Platea. Palazzo Galeano | Fivefold Tuning > Liliana Moro | senza | soluzione di continuità | Lodi

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Liliana Moro 
| senza | soluzione di continuità Con la mostra prende avvio Fivefold Tuning, la nuova stagione espositiva a cura di Giovanna Manzotti. Un percorso che si costruisce nel tempo, tra installazione permanente e interventi progressivi.


20 marzo 2026 – 15 gennaio 2027 
Platea | Palazzo Galeano 
Lodi

Liliana Moro, Via Lucis, 2025 Palo in ferro verniciato di giallo, lampada di segnalazione per imbarcazioni con luce modificata a segnalazione Morse,
h 800 cm. Credito fotografico: Lorenzo Palmieri A partire da venerdì 20 marzo 2026, Platea | Palazzo Galeano inaugura Fivefold Tuning, il nuovo palinsesto espositivo affidato alla curatela di Giovanna Manzotti.
Il progetto introduce un cambio di paradigma nella scansione temporale della programmazione: non più una successione di mostre personali autonome, ma un racconto unitario che si sviluppa per stratificazioni, relazioni e continuità. 

Ad aprire la stagione è Liliana Moro, figura cardine dell’arte contemporanea italiana, la cui ricerca intreccia suono, parola, scultura e gesto in un linguaggio essenziale e diretto.
Il progetto concepito per Platea, | senza | soluzione di continuità, si configura come un intervento architettonico e installativo che diventa asse portante dell’intera programmazione. Un gesto artistico insieme forte e misurato, che mette al centro la vetrina, spingendola a rinegoziare la propria funzione di spazio statico e puramente ospitante.
Prima ancora che come opera autonoma, l’intervento agisce come gesto  capace di “sfondare” simbolicamente le pareti dello spazio espositivo, riconfigurandone la presenza fisica e la memoria visiva e mettendolo in relazione diretta con il contesto urbano. L’intuizione di rivestire interamente i muri con una superficie specchiante risponde alla volontà di aprire la vetrina verso l’esterno, rendendola parte attiva della transitorietà delle narrazioni che attraversano la piazza antistante.

Platea | Palazzo Galeano è un progetto dell’Associazione Platea | Palazzo Galeano e.t.s., nata a Lodi nel 2020 con l’obiettivo di promuovere l’arte contemporanea sul territorio con una prospettiva internazionale. Cuore del progetto è una vetrina espositiva ricavata nella facciata di Palazzo Galeano, sempre illuminata, visibile giorno e notte e inaccessibile dall’esterno: un dispositivo che trasforma lo spazio urbano in esperienza visiva, offrendo l’opera allo sguardo del passante. 

Per dieci mesi, | senza | soluzione di continuità registrerà ciò che accade nello spazio urbano come un sismografo sensibile: il passaggio di persone e veicoli, lo scorrere delle ore, gli incontri casuali o abituali. Eventi che entrano senza sosta nell’opera e la alimentano, attivando una relazione immediata con chi vive e attraversa quella porzione di città, di giorno e di notte.
In questa condizione, lo spazio espositivo assume una qualità quasi corporea: un corpo che non interpreta né filtra, ma restituisce ciò che incontra. La superficie specchiante non altera né giudica, ma riflette fedelmente ciò che accade, mettendo in crisi la distinzione tra interno ed esterno e trasformando la vetrina in un luogo di contatto continuo, attraversato da sguardi, presenze e riflessi.
Liliana Moro, SPAZIO LIBERO, 1989 Legno, vernice gialla

Credito fotografico: Archivio Studio Liliana Moro All’interno di questo ambiente si inserisce un elemento scultoreo essenziale ma incisivo: un tubo giallo traffico disposto verticalmente e leggermente decentrato, che connette pavimento e soffitto come un sostegno privo di funzione apparente. Da questa presenza emerge una deviazione inattesa: un piccolo ugello verde che, nelle ore notturne, lascia scorrere un lieve rigagnolo d’acqua. Il tubo si “attiva” come una fontanella, evocando l’Adda poco distante e introducendo nello spazio una dimensione atmosferica che accompagna il ritmo silenzioso della piazza. Il suono dell’acqua, percepibile da chi si avvicina o da chi sosta nello spazio antistante, contribuisce a costruire un’esperienza discreta ma persistente, legata alla dimensione quotidiana e al tempo dell’attesa.
In una continuità di riflessi e presenze, anche il passaggio più ordinario — come fermarsi ad aspettare un autobus — entra a far parte dell’opera, contribuendo a definirne il carattere processuale e aperto.

