del monumento pubblico “Mieszczanie z Bródna”, opera in bronzo, stabile al The Bródno Sculpture Park.

Nel 2018 si sposta in Italia a Milano, dal 2020 inizia una serie di lavori tra cui dipinti, disegni ed incisioni intitolati “I Vulcani”, che sono esposti come mail art a Vienna al MAAV, in Philadelphia al S.C.R.C, in Portogallo al Museo Quinta Da Cruz di Viseu, in Portorico al MAAC a San Antonio, in Idaho alla Boise State University, alla mostra “Artspace at Untitled” in Oklaoma, ancora in Portogallo al Museo Berardo Estremoz, in Grecia al Centro di Fotografia di Thessaloniki. In Italia con la stessa serie di lavori partecipano nel 2021 a “DomaniInArte”, G.A.M. Galleria d’Arte Moderna a Roma e nel 2022 alla mostra “Cura di Sé e Cura dell’ Altro” alla Fondazione Pistoletto a Biella.

Nel 2023 partecipa a “Talitha kum Biennolo”, Milano, a cura di Giacinto Di Pietrantonio. Espone tra i finalisti del Premio Eneganart alla mostra “Luci nel Buio” a Palazzo Strozzi a Firenze e contribuisce alla collezione di 253 cartoline postali donate allo Studio Alberto Garutti presentate allo Spazio Tempesta a Recanati in occasione dell’ evento “Caro Alberto”.

Dal 2025 inizia a presentare al pubblico il suo Archivio di venti anni di lavoro in “Mattia Montemezzani Ritratti” al Centro Culturale Verdi di Segrate, Milano e “Romeo con riflessi di luce” alla Biblioteca Sormani di Milano e nel 2026 in “ 20 ritratti famigliari di Mattia Montemezzani” nel Claustro della Provincia di Lodi.

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Giovanni Manzo
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