BUILDING TERZO PIANO presenta la mostra ‘La danza del sale’ di Virginia Zanetti | Milano, fino al 14 febbraio 2026

Fino al 14 febbraio 2026, BUILDING TERZO PIANO presenta La danza del sale, una mostra personale dell’artista Virginia Zanetti (Fiesole, 1981) a cura di Giulia Bortoluzzi. L’esposizione riunisce una selezione di opere fotografiche, video e scultoree, che documentano e sviluppano il tema dell’impermanenza e della trasformazione di stato che l’artista ha avviato con l’intervento site-specific e le performance collettive nella salina di Margherita di Savoia (BT). Zanetti offre una narrazione collettiva nella quale l’ambiente naturale – caratterizzato in questo caso dalla presenza del sale – e il tessuto sociale della comunità, che si esprime nell’attività di raccolta del composto cristallino, convergono in un processo comune di trasformazione.   La rappresentazione di questo divenire, nel quale la natura si riappropria della conoscenza e dei prodotti realizzati dall’uomo, emerge in questa mostra dai frammenti di sale riuniti come reperti di un passato che va a scomparire, generati dal deterioramento naturale di sculture cristallizzate, realizzate nell’estate del 2023 sotto la guida del saliniere Raffaele Valerio. Questi frammenti derivati dalle opere, originariamente ottenute dal processo di solidificazione del minerale sugli strumenti di lavoro e simboli collettivi della comunità pugliese, sono la traccia tangibile dell’impermanenza, non solo della memoria antica che si disperde parallelamente ai tessuti comunitari che la conservano e tramandano, ma anche del desiderio dell’uomo di poter controllare i processi geologici e climatici della Terra. In questa assenza di controllo, l’artista agisce per preservare l’impossibile attivando una danza estatica di rinascita. Non solo: nella nuova e inedita fase di analisi di questo processo di evanescenza e conservazione, presentata per la prima volta in esclusiva nella mostra di BUILDING TERZO PIANO, Zanetti sceglie di rispondere alla fragilità con il suo stesso linguaggio utilizzando il vetro per imprimere il calco di oggetti altrimenti dispersi dal passare del tempo.

Installation view, Virginia Zanetti. La danza del sale, BUILDING TERZO PIANO, Milano, ph. Michele Alberto Sereni
BUILDING TERZO PIANO presenta una selezione di fotografie e un video che documentano la performance intitolata La danza del sale (2023), creata in collaborazione con la coreografa e danzatrice M^ Teta Lonigro, il saliniere Valerio e un gruppo di abitanti della comunità locale. La danza ripercorre i movimenti del lavoro degli operai, privati dei loro strumenti e della loro funzione produttiva. La presenza fisica di questi oggetti è solo virtualmente presente nelle gestualità ripetute, creando un percorso di trasformazione ideale e reale. L’artista ha costruito un gesto condiviso, un rito di comunità per trasformare il lavoro in danza, l’azione in contemplazione, l’esperienza in conoscenza sensibile. Il sale, minerale che collega in una rete di relazioni le civiltà del bacino Mediterraneo, diventa così narrante di una metamorfosi che trasforma l’oggetto progettato in materiale organico, destinato al proprio riassorbimento nel ciclo naturale. Il sale diventa materia vivente, e di conseguenza peritura, in queste sculture evolutive che cristallizzano frammenti di memoria condivisa.   L’origine di questa ricerca risale al progetto Fari e torri del fuoco segreto (Margherita di Savoia, 2023), promosso nell’ambito del progetto CoHeN, finanziato dal Programma Interreg Grecia-Italia 2014/2020, dalla Fondazione Pino Pascali e dal Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia, con il sostegno di Atisale e la curatela di Christian Caliandro e Nicola Zito. Il progetto, realizzato in dialogo con lacomunità locale e con il paesaggio delle saline di Margherita di Savoia, in corrispondenza di Torre Pietra, ha portato Zanetti a concentrarsi sulla memoria e sui processi legati all’estrazione del sale. Zanetti, prendendo spunto dal lavoro dell’artista Pino Pascali, ha studiato i movimenti dei salinai all’interno dei bacini di evaporazione e i codici condivisi che caratterizzano la comunità del luogo.   Come osserva Virginia Zanetti: “I miei lavori hanno una funzione di trasformazione, inversione di stati o condizioni. Nella mia ricerca, l’Altro, in opposizione al Sé, costituisce il punto di partenza per esplorare idee di separazione e disarmonia, con lo scopo di consentire il riconoscimento del nostro legame con la comunità d’appartenenza e l’ambiente sociale e naturale circostante. […] Tra le motivazioni alla base dei processi di genesi delle mie opere, c’è il desiderio di comprendere il funzionamento della vita e le relazioni che la supportano, partendo da un’idea di non dualità tra i fenomeni e la forza che li sostiene. […] Forme materiali e immateriali si fondono quando l’atto performativo diventa oggetto e lo spettatore diventa artista attraverso una modalità di sviluppo collettiva. Ogni mia azione cerca di far emergere un rinnovato senso dell’esistere e una rinnovata conoscenza affettiva, attraverso dinamiche relazionali e codici condivisi, per tentare di far divenire l’opera d’arte parte integrante dell’ambiente e della comunità per cui è concepita”.   Le opere di Zanetti esposte ne La danza del sale presso BUILDING TERZO PIANO sono la testimonianza di un processo reale di trasformazione che ha assunto la forma di un rito. Gesto, materia e memoria collettiva si sono intrecciati: l’azione performativa si è depositata nella materia, trasformandola in memoria viva e testimonianza poetica.


