Fondazione ICA Milano | La programmazione espositiva per la primavera 2026 | 19 marzo – 23 maggio 2026 | Milano

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La programmazione espositiva di Fondazione ICA Milano per la primavera 2026
Due nuove mostre indagano il tema della rappresentazione, tra percezione e memoria.
Ad aprile la mostra dei finalisti dell’ottava edizione del Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura.

  Fondazione ICA Milano presenta un nuovo programma espositivo centrato sulla collaborazione tra istituzioni che intreccia memoria, tempo e trasformazione, mettendo in relazione pratiche artistiche diverse ma accomunate da una profonda riflessione sull’esperienza umana.
 
La Fondazione porta in scena un dialogo intergenerazionale e simbolico attraverso due progetti espositivi in apertura il 19 marzo 2026 che esplorano il concetto di ciclicità – affettiva, biologica e storica – attraverso ambienti immersivi e immagini contemplative, invitando il pubblico a sostare in uno spazio di ascolto, risonanza e consapevolezza.
 
Al piano terra prende vita la bipersonale The Second Shadow. Dozie Kanu Mirroring Marc Camille Chaimowicz, with Shared Echoes and Kindred Spirits. La mostra presenta opere degli artisti Marc Camille Chaimowicz (1947-2024) e Dozie Kanu (1993), insieme ad altre opere che li hanno ispirati, a cura di Rita Selvaggio con il supporto di Giulia Civardi. Il progetto è frutto della collaborazione tra Fondazione ICA Milano e Nicoletta Fiorucci Foundation e indaga il doppio e l’eredità delle forme. Nella project room al primo piano invece, il progetto 52 Ludlow di Giovanni Stefano Ghidini (1957) a cura di Alberto Salvadori attiva una meditazione sul tempo e sull’impermanenza della vita.
 
Le mostre tracciano un percorso che attraversa intimità e storia collettiva per fornire una pluralità di visioni capace di rendere visibili le stratificazioni del passato e le urgenze del presente.
 
Il 13 aprile inaugura al pubblico la mostra collettiva Dancing at the Edge of the World a cura di Federico Giani e Chiara Nuzzi. La mostra presenta il lavoro dei cinque finalisti dell’ottava edizione del Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura – Bronwyn Katz, Dan Lie, Trương Công Tùng, Luana Vitra, Yu Ji -, frutto della collaborazione tra Fondazione ICA Milano e Fondazione Arnaldo Pomodoro.

Marc Camille Chaimowic 2012, Tate Modern, Andy Keate shoot
The Second Shadow
Dozie Kanu Mirroring Marc Camille Chaimowicz, with Shared Echoes and Kindred Spirits
A cura di Rita Selvaggio con il supporto di Giulia Civardi, Curatrice, Nicoletta Fiorucci Collection

19 marzo – 23 maggio 2026
Anteprima stampa: giovedì 19 marzo 2026, dalle ore 11.00 alle 12.30
Opening: giovedì 19 marzo 2026 dalle ore 18.00 alle 20.00

La mostra The Second Shadow. Dozie Kanu Mirroring Marc Camille Chaimowicz, with Shared Echoes and Kindred Spirits mette in dialogo due installazioni ambientali concepite come stanze: Jean Cocteau (2003–2014) di Marc Camille Chaimowicz (Parigi 1947 – Londra 2024) e un nuovo intervento site-specific di Dozie Kanu (1993, Houston), pensato come risposta e rifrazione dell’opera storica. Il progetto nasce come riflessione sul doppio, sull’eredità e sulla trasmissione affettiva delle forme, attivando una genealogia che attraversa Cocteau, Chaimowicz e Kanu. La mostra non propone una ricostruzione filologica, ma un dispositivo di risonanza: due ambienti autonomi che si osservano e si trasformano a distanza, come superfici riflettenti che ritardano l’immagine per lasciar emergere il pensiero.
Come la stanza di Chaimowicz si definisce sin dall’origine come struttura ospitante — uno spazio predisposto all’accoglienza di presenze, opere, oggetti e deviazioni — anche l’ambiente concepito da Kanu si dà come campo di ospitalità attiva attraversato da presenze formative e pratiche che hanno inciso la sua ricerca come insegnamenti laterali. Le opere, scelte all’interno della collezione di Nicoletta Fiorucci e integrate nel campo di lavoro di Kanu, non operano come omaggi né come riferimenti dichiarativi, ma come soglie dinamiche di attivazione.
Nell’ambito della mostra è prevista la proiezione del film Il testamento di Orfeo (1960) di Jean Cocteau presso il Cinema Godard di Fondazione Prada giovedì 21 maggio 2026.

