Fondazione Emilio Scanavino e Centro Artistico Alik Cavaliere | Omaggio all’America Latina | 14 aprile – 14 giugno 2026 | Milano

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La Fondazione Emilio Scanavino e il Centro Artistico Alik Cavaliere presentano, in collaborazione con Prometeogallery, la rimessa in scena di Omaggio all’America Latina (1971), il monumentale lavoro concepito da Cavaliere e Scanavino per la XI Biennale di San Paolo, con la performance “Homage to Latin America – VEILING” di Regina José Galindo in occasione della Milano Art Week 2026

A oltre cinquant’anni dalla sua esclusione diplomatica, l’opera torna al centro della scena non come documento storico, ma come presenza viva. Il progetto non si limita a esporre un capolavoro del secondo Novecento: lo riattiva attraverso il dialogo con un intervento performativo di Regina José Galindo, tra le figure più radicali e riconosciute dell’arte contemporanea internazionale.

Realizzata nel 1971 in un contesto segnato dalla dittatura militare brasiliana, Omaggio all’America Latina, si configura come un monumento civile atipico. La grande parete, suddivisa in riquadri, reca i nomi di martiri per la libertà del continente latinoamericano. Le superfici pittoriche di Scanavino, dialogano con “i grovigli vegetal bronzei” di Cavaliere che si protendono nello spazio come presenze organiche, nodose, resistenti. È un’opera che rifiuta ogni retorica celebrativa e assume su di sé la responsabilità di nominare la violenza della storia.
Nel 1971 quell’assunzione di responsabilità fu ritenuta inopportuna. L’opera venne ritirata prima dell’inaugurazione, esclusa dal catalogo, trasformandosi in uno dei casi più emblematici di censura nell’arte italiana del dopoguerra. 

Oggi, nel contesto della settimana milanese dell’arte, l’opera viene riletta come paradigma di un’arte che non arretra davanti al reale. 
La performance Homage to Latin America – Veiling di Regina José Galindo è il cuore concettuale dell’intero progetto. Galindo non interpreta l’opera, non la illustra, non la accompagna. La attraversa con il suo atto performativo.

Se Cavaliere e Scanavino avevano trasformato la superficie in un campo di ferite simboliche, l’artista guatemalteca rende il corpo contemporaneo luogo di continuità tra quelle ferite e le tensioni del presente. I nomi incisi nel 1971 incontrano così le migrazioni, le disuguaglianze, le violenze politiche che ancora attraversano il continente latinoamericano e il mondo globale. Il monumento storico diventa spazio attivo, nuovamente attraversato dalla storia.

L’incontro tra Scanavino, Cavaliere e Galindo è un dialogo curatoriale tra generazioni e un confronto tra due momenti dell’arte accomunati da un’urgenza etica. Nel 1971 l’opera fu definita “extra-artistica” perché troppo esplicitamente politica; oggi la pratica performativa di Galindo riafferma che l’arte può e deve assumere una posizione, senza rinunciare alla complessità formale.

La mostra, che accompagna la performance, restituisce al pubblico la vicenda storica di Omaggio all’America Latina e ne sottolinea la dimensione internazionale, riconnettendosi con il continente cui era originariamente dedicata. Attraverso questa riattivazione, la Fondazione Emilio Scanavino e l’Archivio Alik Cavaliere propongono un riposizionamento critico dell’opera. La mostra è accompagnata da una pubblicazione in edizione limitata di Dario Cimorelli Editore con testi di Marco Scotini e Luca Pietro Nicoletti.

In un’epoca segnata da nuove fratture geopolitiche e da crisi migratorie globali, Omaggio all’America Latina torna così a interrogare il presente. La performance di Regina José Galindo ne amplifica la portata, trasformando la memoria in atto e il monumento in gesto vivo.

La Fondazione Emilio Scanavino ringrazia il Centro Artistico Alik Cavaliere per ospitare gli appuntamenti nell’ambito della mostra.

Si ringrazia Artsupp per la collaborazione.
CONTATTI PER LA STAMPA
PCM Studio di Paola C. Manfredi
Via Carlo Farini 71, Milano www.paolamanfredi.com
Chiara Piantavigna | chiara@paolamanfredi.com  | + 39 349 4383062
Elisa Di Luzio | elisa@paolamanfredi.com

Informazioni al pubblico
Mostra: Omaggio all’America Latina
Artisti: Alik Cavaliere, Emilio Scanavino
Performance: Regina José Galindo, “Homage to Latin America – Veiling”
Data: 14 aprile 2026, ore 17
Sede: Fondazione Scanavino, Piazza Aspromonte 17 | 20131 Milano
Accesso: su prenotazione tramite Artsupp: https://artsupp.com/it/milano/eventi/homage-to-latin-america-veiling 
Mostra: dal 14 aprile al 14 giugno 2026
Orari: dal 14 al 19 aprile dalle ore 10 alle ore 18.
Dal 20 aprile al 14 giugno ingresso libero dal lunedì al giovedì dalle ore 10 alle ore 15
Sabato e domenica prenotazione per almeno 5 persone scrivendo una mail entro il mercoledì sera.
Ingresso gratuito
Contesto: Milano Art Week

