Milano, 26.11.2025 – Kruso Art annuncia l’apertura del suo nuovo dipartimento di Design, la cui inaugurazione è prevista giovedì 18 dicembre 2025, con la prima asta presso la sede di Palazzo Largo Augusto a Milano.
Il nuovo dipartimento nasce con l’intento di valorizzare pezzi unici che raccontano la storia del gusto, della creatività e dell’evoluzione dell’abitare. Un luogo dedicato alle icone del design storico e al modernariato, con una visione chiara: fare del design una forma di racconto culturale, dove ogni arredo rappresenta un frammento di storia, innovazione e bellezza senza tempo.
A guidare la sezione sarà Andrea Genovesi, giovane professionista milanese con una formazione maturata sul campo. Dopo gli inizi come restauratore, Genovesi ha approfondito la conoscenza delle tecniche e dei materiali, specializzandosi nel design del Novecento.
«Il dipartimento di Design di Kruso Art vuole essere un punto di riferimento per collezionisti e appassionati, ma anche un luogo di incontro per chi riconosce nel design una forma d’arte capace di raccontare la nostra epoca», afferma Genovesi.
«Con questa apertura – dichiara il CEO Andrea Orsini Scataglini – Kruso Art consolida il proprio impegno nel promuovere i linguaggi del contemporaneo, aprendo un dipartimento che unisce mercato, ricerca e divulgazione. Il design entra così a pieno titolo nella programmazione della casa d’aste, affermandosi come campo di collezionismo e come forma d’arte capace di documentare la nostra società attraverso gli oggetti».
I lotti in evidenza
Tra i lotti più significativi spicca quello di Alessandro Mendini, figura chiave del design italiano e internazionale (1931–2019), capace di unire architettura, design e teoria in una poetica fatta di emozione, ironia e decorazione. In catalogo, la fontana Le Colonne (1986, ceramica smaltata con innesto in bronzo, stima € 8.000–10.000) testimonia la capacità di Mendini di fondere arte e architettura in opere dalla forte estetica visionaria.
Segue la lampada da tavolo Palafitta di Ettore Sottsass (1957 circa, stima € 2.000–3.000), una delle prime espressioni del suo linguaggio progettuale. La struttura in metallo verniciato nero sostiene due diffusori in plexiglass disposti su livelli sfalsati, creando un raffinato equilibrio tra trasparenze e geometrie. Realizzata in Italia da Arredoluce, “Palafitta” coniuga sperimentazione materica e poetica formale, anticipando i temi che avrebbero caratterizzato il radicalismo del movimento Memphis.
Sempre legato a Memphis, il set di quattro sedie Palace di George James Sowden (1983, stima €3.000–3.500), che fu cofondatore del movimento. Il set riflette l’approccio creativo e innovativo di Sowden, che negli anni Ottanta ridefinì l’estetica dell’abitare. Con colori primari, contrasti netti e geometrie scultoree, le sedie trasformano la funzione in espressione visiva e
libertà compositiva. Proveniente da una collezione privata milanese, il set rappresenta una rara testimonianza della stagione più iconica del design italiano, incarnando energia, cultura visiva e innovazione progettuale.
Tra i lotti più raffinati in catalogo si segnala un divano in velluto blu di Gio Ponti (1950 circa, stima €8.000–10.000), in cui la purezza delle linee si fonde con la ricercatezza dei materiali, restituendo una visione armonica di eleganza e funzionalità. A completare la selezione dedicata a Ponti, due rari pannelli in tessuto – La Casa degli Efebi e Conversazione Classica (seconda metà del XX secolo, stima €2.500–3.000 ciascuno) – impreziositi da motivi architettonici e figurativi tipici del suo linguaggio visivo. In essi convergono arte, architettura e decorazione in una visione modernissima, testimonianza dell’intramontabile capacità di Ponti di trasformare lo spazio in un dialogo tra forma, colore e significato.
Per chi è alla ricerca di un tavolo, due proposte diverse sono però ugualmente rappresentative della qualità del design italiano: il tavolo Paracarro di Giovanni Offredi (circa 1970, stima €1.500–2.000), con base in calcestruzzo rivestita in mosaico, struttura in acciaio cromato e piano in vetro, unisce rigore costruttivo e sperimentazione decorativa, trasformando la materia in linguaggio visivo e tattile; e il tavolo modello De Nos di Angelo Mangiarotti (circa 1970, stima €2.500–3.000), con struttura in noce e piano in vetro, un capolavoro di essenzialità e equilibrio tra leggerezza e solidità, che testimonia la sensibilità progettuale di uno dei protagonisti del design italiano del dopoguerra.
Info: www.krusoart.com