Dozie Kanu und László Moholy-Nagy Self Governance curated by Martin Germann, Piece Unique, Sep 5 – Nov 30, 2025 
Giovanni Stefano Ghidini. 52 Ludlow
A cura di Alberto Salvadori

19 marzo – 23 maggio 2026

Anteprima stampa: giovedì 19 marzo 2026, dalle ore 11.00 alle 12.30
Opening: giovedì 19 marzo 2026 dalle ore 18.00 alle 20.00

La project room di Fondazione ICA Milano accoglie per la prima volta tre opere tratte dalla serie 52 Ludlow realizzate da Giovanni Stefano Ghidini (1957, Urago d’Oglio, Italia) e parte di un ampio progetto sviluppato dall’artista nell’arco di venticinque anni. Questo nucleo di lavori restituisce l’essenza di una ricerca che intreccia natura, scultura e fotografia, nata nel 1997 sul tetto di un edificio del Lower East Side di New York, dove Ghidini ha coltivato e trasformato girasoli in presenze monumentali e antropomorfe. Attraverso un rituale fatto di cura, attesa e trasformazione, i fiori diventano metafora della vita, della sua ciclicità e della sua impermanenza. Le stampe al platino, realizzate nel 2022, amplificano la profondità emotiva delle immagini, rivelando una bellezza silenziosa e persistente. 52 Ludlow è la prima esposizione assoluta della serie e invita a una contemplazione lenta e profonda del tempo, della crescita e della capacità adattiva degli esseri viventi.

ICA Milano ringrazia Banca Intesa Sanpaolo, sponsor ufficiale della Fondazione, Valsoia ed Enel per il supporto alla programmazione e alle attività di ICA Milano.
Si ringrazia Fondazione Prada per la collaborazione in occasione della proiezione del film Il Testamento di Orfeo di Jean Cocteau, parte della mostra The Second Shadow, a cura di Rita Selvaggio con il supporto di Giulia Civardi.

Giovanni Stefano Ghidini, Behind the scenes 52 Ludlow
La mostra dei finalisti
Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura | Ottava edizione
Dancing at the Edge of the World
A cura di Federico Giani e Chiara Nuzzi
 
13 aprile – 10 luglio 2026
Prosegue la collaborazione con la Fondazione Arnaldo Pomodoro per il Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura, giunto alla VIII edizione. Le opere dei finalisti — Bronwyn Katz, Dan Lie, Trương Công Tùng, Luana Vitra, Yu Ji — saranno esposte negli spazi di Fondazione ICA Milano dal 13 aprile al 10 luglio 2026.
 
Fondazione ICA Milano ringrazia Banca Intesa Sanpaolo, sponsor ufficiale della Fondazione, Valsoia ed Enel per il supporto alla programmazione e alle attività di ICA Milano.
Si ringraziano inoltre per il sostegno alla Fondazione Arnaldo Pomodoro: Venini SpA, Main Partner del Premio, e IGPDecaux, Media Partner.
 
PARTICLE
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CONTATTI PER LA STAMPA
PCM Studio di Paola C. Manfredi
Via Carlo Farini, 71 – 20159 Milano
www.paolamanfredi.com | press@paolamanfredi.com
Chiara Piantavigna | chiara@paolamanfredi.com | m. +39 349 438 3062
 
INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO
The Second Shadow. Dozie Kanu Mirroring Marc Camille Chaimowicz, with Shared Echoes and Kindred Spirits
A cura di Rita Selvaggio, con il supporto di Giulia Civardi, Curatrice, Nicoletta Fiorucci Collection.
Il progetto è frutto della collaborazione tra Fondazione ICA Milano e Nicoletta Fiorucci Foundation.
 
