PAC Milano | INDIA. Di bagliori e fughe | A cura di Raqs Media Collective e Ferran Barenblit | 25 novembre 2025 – 8 febbraio 2026

Il PAC prosegue il viaggio tra le diverse espressioni dell’arte contemporanea internazionale presentando India. Di bagliori e fughe, un’ampia collettiva che esplora le pratiche artistiche dell’India di oggi, nate dall’urgenza del vivere associato e capaci di risuonare oltre i confini geografici o culturali del Paese.

Promossa dal Comune di Milano – Cultura, prodotta dal PAC e Silvana Editoriale e inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, la mostra è curata da Raqs Media Collective e Ferran Barenblit e presenta le opere di Anju Acharya, Millo Ankha, Pinak Banik, Kaur Chimuk, Tenzin Gyurmey Dorjee, GABAA, Malik Irtiza, Shefalee Jain, Ranjeeta Kumari, Uzma Mohsin, Maksud Ali Mondal, Jithinlal N R, Renuka Rajiv, Smita Urmila Rajmane, Kaushal Sapre, Niroj Satpathy, Moonis Ahmad Shah, Ritika Sharma, Mohit Shelare, Gagan Singh, Sumakshi Singh, Aarti Sunder, Suvani Suri, Alina Tiphagne, Gopa Trivedi, Aasma Tulika, Panjeri Artists’ Union, Gyanwant Yadav.

India. Di bagliori e fughe esplora il modo in cui le società – e in particolare il “vortice temporale” dell’India contemporanea – affrontano le tensioni della convivenza, immaginando il futuro e cercando vie di fuga. In
un’epoca caratterizzata da accelerazioni economiche, repressione politica e trasformazioni culturali, la mostra si concentra sulle pratiche artistiche nate dal “vivere associato”: esperimenti collettivi, archivi della memoria, canzoni, movimenti sociali e linguaggi visivi che emergono dall’urgenza di stare insieme, di inventare alterità.

PAC Padiglione d’Arte Contemporanea. “India. Di bagliori e fughe”. foto Nico Covre
L’India di oggi è un luogo in cui le fratture storiche e le urgenze contemporanee si scontrano in modi imprevedibili. Tra crescenti disuguaglianze sociali e tentativi di omogeneizzare la cultura, le pratiche artistiche sono diventate terreno fertile per nuove forme di associazione, dissenso e solidarietà. Nella mostra idee e atmosfere che emergono dalle opere superano il contesto geografico, diventando questioni globali.

Così il ricamo kantha diventa un archivio vivente della memoria domestica; i paesaggi del Kashmir incarnano una geografia contesa, intrappolata tra narrazioni di nazionalità, speranza, cancellazione e ritorno; il corpo visto attraverso il linguaggio medico emerge come terreno di controllo, ansia e desiderio di dare ordine a ciò che ci turba; le storie intrecciate del Bengala e dell’Italia collegano alcuni nazionalisti indiani all’Italia fascista; manufatti coloniali e dipinti della Compagnia delle Indie mostrano come la ribellione sopravviva negli oggetti, nei paesaggi e nelle pieghe della vita quotidiana; un’infra-scultura di “nodi” collega spazi gestiti da artisti in diverse regioni del mondo; un murale ci interroga sulla fissità della logica delle caste e delle gerarchie; foreste, margini e periferie del Kerhala si manifestano come luoghi dove coesistono la vita e l’aldilà; cosmografie e strani bestiari svelano i mostri di ieri e di oggi, creati a nostra immagine e somiglianza e alimentati dal nostro bisogno di ordine.

PAC Padiglione d’Arte Contemporanea. “India. Di bagliori e fughe”. foto Nico Covre
Concepita come un mosaico eterogeneo di scenari instabili e in trasformazione, la mostra restituisce la complessità e le tensioni della società, indiana e globale. Un universo ricco e talvolta contradditorio, narrato attraverso opere
che spaziano dal disegno alla pittura, dalla fotografia alla videoarte fino alla performance. I lavori esposti incarnano sia la fragilità che la resilienza della vita collettiva, indicano la possibilità di una svolta tanto quanto di una rottura, di un rifiuto tanto quanto di una fantasticheria, suggerendo bagliori di speranza, vie di fuga e altri futuri possibili.