All’interno di questa struttura temporale estesa si inserisce il palinsesto Fivefold Tuning, concepito come un unico piano sequenza. Quattro artisti emergentiFederica Balconi (Monza, 1999), Lorena Bucur (Cremona, 1996), Diana Lola Posani (Milano, 1994) e Andrea Di Lorenzo (Varese, 1994) — entreranno progressivamente in scena tra la primavera e l’autunno 2026, intervenendo all’interno dell’ambiente generato da Moro.
Il titolo del progetto evoca un’accordatura a cinque voci: un processo di armonizzazione che presuppone ascolto, prossimità e tensione condivisa. La voce iniziale — quella di Moro — stabilisce il ritmo entro cui le pratiche degli altri artisti si inseriscono, in un esercizio continuo di sintonizzazione tra linguaggi e sensibilità. In questo senso, la programmazione non si configura come una sequenza di eventi isolati, ma come un organismo in evoluzione, in cui ogni intervento modifica il contesto e viene a sua volta modificato da esso.

Racconta la curatrice Giovanna Manzotti: «Mi piace pensare alla programmazione di Platea come a una serie di incontri tra opere che abitano uno spazio collettivo. L’intervento di Liliana Moro, gesto forte e insieme misurato, mette la vetrina nella condizione di superare la propria natura di semplice contenitore, riconfigurandosi come presenza attiva nello spazio urbano. La superficie specchiante apre lo spazio, lo rende permeabile e partecipe, restituendo senza filtri ciò che accade all’esterno. In questo modo Platea diventa un luogo di relazione, un corpo che riflette e accoglie, capace di attivare un dialogo continuo con la città e con chi la attraversa. Gli artisti invitati entrano in ascolto di questa condizione, confrontandosi con uno spazio che amplifica riverberi, forme e suoni, e che si costruisce nel tempo attraverso una dinamica condivisa.»

Con Fivefold Tuning, Platea rafforza la propria identità come luogo di ricerca curatoriale, capace di concepire lo spazio espositivo come dispositivo attivo e la programmazione come un processo aperto, costruito nel tempo e nella relazione con il pubblico.

Il nome, donato dall’artista Marcello Maloberti, sottolinea la centralità del pubblico e la dimensione collettiva dell’arte. In questa tensione tra display e città, Platea sviluppa un programma orientato a opere capaci di generare un “incidente di sguardo” e di inserirsi nel ritmo quotidiano dello spazio pubblico.

Platea Educational
Parallelamente alla programmazione espositiva, torna Buon Compleanno Platea!, progetto educativo a cura di Bianca Basile, giunto alla quinta edizione. L’artista Nicola Biagetti guiderà un workshop con gli studenti del Liceo Artistico Callisto Piazza di Lodi, rinnovando il dialogo tra pratica artistica e formazione. Il progetto coinvolge i giovani in un processo creativo che riflette sulle relazioni tra spazio espositivo e spazio pubblico, in continuità con l’impianto curatoriale della stagione.

Il progetto grafico di Fivefold Tuning è a cura di Carolina Incerti.

PLATEA | PALAZZO GALEANO 
Il progetto Platea | Palazzo Galeano è realizzato con il patrocinio del Comune di Lodi. 
Governance: Claudia Ferrari, Presidente; Laura Ferrari, Vicepresidente; Gianluigi Corsi, Tesoriere.
Main partner: Ferrari Giovanni Industria Casearia Spa. 
Sostenitori: FaseModus Architettura, gli amici di Platea. 
Partner tecnici: Solux Led Lighting Technology e Verspieren Broker di Assicurazione. 
Si ringrazia per la collaborazione la Galleria Raffaella Cortese.  Platea | Palazzo Galeano
Corso Umberto I, 50- 26900, Lodi
Website: www.platea.gallery | Instagram: platea_palazzogaleano | Contatti: info@platea.gallery

Contatti per la stampa
PCM Studio di Paola C. Manfredi
Via Farini, 71 | 20159 Milano | www.paolamanfredi.com
Stella Beatrice | stella@paolamanfredi.com | T. +39 340 4892346
Francesca Ceriani | francesca@paolamanfredi.com | T. +39 340 918 2004
Fivefold Tuning” | Gli artisti

Liliana Moro
20 marzo 2026 – 15 gennaio 2027
Liliana Moro (Milano, 1961) si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera e nel 1989 fonda lo Spazio di Via Lazzaro Palazzi a Milano. Ha esposto in importanti contesti internazionali tra cui Documenta IX Kassel, Biennale di Venezia, Castello di Rivoli, Moderna Museet Stoccolma, PS1 New York, MAXXI Roma e PAC Milano. La sua pratica combina suono, parola e oggetto in un linguaggio essenziale capace di trasformare l’esperienza quotidiana in dispositivo critico e poetico.

Federica Balconi
maggio 2026 – 15 gennaio 2027
Federica Balconi (Monza, 1999) si forma tra Bergamo e Brera. Vincitrice del Premio Nocivelli 2022, sviluppa una ricerca scultorea che intreccia progettazione e instabilità strutturale, mettendo in discussione funzionalità e logiche costruttive attraverso dispositivi ironici e precari.