52 Ludlow
Giovanni Stefano Ghidini
A cura di Alberto Salvadori
 
ICA Milano | Istituto Contemporaneo per le Arti
Via Orobia 26, 20139 Milano
Orari: giovedì 14-18; venerdì e sabato dalle 12 alle 19
Ingresso libero
office@icamilano.it | www.icamilano.it
GLI ARTISTI – CENNI BIOGRAFICI

MARC CAMILLE CHAIMOWICZ
Marc Camille Chaimowicz (1947, Parigi – 2024, Londra) nato nel secondo dopoguerra da padre polacco e madre francese, Marc Camille Chaimowicz si trasferisce da bambino nel Regno Unito. Si forma a Londra, studiando all’Ealing, al Camberwell e alla Slade School of Art. In un clima artistico nuovo, attento a ridurre la distanza tra arte e vita e spesso attraversato dalla pratica performativa, la sua stessa esistenza si trasforma in un grande laboratorio creativo. Abitando gli spazi espositivi, Chaimowicz mette in scena ambienti domestici e situazioni quotidiane: allestisce ingressi d’albergo, li arreda con i propri manufatti, accoglie i visitatori servendo loro il tè, accompagnando l’esperienza con una colonna sonora. Quando la performance diventa una pratica artistica istituzionalizzata e perde il suo carattere sovversivo, l’artista decide di abbandonarla. Tra il 1975 e il 1979 progetta l’interno del suo appartamento in Approach Road. Carte da parati, tende, video realizzati mentre agisce all’interno del proprio décor: ogni elemento è immaginato, disegnato e concepito su misura per trasformare lo spazio domestico in un luogo predisposto alla rêverie. A partire dagli anni Ottanta, i suoi décor e arredi, disposti come in una scenografia teatrale, entrano nei musei. Da allora, numerose mostre — da Londra a New York, fino a Basilea — hanno presentato la serie degli interni di questo artista di fama internazionale.

DOZIE KANU
Dozie Kanu (1993, Houston, Texas) è un artista nigeriano-americano che attualmente vive e lavora a Santarém, in Portogallo. Ha conseguito il Bachelor of Fine Arts (BFA) presso la School of Visual Arts di New York nel 2016 e successivamente ha partecipato al Maumaus Independent Study Program a Lisbona nel 2022. La pratica di Kanu opera all’intersezione tra forma e funzione, ampliando lo spazio tra arte e design. Lavorando con materiali riutilizzati e oggetti trovati, l’artista costruisce un linguaggio visivo personale plasmato dall’autobiografia, da riferimenti alla cultura pop e dalle più ampie storie materiali della diaspora africana. Le sue sculture e installazioni, pur resistendo a categorie fisse, attingono frequentemente a strutture utilitarie o domestiche ed esistono simultaneamente come oggetti funzionali, comunicativi e performativi. Il lavoro di Kanu è stato presentato in diversi contesti espositivi, come gallerie e principali istituzioni artistiche. Tra le più recenti e importanti presentazioni istituzionali figurano “Cloud Chronicles” alla LUMA Foundation di Arles (2025); “Supermöbel” al Kölnischer Kunstverein di Colonia (2025); la serie in tre parti “Hoi Köln” al Kölnischer Kunstverein (2024); “Sommerausstellung” alla Fondation Beyeler di Riehen (2024); “Conversation Pieces” allo SFMOMA di San Francisco (2022); “Black Atlantic”, commissionato dal Public Art Fund per il Brooklyn Bridge Park di New York (2022); “Enzo Mari”, a cura di Hans Ulrich Obrist, alla Triennale di Milano (2020); “Crack Up – Crack Down” all’Ujazdowski Castle Centre for Contemporary Art di Varsavia (2020); “Transformer: A Rebirth of Wonder” a 180 The Strand a Londra (2019); “Crack Up – Crack Down” alla Biennale di Grafica di Lubiana (2019); e “FUNCTION”, una presentazione personale allo Studio Museum in Harlem a New York (2019).

