| Oliver Osborne The Sleeping Guard A cura di Alberto Salvadori |
| Fondazione ICA Milano presenta The Sleeping Guard, la prima personale istituzionale in Italia dell’artista Oliver Osborne (Edimburgo, 1985), a cura di Alberto Salvadori. La mostra raccoglie una selezione di dipinti e disegni inediti realizzati dall’artista nell’ultimo decennio. The Sleeping Guard sarà visitabile da venerdì 26 settembre a sabato 8 novembre 2025 al primo piano della Fondazione, insieme ai progetti espositivi di Lewis Hammond al piano terra e di Isabella Costabile nella project room. Per la sua prima personale in un’istituzione italiana, attraverso le opere scelte Osborne esplora ciò che la pittura è ancora in grado di comunicare nell’era digitale. I suoi lavori intrecciano riferimenti alla storia dell’arte, alla narrazione personale e al contesto locale milanese. Tre dimensioni che si fondono nelle sue composizioni, suscitando nello spettatore un senso di meraviglia e apertura all’inaspettato – tema centrale nella pratica dell’artista. La ricerca di Osborne si muove tra figurazione e astrazione, tra ripetizione e sperimentazione. Attraverso alterazioni che intervengono sulla composizione, la scala e il chiaroscuro, Osborne rielabora immagini iconiche della tradizione pittorica, facendo emergere nuove possibilità visive e sottolineando il legame tra pittura e dimensione intima. La sua ricerca interroga il ruolo del pittore nel XXI secolo in una cultura visiva dominata dal flusso continuo e mutevole di immagini e significati. I soggetti nelle tele di Osborne sono ispirati dalla storia dell’arte e dai suoi grandi temi. Uno dei lavori centrali della mostra, Mantegna’s Dead Christ (2022), si ispira a Il Cristo morto (ca. 1480) di Andrea Mantegna, custodito alla Pinacoteca di Brera. In questa rilettura, il corpo di Cristo appare e scompare come una sagoma sulla superficie, effetto della luce sulla carta: un’evocazione del tempo che passa e della memoria che affiora. Accanto all’opera è esposto il dipinto di Michel Majerus (1967–2002), ispirato al ritratto fotografico realizzato da Albrecht Fuchs nel 1996. Il dipinto rappresenta l’omaggio a un artista, scomparso prematuramente, che ha intuito le potenzialità della pittura nell’epoca digitale prima di molti altri. Il titolo della mostra, The Sleeping Guard, è ispirato all’affresco La liberazione di San Pietro (ca. 1481) di Filippino Lippi, nella Cappella Brancacci a Firenze. Come racconta lo stesso Osborne: «In questo momento digitale c’è moltissimo che riguarda la simultaneità, l’essere in più spazi o tempi allo stesso tempo, tanto che una sorta di dislocazione psicologica ha iniziato a influenzare molti pittori. In questo senso, includere i miei figli nel lavoro mi sembra urgente. Tornare continuamente agli stessi soggetti crea, per me, le condizioni per l’inaspettato, costringendomi ad andare oltre ciò che già riconosco. È una sorta di creatività attraverso la pazienza». Le opere esposte coprono gli ultimi dieci anni di produzione dell’artista e testimoniano come la ripetizione di un soggetto possa mettere in discussione le forme statiche della rappresentazione, trasformando l’immagine attraverso il tempo. In mostra, una serie di ritratti dei figli dell’artista evidenzia il ruolo dell’artista come testimone del passare del tempo e riflette sulla capacità della pittura di catturare un istante, ma anche di mostrarne il cambiamento. La più recente monografia dell’artista Recent Painting, pubblicata da Distanz nell’ottobre 2025, sarà presentata ufficialmente presso Fondazione ICA Milano a novembre. La mostra è realizzata con il sostegno della galleria GIÒ MARCONI, Milano, di Intesa Sanpaolo in qualità di Main Sponsor ed Eni in qualità Main Partner di Fondazione ICA Milano. |
Courtesy Andrea Rossetti Archive |
| Lewis Hammond Black Milk A cura di Chiara Nuzzi |