Lorena Bucur
giugno 2026 – 15 gennaio 2027
Lorena Bucur (Cremona, 1996) vive e lavora a Bologna. La sua pratica indaga memoria e dimensione sociale, costruendo narrazioni che mettono in relazione esperienza privata e spazio pubblico.

Diana Lola Posani
settembre 2026
Diana Lola Posani (Milano, 1994) è artista del suono e curatrice. La sua ricerca esplora stati percettivi e configurazioni sonore come strumenti di trasformazione esperienziale, intrecciando ascolto, corpo e spazio.

Andrea Di Lorenzo
novembre 2026 – 15 gennaio 2027
Andrea Di Lorenzo (Varese, 1994) si forma all’Accademia di Belle Arti di Bologna. La sua ricerca indaga il rapporto tra materia, spazio e percezione attraverso pratiche che includono scultura, installazione e fotografia.

“Fivefold Tuning” | La curatrice
Giovanna Manzotti (Desio, 1988) è curatrice indipendente e autrice. Collabora con istituzioni e gallerie internazionali e scrive per riviste di settore. Dal 2026 cura per ArtVerona la sezione STILL dedicata alla fotografia contemporanea.

Platea Educational
Bianca Basile — curatrice
Ricercatrice e curatrice, sviluppa progetti educativi che indagano l’arte come strumento relazionale.
Nicola Biagetti — artista
Artista visivo e designer, lavora tra fotografia e intervento urbano esplorando dinamiche sociali dello spazio. Associazione Platea | Palazzo Galeano e.t.s.
Platea | Palazzo Galeano è un’associazione culturale nata a Lodi nel 2020 con lo scopo di promuovere l’arte in tutte le sue forme sul territorio locale con una prospettiva internazionale, sviluppando forme inedite di mecenatismo rivolte ai giovani talenti creativi che prevedono il coinvolgimento di artisti affermati e gallerie d’arte di primaria importanza. L’attività dell’associazione prevede la presentazione di progetti d’arte e cultura contemporanea presso lo spazio espositivo ricavato nella facciata di Palazzo Galeano, nel centro storico di Lodi: Platea. Una vetrina sempre illuminata, visibile di giorno come di notte, inaccessibile dall’esterno. Platea deve il suo nome – che contiene un preciso intento programmatico – a una generosa concessione dell’artista Marcello Maloberti, lodigiano di nascita, che, nel fare dono all’Associazione di quello che avrebbe dovuto essere il titolo di una sua nuova performance, ha detto: “Platea è l’omaggio alla città. Il nome dello spazio sottolinea l’importanza del pubblico, disposto in una grande ‘platea’, che poi è la città di Lodi, ma anche, citando Harald Szeemann, la ‘platea’ dell’umanità. E per me, il pubblico è il mio corpo.” Il progetto si basa sul concetto di “platea”, intesa anche come modalità molto attuale di esporre, di organizzare il display, in cui l’opera si offre allo sguardo del passante che inconsapevolmente la incrocia sul suo cammino. Per questo motivo, le opere che comporranno i cicli espositivi protagonisti di Platea saranno selezionate per la loro capacità di suscitare “un incidente di sguardo”, come annunciato nel Manifesto composto dall’associazione. Nel 2023, il Sole 24 Ore segnala Platea tra i “100 Luoghi del Contemporaneo in Italia”, pubblicazione curata dal critico d’arte e divulgatore Nicolas Ballario, che traccia una mappatura dei più interessanti spazi dedicati all’arte contemporanea in Italia. Nel 2024 Platea ha dato vita al suo primo progetto editoriale, un volume curato dal collettivo genovese Palazzo Bronzo, edito in occasione del palinsesto FARE COLLETTIVO. 

Hanno esposto da Platea 
Marcello Maloberti, Vittoria Viale, Silvia Berry, Giulio Locatelli, Vittoria Mazzonis, Alberonero (Luca Boffi), Luca Trevisani, Debora Martino, Alessandro Manfrin, Maria Vittoria Cavazzana, Marco Sgarbossa, Fabio Roncato, Rä di Martino, Valerio D’Angelo, Martina Cioffi, Vittorio Zeppillo, Camilla Gurgone, Carlo Valsecchi, Mariateresa Sartori, RM, MRZB, Hardchitepture, Palazzo Bronzo, Marco De Sanctis, Margherita Moscardini, Ulyana Nevzerova, Rebeca Pak, Vashish Soobah,  Linda Carrara, Extragarbo, Marvin Gabriele Nwachukwu. 

Hanno curato mostre e progetti per Platea
Francesca Grossi, Gaspare Luigi Marcone, Giulia Menegale, Benedetta Monti e Niccolò Giacomazzi, Carlo Orsini, Palazzo Bronzo, Bianca Basile e Arianna Pace, Stefano Comensoli e Nicolò Colciago, Gabriella Rebello Kolandra.
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Giovanni Manzo
Articoli: 1891

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