GIOVANNI STEFANO GHIDINI
Giovanni Stefano Ghidini (1957, Urago d’Oglio, Italia) si appassiona alla fotografia sin dall’infanzia e si considera un autodidatta. Dopo diciotto mesi in Accademia Navale come fotografo, nei primi anni ’80 apre il suo studio fotografico a Milano dove inizia a lavorare nel mondo della moda e dello spettacolo italiano. Nel 1994 chiude lo studio ed emigra in America. Alla fine degli anni ’90 trova la sua casa ideale che è anche studio e laboratorio a Chinatown, New York. Nel 1998 il suo cortometraggio Venceremos, girato a Cuba, è selezionato dal Sundance Film Festival, London Film Festival e Locarno Film Festival. Dopo la breve esperienza di filmmaker, per oltre un quarto di secolo dedica la sua totale attenzione e dedizione ad unico lavoro che è culminato nella creazione di una serie di immagini dove fotografia, scultura e orticoltura si fondono e coesistono.
FONDAZIONE ICA MILANO
Fondazione ICA Milano – Istituto Contemporaneo per le Arti è una fondazione privata non profit dedicata alle arti e alla cultura contemporanea, alla ricerca e alla sperimentazione, nella quale convergono diverse forze e tipologie di protagonisti del mondo dell’arte: artisti, collezionisti, professionisti del settore, appassionati. Diretto da Alberto Salvadori, ICA è il primo Istituto Contemporaneo per le Arti che sorge al di fuori del mondo anglosassone, situato nell’ex area industriale di via Orobia a Milano. L’attività dell’Istituto si sostanzia in un’offerta alla città e al pubblico, dove condivisione e partecipazione sono le parole chiave per comprenderne l’attitudine. Mostre, editoria d’arte, ceramica, cinema, performance, musica, letteratura, attività seminariali di divulgazione, formazione, educazione e molto altro ancora costruiranno un percorso improntato su interdisciplinarità e transmedialità. Espressione di una precisa identità istituzionale che storicamente mette in relazione l’iniziativa privata con la dimensione pubblica, ICA trova ispirazione nella cultura del give back, ossia restituire per condividere.
 