Installation view, Virginia Zanetti. La danza del sale, BUILDING TERZO PIANO, Milano, ph. Michele Alberto Sereni 

L’artista  Virginia Zanetti (Fiesole, 1981) è artista e docente presso l’Accademia di belle arti di Carrara. Laureata in pittura con lode all’Accademia di belle arti di Firenze, si specializza e ottiene un master in didattica dell’arte. Il suo lavoro è stato esposto in biennali come Manifesta 12 (nel 2018) e 13 (nel 2020) e in istituzioni italiane ed estere per la cultura e l’arte contemporanea come la Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare, il MAN di Nuoro, il CCC Strozzina di Firenze, il CAC Pecci di Prato, il Mac di Lissone in Italia, la Kunsthalle di Berna, l’Istituto di cultura italiano di New Delhi e di Zurigo, il MOG Museum di Goa in India, alla Frederick Layton Gallery at MIAD, Milwaukee, Wisconsin, negli USA e la Kaunas Picture Gallery del M. K. Čiurlionis National Art Museum, in Lituania. Le sue opere fanno parte di collezioni permanenti pubbliche come quella del Museo MADRE di Napoli, il MAMbo di Bologna, il MAN – Museo d’Arte della Provincia di Nuoro, i Musei Civici di  Pino Pascali di Polignano a Mare; e collezioni private come la Collezione Morra Greco e la Collezione Optima di Napoli. Ha vinto premi come il Premio Movin’up 2015 del MIBACT e il Concorso internazionale per artisti per la realizzazione di opere d’arte permanenti per Palazzo di Giustizia di Firenze (2017), il Primo Premio Maccaferri per la fotografia ad Arte Fiera, il Premio Smartup Optima 2019 a Napoli e Level 0 ad ArtVerona nelle edizioni 2020 e 2021. Diverse istituzioni pubbliche e private le hanno commissionato opere permanenti create in collaborazione con le comunità locali come i Comuni di Mulazzo e Montemitro o il progetto A Cielo Aperto a Latronico. Il suo lavoro – insieme ai suoi testi – è apparso in pubblicazioni come A Cielo Aperto (2016) e Breve storia della curatela (2020) di H. U. Obrist (Postmedia Books, Milano), nonché su riviste di settore come “Artribune”, “Espoarte”, “Exibart”, “Flash Art”, e su quotidiani come “La Lettura” del “Corriere della Sera” o “Repubblica”. È cofondatrice di Estuario Project Space di Prato e del Laboratorio del Futuro, piattaforma di discussione in cui intellettuali di varie aree culturali si incontrano e dibattono insieme ai cittadini sui temi principali del nostro tempo.  La curatrice  Giulia Bortoluzzi (Pordenone, 1987) è laureata in Filosofia contemporanea ed Estetica all’Università di Trieste e specializzata in pratiche curatoriali alla École du MAGASIN di Grenoble (FR). È docente universitaria di Storia e critica della moda e del design all’Istituto Marangoni di Milano. Ha insegnato anche Semiotica dell’arte alla Rome University of Fine Arts di Milano, Fenomenologia dell’arte allo IED di Milano ed Estetica all’Accademia di Belle Arti di Udine. In ambito formativo è stata tutor al Dipartimento di Architettura e Studi Urbani al Politecnico di Milano (2020-2021) e ha collaborato col dipartimento educativo di Fondation Cartier a Parigi (2012-2013). Ha collaborato come coordinatore editoriale ed editor per Triennale Milano (2021-2024) ed è stata redattore della rivista d’arte contemporanea “Juliet” (2009-2017) per la quale ha anche ideato e diretto il progetto editoriale online. Scrive di arte e design per riviste divulgative (attualmente per “Door”, “Repubblica” e “Openhouse”, in precedenza continuativamente per “Icon Design”, “Mondadori” e “L’Officiel”) e come ricercatrice in pubblicazioni scientifiche. È stata co-curatore della mostra di Liam Gillick From 119C to 199D al Centre National d’Art Contemporain di Grenoble (2014), e tuttora progetta mostre e progetti espositivi come curatore indipendente in collaborazione con istituzioni, spazi no-profit e gallerie private. Per BUILDING ha curato il progetto annuale di BUILDING BOX nel 2023 dal titolo Equorea. Di mari, ghiacci, nuvole e altre acque ancora.   