Resumé ALIK CAVALIERE – EMILIO SCANAVINO
OMAGGIO ALL’AMERICA LATINA

1971
Olio e grafite su tavole, bronzo e alluminio
cm 480 × 285 × 130

Un’opera monumentale tra arte e responsabilità civile
Realizzata nel 1971 da Alik Cavaliere ed Emilio Scanavino per l’XI Biennale di San Paolo del Brasile, Omaggio all’America Latina è una delle più intense e radicali opere collettive dell’arte italiana del secondo Novecento.
Il lavoro nasce in risposta all’invito ufficiale ricevuto nel maggio 1971 dall’Ente Biennale di Venezia per la partecipazione italiana alla rassegna brasiliana. Dopo l’assenza del 1969 per ragioni politiche, l’Italia decide di tornare a San Paolo con una delegazione di tredici artisti, nella convinzione che una presenza attiva potesse rappresentare una forma più incisiva di responsabilità culturale rispetto al boicottaggio.
Cavaliere e Scanavino scelgono di intervenire con un’opera congiunta, concepita come un grande retablo contemporaneo: una parete orizzontale suddivisa in 156 riquadri, ciascuno recante il nome di un martire per la libertà del continente latinoamericano. 
Ogni pannello è segnato dalla cifra pittorica tipica di Scanavino, dove si innestano i “grovigli vegetal bronzei” di Cavaliere: rami fusi in bronzo, che si protendono nello spazio come una presenza organica e inquieta, creando una tensione tridimensionale tra memoria, natura e violenza storica.
L’opera si configura così come un monumento civile non celebrativo, ma tragico e problematico: una parete della memoria che rifiuta ogni retorica figurativa e ogni consolazione estetica.

La censura alla Biennale di San Paolo (1971)
Spedita regolarmente il 20 giugno 1971 con tutta la documentazione richiesta, l’opera non viene tuttavia esposta a San Paolo. Viene ritirata prima dell’apertura ufficiale, esclusa dal catalogo e rimossa dai comunicati.
La decisione, attribuita a funzionari consolari italiani e al commissario italiano, viene motivata con la presenza di “elementi e propositi di natura politica e quindi extra-artistica”, in riferimento al contesto della dittatura militare brasiliana allora in atto.
Gli artisti non ricevono comunicazioni ufficiali tempestive e inviano numerosi telegrammi per chiarire le responsabilità della censura, senza ottenere risposte. Il caso diventa oggetto di interrogazioni parlamentari e di un ampio dibattito sulla stampa italiana.
Come ricostruito da Luca Pietro Nicoletti, l’episodio si inserisce nel clima teso dei primi anni Settanta e rappresenta un momento cruciale nel rapporto tra arte, istituzioni e potere, anticipando riflessioni critiche sulla “responsabilità del reale” nell’arte contemporanea.

Dalla censura al simbolo di resistenza
Restituita agli artisti, l’opera viene presentata nel 1972 alla Galleria De’ Foscherari di Bologna con il titolo esplicito “Censura a San Paolo”, accompagnata da un dossier documentario.
Nel marzo 1974 viene richiesta dalla Facoltà di Architettura dell’Università Statale di Milano in occasione di un presidio antifascista. In quell’occasione Giorgio Gaber si esibisce con l’opera come fondale.
Negli anni successivi Omaggio all’America Latina viene esposta in importanti rassegne dedicate al tema della resistenza e dell’impegno civile, tra cui: Galleria De’ Foscherari, Bologna (1972) Museo Civico di Bologna, “Tra rivolta e rivoluzione” (1972–73) Villa Manzoni, Lecco (1974) Palazzo della Loggia, Brescia (1975) L’opera è stata successivamente oggetto di intervento conservativo presso l’Accademia di Belle Arti di Brera (2004) ed è stata concessa in comodato al Museo della Permanente di Milano (2004–2014) e al MART di Rovereto (2014–2019).

Un monumento civile del secondo Novecento
Omaggio all’America Latina rappresenta un unicum nella produzione di entrambi gli artisti: per Cavaliere, segna l’avvio di una stagione di progetti pubblici di forte tensione civile; per Scanavino, costituisce un episodio raro di esplicita connotazione politico-collettiva all’interno di una ricerca prevalentemente esistenziale. L’opera si colloca nel dibattito sull’arte come atto di responsabilità nei confronti della storia e della società, distinguendosi tanto dalle soluzioni figurative celebrative quanto dalle derive puramente formalistiche dell’avanguardia coeva.
Oggi, l’opera attende una collocazione permanente adeguata al suo valore storico, artistico e civile.
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Giovanni Manzo
Articoli: 1891

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