LE MOSTRE 
2019-2020
Apologia della Storia – The Historian’s Craft, a cura di Alberto Salvadori e Luigi Fassi (2019); Hans Josephsohn, a cura di Alberto Salvadori (2019); Galleria dell’Ariete. Una storia documentaria, a cura di Caterina Toschi, prima edizione di Gallery Focus, (2019); Equivalenze (Equivalence) – new work by Julian Stair e Verso Nuovi Canoni (Towards New Canons) – ceramics and contemporary art in Great Britain a cura di Tommaso Corvi-Mora (2019); Books and Others (2019, 2020, 2022, 2023); MASBEDO Perché le frontiere cambiano, a cura di Alberto Salvadori (2019); Simone Forti. Vicino al Cuore, a cura di Chiara Nuzzi e Alberto Salvadori (2019-20); Radha May. When the Towel Drops, Vol 1 | Italy, a cura di Claudia D’Alonzo (2019-20); Arte Povera e “Multipli”, Torino 1970 – 1975, a cura di Elena Re (2019-20).
2021
Charles Atlas OMINOUS, GLAMOROUS, MOMENTOUS, RIDICULOUS, a cura di Alberto Salvadori (2021); Trovate Ortensia, a cura de Il Colorificio (2021); Michael Anastassiades. Cheerfully Optimistic about the Future, a cura di Alberto Salvadori (2021-22): Simone Fattal. A breeze over the Mediterranean, a cura di Alberto Salvadori con Andrea Viliani, Stella Bottai, Laura Mariano (2021-22).
2022
Christine Safa. C’era l’acqua, ed io da sola, a cura di Alberto Salvadori (2022); Olympia Scarry. White noise, con contributi di Allora & Calzadilla e Stephen O’Malley (2022); THE OTHER: A FAMILIAR STORY, video installazione di Maria D. Rapicavoli (2022); Miriam Cahn. Gezeichnet, a cura di Alberto Salvadori e Luigi Fassi (2022); Irma Blank. BLANK, a cura di Johana Carrier e Joana P. R. Neves (2022); Annette Kelm. DIE BÜCHER, a cura di Alberto Salvadori e Chiara Nuzzi (2022); Costanza Candeloro. MY SKIN-CARE, MY STRENGHT. Beauty Show, a cura di Chiara Nuzzi (2022); Small Fixations, a cura di Chiara Nuzzi (2022); How far should we go?, a cura di Rossella Farinotti (2022); Reenactments (Bacchus), a cura di Alberto Salvadori 2022).
2023
Riccardo Benassi. Morestalgia, a cura di Alberto Salvadori (2023); Chemutai Ng’ok. An impression that may possibly last forever, a cura di Chiara Nuzzi (2023); Nathlie Provosty. What a Fool Ever To Be Tricked Into Seriousness, a cura di Alberto Salvadori (2023); Aziz Hazara. Condemnation, a cura di Francesca Recchia (2023); Rebecca Moccia, Ministry of Loneliness, a cura di Chiara Nuzzi (2023); Leda Catunda. Euphoria, a cura di Alberto Salvadori (2023); Camille Henrot & Estelle Hoy. Jus d’Orange, a cura di Chiara Nuzzi (2023); Michael Stipe. I have lost and I have been lost but for now I’m flying high, a cura di Alberto Salvadori (12 dicembre 2023 – 16 marzo 2024).
2024
Erika Verzutti. Notizia, a cura di Chiara Nuzzi e Alberto Salvadori (10 aprile – 19 luglio 2024); Formafantasma. La casa dentro, a cura di Alberto Salvadori (10 aprile – 19 luglio 2024); Tomoo Gokita. Gumbo, a cura di Alberto Salvadori (3 ottobre – 30 novembre 2024); Stefano Graziani e OFFICE Kersten Geers David Van Severen. Picture Window Frame, a cura di Cloe Piccoli (3 ottobre – 30 novembre 2024); Augustas Serapinas. Wooden Travel, a cura di Chiara Nuzzi (12 dicembre 2024 – 15 marzo 2025).
2025
Lonely Are All Bridges. Birgit Jürgenssen e Cinzia Ruggeri, a cura di Maurizio Cattelan e Marta Papini (16 gennaio – 15 marzo 2025); Sacha Kanah. Grex, a cura di PROGETTO LUDOVICO (13 febbraio – 15 marzo 2025); Jasper Morrison. The Lightness of Things, a cura di Alberto Salvadori (26 marzo – 11 luglio 2025); Pier Paolo Tamburelli, Giovanna Silva, Giulio Squillacciotti. Wonders of the Modern World, a cura di Pier Paolo Tamburelli e Anna Livia Friel (26 marzo – 11 luglio 2025); Cemile Sahin. ROAD RUNNER, a cura di Chiara Nuzzi (26 marzo – 11 luglio 2025); Oliver Osborne. The Sleeping Guard, a cura di Alberto Salvadori (26 settembre – 8 novembre 2025); Lewis Hammond. Black Milk, a cura di Chiara Nuzzi (26 settembre – 8 novembre 2025); Isabella Costabile. Whose is this?, a cura di Chiara Nuzzi e Gabriella Rebello Kolandra (26 settembre – 8 novembre 2025); Marina Rheingantz. Rodamoinho, a cura di Alberto Salvadori (20 novembre – 7 marzo 2026); Anastasia Sosunova. Crossover, a cura di Chiara Nuzzi (20 novembre – 7 marzo 2026).
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Giovanni Manzo
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