Grazie ad una partnership con Casa Degli Artisti, tredici degli artisti invitati a esporre Niroj Satpathy, Gyanwant Yadav, Mohit Shelare, Aasma Tulika, Anju Acharya, Kaur Chimuk, Kaushal Sapre, GABAA, Maksud Ali Mondal, Jithinlal N. R., Suvani Suri e Pinak Banik – hanno trascorso un periodo di residenza a Milano, nel corso della quale sono stati protagonisti di performance, lectures, incontri aperti al pubblico che hanno ispirato progetti site-specific in dialogo con la città, all’insegna della contaminazione tra culture: le opere realizzate negli atelier di Corso Garibaldi sono diventate parte della mostra al PAC.

Dall’incontro con il Museo di Storia Naturale di Milano inoltre sono nate due delle opere della mostra: durante la loro permanenza in città, Anju Acharya e Maksud Ali Mondal hanno incontrato i conservatori di entomologia e di botanica e visitato depositi e collezioni, dando vita a semi-sculture ispirate agli esemplari del museo e a un ambiente dipinto con clorofilla che si decompone lentamente.

Alcune delle opere in mostra sono state realizzate con la collaborazione degli studenti e delle studentesse dell’Accademia di Belle Arti di Brera e di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti.

PAC Padiglione d’Arte Contemporanea. “India. Di bagliori e fughe”. foto Nico Covre
La serata inaugurale ospiterà le performance di Kaur Chimuk, Kaushal Sapre in collaborazione con Diego Gelosi, GABAA, Gyanwant Yadav e Suvani Suri con Aasma Tulika.

Il 25 novembre il PAC ospiterà una lecture dei curatori che incontreranno gli studenti delle accademie e delle università di Milano per raccontare la genesi del progetto espositivo.

India. Di bagliori e fughe è realizzata grazie a Tod’s, sponsor dell’attività annuale del PAC, e grazie a BKT, sponsor della mostra, e con il supporto di Vulcano. La presenza degli artisti a Milano è stata possibile grazie a Ostello Bello, hospitality partner.

Contestualmente, la Project Room del PAC presenta Bad Trips and Broken Promises / Even Flowers Must Die del duo italo-brasiliano INSOMNIA. Il progetto espositivo è stato scelto per dialogare con la mostra India. Di bagliori e fughe, proseguendo una programmazione organica voluta dall’istituzione a partire dal 2020. La mostra affronta gli aspetti più urgenti e laceranti della nostra società documentando la realtà con una potente immediatezza, rivelando ciò che rimane invisibile, che ci tormenta e ci tiene svegli la notte: non si tratta di sogni ad occhi aperti, bensì di insonnia.

PAC Padiglione d’Arte Contemporanea. “India. Di bagliori e fughe”. foto Nico Covre
UFFICIO STAMPA

PCM Studio di Paola C. Manfredi
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COMUNE DI MILANO
Responsabile Comunicazione: Elena Conenna elenamaria.conenna@comune.milano.it
Ufficio Stampa: Silvia Egiziano silvia.egiziano@comune.milano.it

INDIA. Di Bagliori e fughe
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea
Via Palestro, 14
Milano

INFORMAZIONI

02 88446359
pacmilano.it

Orari
Da martedì a domenica 10-19.30
Giovedì 10-22.30
Lunedì chiuso
7,8,26 dicembre, 5 e 6 gennaio 10:00-19:30
24 e 31 dicembre 10:00-14:30
25 dicembre 14:30-18:30
1 gennaio 14:30-22:30

Biglietti: € 8 intero / € 6,50 ridotto / € 4 ridotto speciale
Visite guidate gruppi e scuole
prenotazioni@admaiora.education T 324.5328700
(lunedì – venerdì dalle 9 alle 14)
Visite gratuite singoli visitatori: tutte le domeniche ore 18 previo acquisto del biglietto speciale € 4

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