BUILDING è un progetto dedicato all’arte nelle sue più varie forme di espressione situato nel centro di Milano. Nata nel 2017 dalla visione di Moshe Tabibnia, BUILDING è incentrata su una ricerca artistica, storica e contemporanea, volta verso una nuova idea di galleria d’arte, in cui cultura e mercato avanzano paralleli. BUILDING si presenta come una costellazione composta da diversi spazi e progettualità, in cui giovani protagonisti della scena internazionale, artisti affermati e storicizzati, così come artigiani e designer si incontrano in un’ottica di scambio intergenerazionale e sconfinamento di discipline, mirando ad una costante sperimentazione e creazione di cultura.  BUILDING, collocata in via Monte di Pietà 23, ospita nella sua architettura tre progetti espositivi che durante l’anno presentano tre programmazioni autonome: BUILDING GALLERY, è lo spazio espositivo, inaugurato nel 2017, che abita i primi tre piani dell’architettura che l’accoglie e ospita le mostre principali della programmazione annuale della galleria; BUILDING BOX è il progetto espositivo annuale, inaugurato nel 2018 e situato all’interno di due delle vetrine su strada di BUILDING, fruibile dall’esterno 24 ore su 24, 7 giorni su 7 che ospita a cadenza mensile opere legate tra loro da un fil rouge temporale; BUILDING TERZO PIANO, situato al terzo piano, è uno spazio che nasce nel 2023 dal desiderio di esplorare la creatività in tutte le sue sfaccettature e la cui identità si svilupperà nel tempo seguendo una programmazione indipendente.   BUILDING TERZO PIANO BUILDING TERZO PIANO, collocato al terzo piano di BUILDING, in Via Monte di Pietà 23, è uno spazio che nasce nel 2023 dal desiderio di esplorare la creatività in tutte le sue sfaccettature, attraverso modalità inedite non sperimentate in BUILDING GALLERY e BUILDING BOX. La sua identità, volutamente lasciata sfumata, si svilupperà nel tempo, alimentata da mostre e progetti che seguiranno una programmazione indipendente e una differente periodicità rispetto agli altri piani della galleria.  

MOSTRE IN CORSO BUILDING GALLERYUn mondo tutto all’aperto Alice Cattaneo, Marco Andrea Magni15 gennaio 2026 – 14 marzo 2026
BUILDING BOX Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia a cura di Alberto Fiz15 gennaio 2026 – 7 gennaio 20271/12 Numero CromaticoFrontiera del mio amore (2025)in mostra fino all’11 febbraio 2026
ph. Agostino Osio BUILDING via Monte di Pietà 23, 20121 Milanomartedì – sabato, 10 – 19  Contatti+ 39 02 89094995  www.building-gallery.com   Follow us on:www.instagram.com/building.gallery www.facebook.com/building.gallery  www.twitter.com/BuildingGallery  www.vimeo.com/user91292191  www.youtube.com/channel/UCMzTXxErDai7S_ECykrxtyA  Ufficio stampa ddl |arts| | T +39 02 8905.2365 Alessandra de Antonellis  E-mail: alessandra.deantonellis@ddlstudio.net  T +39 339 3637.388Elisa Fusi E-mail: elisa.fusi@ddlstudio.net  T + 39 347 8086566

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