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Arte e cultura a Milano

Giovedì 23 aprile 2026, ore 21
Auditorium CMC Centro Culturale di Milano
Largo Corsia dei Servi 4, Milano
Ingresso libero
Ciclo di incontri
“L’amicizia, tre testimonianze e racconti”
Amicizia. L’ideale e il destino.
Dal medioevo una scoperta per oggi
intervengono
Onorato Grassi, Filosofo e storico della filosofia medievale
Mauro Lepori, Abate Generale Ordine Cistercense
Informazioni CMC
t. 02.86455162 | segreteria@cmc.milano.it
“Ama veramente il suo amico colui che nel suo amico ama Dio”
(S. Agostino)
Giovedì 23 aprile alle ore 21 al Centro Culturale di Milano il filosofo e storico della filosofia medievale Onorato Grassi, insieme all’Abate Generale dell’Ordine Cistercense Mauro Lepori, affronteranno in un dibattito con il pubblico il tema sempre attuale dell’amicizia, oggi tanto desiderata quanto difficile da vivere in modo duraturo. Un’esperienza che appare sempre più fragile nel nostro tempo, una tensione profonda che accompagna l’uomo da sempre e che già nel mondo antico, con Aristotele e Cicerone, era riconosciuta come una delle esperienze fondamentali della vita.
Al centro dell’incontro un testo sorprendente, scritto nel XII secolo nel Nord dell’Inghilterra: il “De amicitia spirituale” dell’Abate Aelredo di Rievaulx (1110-1167). In forma di dialogo vivace e concreta, l’opera affronta i temi essenziali dell’amicizia: la sua origine, il suo fondamento, i criteri per scegliere gli amici, fino alla capacità di attraversare anche le difficoltà del carattere umano.
Nel pensiero di Aelredo, l’amicizia non è solo un legame umano, ma un cammino che apre all’Ideale e al destino della persona, fino a diventare un vero e proprio percorso verso Dio. In questa prospettiva, come sottolinea ancora Giussani, essa può radicarsi “su un suolo cristiano” diventando stabile, ampia e duratura. Non possesso o invadenza, ma partecipazione al mistero stesso di Dio.
Aelredo, monaco cistercense e poi abate di Rievaulx, è stato una figura di grande rilievo nel suo tempo. Nato nel 1110, dopo aver ricoperto incarichi importanti alla corte del re di Scozia, scelse la vita monastica, diventando guida di una comunità molto numerosa. Considerato dai contemporanei “quasi un altro Bernardo” — in riferimento a Bernardo di Chiaravalle — e definito da Henri de Lubac “uno degli umanisti più delicati del suo secolo”, è noto ancora oggi come il “dottore dell’amicizia”.
Ufficio stampa CMC Centro Culturale di Milano
De Angelis Press, Milano | t. 345 7190941
info@deangelispres.com | deangelispress.com