MY EVIL TWIN”CRAZY”RIUSCIRE FINALMENTE A DIRE BASTAChiunque abbia vissuto una relazione disfunzionale conosce bene le sue contraddizioni: in certi momenti il partner sembra l’anima gemella, in altri si rifugia dietro silenzi impenetrabili, sguardi di sufficienza e sorrisi vuoti, proprio quando il bisogno di sostegno si fa più urgente.Con il nuovo singolo “Crazy”, i My Evil Twin raccontano la vertigine di chi ha ingoiato troppe verità taciute. È l’istante in cui manca l’aria, tremano le gambe e ci si accorge che la mano che ti “salva” è la stessa che ha orchestrato la tua caduta. Una fotografia lucida della dipendenza affettiva e della decisione feroce di dire basta: tagliare i ponti e ricominciare a respirare. Che si tratti di amore, amicizia o lavoro è uguale, questi rapporti esistono ovunque.Il brano cattura quel momento di chiarezza in cui si rifiuta l’ennesimo “aiuto” manipolatorio, si accetta la debolezza e ci si rialza senza stampelle. Per tradurre questa valanga emotiva, i My Evil Twin si affidano a sonorità limpide e atmosferiche del metalcore, che richiamano le atmosfere di Falling in Reverse, I Prevail e Bad Omens. Se sotto i detriti si sussurra per mancanza d’ossigeno, basta sollevare la testa per esplodere in un breakdown furibondo e liberatorio.”Crazy” è dedicata a chi ha bisogno di una spinta per trasformare il senso di colpa in volontà e la paura in confine. Per poter finalmente rinascere con il fiato in gola e il cuore che riparte a tempo pieno.I My Evil Twin rappresentano il suono del conflitto interiore: la lotta tra chi sei e chi potresti essere, tra luce e ombra, tra lucidità e caos.Elettronica, pesantezza e melodie inquietanti convergono in un’identità sonora che sfida i confini dei generi, dando forma a un percorso musicale crudo, emotivo e viscerale.Ogni loro canzone è uno specchio: riflette le ombre che cerchiamo di ignorare, scava in profondità tra i temi dell’identità, dell’autodistruzione e dei mostri che portiamo dentro.I My Evil Twin trasformano il dolore in catarsi e il disagio in energia. I loro concerti non sono semplici esibizioni: sono esplosioni emotive, intense e autentiche, capaci di connettere a un livello profondo chi ascolta.Questa non è solo musica heavy. È la colonna sonora di chi combatte guerre silenziose, invisibili ma reali.
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1. Qual è stato il momento che vi ha spinto a dedicarvi alla musica?
Bhe diciamo che non c’è stato un unico momento preciso, ma una serie di piccole scintille. La musica è sempre stata presente, nella vita di ognuno di noi ma ad un certo punto, chi per uno strumento o chi per la scrittura o il canto, ognuno di noi ha realizzato che non era solo una passione, ma il nostro naturale modo di esprimerci.
È come se fosse diventata la nostra “lingua madre”, e da lì abbiamo capito che non potevamo farne a meno.2. Come descrivereste il vostro processo creativo per comporre una canzone?
Di solito nasce da un’emozione o da un’immagine che rimane impressa. A volte parte da una melodia che viene in mente all’improvviso, altre volte da una frase appuntata sul telefono. Poi iniziamo a costruirci intorno, lasciando che la musica e le parole si incontrino quasi da sole. È un mix di istinto e rifinitura, prima la parte più istintiva, poi il lavoro di rifinitura in studio.
Certo alcune volte siamo ispirati anche da canzoni già esistenti, non diremo quale ma
un nostro singolo è in effetti ispirato da “Frà Martino Campanaro”3. C’è un artista o genere che ha influenzato il vostro stile in modo inaspettato?
Sì, assolutamente. Anche se arriviamo da certi ascolti più vicini al nostro genere, ci siamo resi conto che alcuni artisti molto lontani da quello che facciamo, per esempio della scena elettronica o rap, ci hanno influenzato nel modo di pensare alle atmosfere e ai suoni. È bello lasciarsi contaminare da cose che apparentemente non c’entrano nulla con il
tuo mondo.4. Qual è stata la sfida più grande nella vostra carriera musicale e come l’avete superata?
La sfida più grande la stiamo ancora affrontando, ed è sicuramente credere in quello che stiamo facendo anche quando i risultati non sono proprio
Immediati. È facile scoraggiarsi, ma abbiamo ormai imparato, e speriamo con tutto il
Cuore, che la costanza e la pazienza siano fondamentali. Non l’abbiamo ancora pienamente superata ma continuando a scrivere, a suonare e a circondarci di persone che credono nella musica tanto quanto noi contiamo di riuscirci.
5. Con quale musicista, vivente o del passato, vorreste collaborare e perché?
Domanda difficile! Ce ne sarebbero tanti, ma se dobbiamo scegliere, diremmo i Bring Me The Horizon, perché crediamo che il loro modo di scrivere e interpretare la musica abbia una profondità ed una sincerità, che ci ha sempre ispirato e poi sono un assoluto riferimento per tutte le band del nostro genere.
Una collaborazione non sarebbe solo un sogno, ma una vera lezione di vita e di arte.
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Sarah Zuloeta
Press Office
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