Quando l’arte incontra la fisica quantistica: nasce il Nexologica Quantum Certification System

Share your love

La startup milanese Nexologica presenta il primo sistema di certificazione che combina hardware quantistico IBM, impronta fisica irripetibile e blockchain Polygon per autenticare opere d’arte e oggetti di lusso.


Il mercato dell’arte convive da sempre con un problema irrisolto: la falsificazione. Nonostante i progressi della diagnostica scientifica e l’avvento della blockchain, nessun sistema disponibile ad oggi riesce a garantire simultaneamente l’autenticità dell’oggetto fisico, l’immutabilità del registro e la verificabilità pubblica del certificato. Nexologica, la società digitale milanese fondata da Giovanni Manzo — già direttore di Milano Arte Magazine — presenta una soluzione che affronta il problema da tre direzioni contemporaneamente.

Il Nexologica Quantum Certification System è operativo dal 2026 e ha già emesso i primi certificati su opere d’arte, certificati verificabili in tempo reale sulla blockchain pubblica Polygon.


Tre tecnologie, un unico certificato

Il sistema si articola in tre componenti distinti, ciascuno dei quali risolve una vulnerabilità specifica dei metodi di certificazione tradizionali.

Il primo è l’impronta fisica, nota in ambito scientifico come PUF — Physical Unclonable Function. Ogni superficie materiale — tela, cuoio, metallo, ceramica, carta — presenta a livello microscopico una struttura irripetibile, determinata da processi fisici e chimici impossibili da controllare durante la produzione. Il sistema Nexologica analizza fotografie ad alta risoluzione dell’opera ed estrae 8.192 parametri dalla trama fisica della superficie, attraverso filtri Gabor multi-orientazione, analisi GLCM e residuo ad alta frequenza. Il risultato è un’impronta digitale dell’oggetto fisico — non del documento che lo descrive — che persiste nel tempo e non richiede alcuna modifica all’opera originale.

Il secondo componente è il quantum computing. L’impronta fisica estratta viene elaborata su hardware quantistico reale IBM — i sistemi ibm_marrakesh e ibm_fez della IBM Quantum Platform — e non su simulatori software. La distinzione è fondamentale: un computer quantistico genera casualità basata su fenomeni fisici quantistici, una casualità vera che nessun algoritmo classico può riprodurre. Il codice crittografico risultante viene cifrato con CRYSTALS-Kyber, lo standard post-quantum certificato dal NIST, progettato per resistere anche ai futuri computer quantistici di nuova generazione.

Il terzo è la blockchain Polygon. Il numero di serie del certificato, la fingerprint quantistica e il certificate ID vengono registrati permanentemente su Polygon Mainnet — la blockchain pubblica con oltre 83 milioni di blocchi validati. Il transaction hash è riportato sul certificato PDF e consultabile da chiunque, in qualsiasi momento, attraverso il portale pubblico PolygonScan. Il registro è decentralizzato e indipendente da Nexologica: anche se la società cessasse di esistere, i dati rimarrebbero accessibili per sempre.


Il problema che risolve

I sistemi di certificazione esistenti presentano ciascuno un punto di cedimento critico. La blockchain tradizionale certifica il documento digitale, non l’oggetto fisico: un falso accompagnato da un certificato blockchain clonato supera indisturbato qualsiasi verifica. I sistemi RFID e NFC incorporano un chip fisico nell’oggetto, ma il chip può essere rimosso e applicato su una copia. Le certificazioni tradizionali — perizie, archivi, fondazioni — dipendono dall’autorevolezza e dalla continuità di soggetti terzi, e non offrono alcun meccanismo di verifica pubblica istantanea.

Il sistema Nexologica affronta ciascuna di queste vulnerabilità. L’impronta PUF rende impossibile separare il certificato dall’oggetto fisico originale. Il quantum computing garantisce che il codice crittografico non possa essere generato da un sistema alternativo. La blockchain pubblica assicura la permanenza e la verificabilità del registro senza dipendere da alcuna autorità centrale.


Un certificato che parla a tutti

Il prodotto finale è un certificato PDF a due pagine, con fotografia dell’opera, numero di serie univoco, transaction hash blockchain e QR code. La verifica avviene scansionando il QR code con qualsiasi smartphone: in trenta secondi, chiunque nel mondo può accedere alla pagina pubblica di verifica e confrontare i dati del certificato con quelli registrati sulla blockchain.

Non è richiesto alcun hardware aggiuntivo. Non è necessario alcun abbonamento o account. Non esiste alcuna piattaforma proprietaria da consultare.


Il mercato

Il sistema è pensato per quattro categorie di utilizzatori: artisti e gallerie d’arte contemporanea, case d’asta e mercanti di opere storiche, brand del lusso nel settore moda e orologeria, e musei e fondazioni d’arte.

Le tariffe sono calibrate per rendere il servizio accessibile a realtà di diverse dimensioni: dalla singola certificazione per artisti e gallerie, ai pacchetti volume per case d’asta, fino alle licenze annuali per i grandi brand del lusso con integrazione API dedicata. Per informazioni è possibile contattare direttamente Nexologica.


Una prima nel mercato italiano

Non esiste ad oggi in Italia, né in Europa, un servizio commerciale che integri simultaneamente quantum computing su hardware reale, analisi PUF fotografica e registrazione su blockchain pubblica. Il Nexologica Quantum Certification System rappresenta una prima assoluta per il mercato dell’autenticità nell’arte e nel lusso.


“Volevamo qualcosa che non potesse essere ingannato” — Intervista a Giovanni Manzo

Milano Arte Magazine ha incontrato Giovanni Manzo, fondatore di Nexologica e ideatore del sistema.

Come nasce l’idea del Quantum Certification System?

“Lavoro nel mondo dell’arte digitale da anni e ho sempre osservato lo stesso problema: i sistemi di certificazione proteggono il documento, non l’oggetto. Puoi avere il certificato più sofisticato del mondo, ma se qualcuno riesce a separarlo dall’opera originale, il sistema è già compromesso. Volevamo costruire qualcosa di diverso — qualcosa che non potesse essere ingannato perché l’identità del certificato è nell’oggetto stesso, non in un file.”

Perché il quantum computing? Non era sufficiente la blockchain?

“La blockchain garantisce l’immutabilità del registro, ed è fondamentale. Ma da sola non basta. Il problema della casualità crittografica è che, in teoria, un sistema sufficientemente potente potrebbe replicarla. Il quantum computing introduce una casualità che nasce da fenomeni fisici reali — non da un algoritmo. È un livello di sicurezza che oggi nessun sistema classico può eguagliare, e che sarà ancora più rilevante con l’avvento dei computer quantistici di nuova generazione.”

A chi si rivolge principalmente il sistema?

“Abbiamo progettato il sistema per essere utile a più categorie. Le gallerie d’arte e gli artisti sono il nostro mercato naturale — in Italia manca ancora uno standard condiviso di certificazione, e questo crea incertezza sia per chi vende sia per chi acquista. Ma vediamo un interesse molto forte anche dal settore luxury: orologi, gioielli, borse di alta gamma. La contraffazione in quel mercato vale miliardi di euro l’anno, e i sistemi attuali — chip NFC, ologrammi — sono già stati violati. Noi offriamo qualcosa di strutturalmente diverso.”

Qual è il passo successivo per Nexologica?

“Stiamo lavorando all’integrazione del sistema nelle procedure di vendita di alcune case d’asta italiane. E abbiamo avviato conversazioni con realtà svizzere nel settore orologiero. L’obiettivo è che il certificato quantistico diventi un elemento standard nella documentazione di un’opera o di un oggetto di valore — esattamente come oggi è standard la perizia di un esperto. Solo molto più difficile da contestare.”


Per informazioni e demo: nexologica.com/quantum-certification


Milano Arte Magazine è la testata digitale di Nexologica S.r.l. dedicata al mercato dell’arte italiano e internazionale.

Condividi il tuo amore
Avatar photo
Giovanni Manzo
Articoli: 1891

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti ora a Milano Arte Magazine