| Fondazione ICA Milano presenta Black Milk, progetto espositivo dell’artista inglese Lewis Hammond (Regno Unito, 1987), a cura di Chiara Nuzzi. La mostra, prima personale in un’istituzione milanese, si sviluppa nella grande sala al piano terra della Fondazione ed è visitabile da venerdì 26 settembre a sabato 8 novembre 2025, insieme alle personali di Oliver Osborne al primo piano e di Isabella Costabile nella project room. La storia della pittura e il rapporto con la fede – intesa nella sua accezione trasformativa e sociale – sono i soggetti attorno ai quali prendono forma i dipinti realizzati da Hammond, la maggior parte concepiti appositamente per la mostra tra il 2024 e il 2025. Le opere infondono allo spazio atmosfere visionarie e surrealiste: colori cupi, corpi distorti, soluzioni formali sospese tra fragilità corporea ed emotiva si accompagnano a temi quali maternità, religione, speranza e individualismo. Come spiega la curatrice Chiara Nuzzi: “la ricerca pittorica di Hammond è profondamente influenzata dalle crisi del presente e dalla tradizione pittorica occidentale. In un’epoca segnata da incertezza, paura e diseguaglianze, l’artista proietta nei suoi dipinti le condizioni psicologiche, sociali e collettive che ci definiscono. Le tele diventano così superfici di proiezione, spazi aperti che il pubblico può abitare con emozioni, pensieri e vissuto personale, completando il senso dell’opera.” Alcuni dipinti presentano espliciti riferimenti all’iconografia cristiana: dall’Agnus Dei in Fulcrum (2024) al coniglio in Untitled (2025). Spesso ritratti soli, i protagonisti di Hammond appaiono in uno stato riflessivo e trascendentale, come in Empty Altar (2025), aprendo così la riflessione al tema dell’individualismo, centrale nella ricerca più recente dell’artista. Il progetto espositivo si sviluppa nella sala a piano terra della Fondazione, dove l’artista è intervenuto con un allestimento che contribuisce in modo attivo alla percezione emotiva delle opere esposte. Due pareti spezzano la linearità spaziale e narrativa, mentre i colori e l’illuminazione amplificano la percezione emotiva delle tele, suggerendone una lettura introspettiva e psicologica. Il titolo della mostra, Black Milk, nasce dal senso di angoscia e attesa che avvolge ambienti, corpi, gesti ed espressioni nei dipinti di Hammond. Spiega ancora la curatrice: «Black Milk si riferisce alla complessità della condizione umana e alla consapevolezza che a un certo punto dell’esistenza investe ciascuno di noi: da un lato l’oscurità, la paura del vuoto e dell’ignoto; dall’altro il simbolo di un elemento nutriente e naturale – il latte – che allude a speranza, rinnovamento e cambiamento». Che si tratti di fede nelle persone, di fiducia sociale o romantica o di paura e speranza, l’artista pone alla base della sua ricerca una domanda aperta: in cosa riponiamo speranza oggi? Un sentimento che tocca, oltre che l’intimità, anche i sistemi sociali, politici ed economici. Come e in cosa l’uomo sceglie di nutrire fiducia? E cosa significa perdere la fede e la speranza? ICA Milano ringrazia Banca Intesa Sanpaolo, sponsor ufficiale della Fondazione e Valsoia per il supporto alla programmazione e alle attività di ICA Milano. La mostra Lewis Hammond. Black Milk è realizzata con il sostegno della Fondazione Sandra e Giancarlo Bonollo e delle gallerie Arcadia Missa and 47 Canal. |
Courtesy Andrea Rossetti Archive |
| Isabella Costabile Whose is this? A cura di Chiara Nuzzi e Gabriella Rebello Kolandra |
| La project room di Fondazione ICA Milano accoglie Whose is this?, il progetto espositivo di Isabella Costabile (New York, 1991), a cura di Chiara Nuzzi e Gabriella Rebello Kolandra. La mostra fa parte del trittico espositivo che compone la programmazione autunnale della Fondazione insieme alle personali di Oliver Osborne (primo piano) e Lewis Hammond (piano terra), visitabili dal 26 settembre all’8 novembre 2025. La pratica artistica di Costabile si colloca tra scultura e installazione, con una ricerca che prende forma attraverso l’assemblaggio, a comporre paesaggi e immaginari inediti. In mostra cinque opere, di cui quattro nuove produzioni, realizzate con materiali di recupero – principalmente scarti di metallo provenienti da stabilimenti industriali, garage, raccolti per strada o nei cassonetti – che l’artista riassembla senza alterarne l’aspetto originario, limitandosi a ricontestualizzarne la funzione. «Ciò che un tempo era funzionale e capace di restituire modi di vivere personali e culturali, diviene ora strumento per un linguaggio altro, che mette in questione la concezione convenzionale di realtà e proprietà», spiega Costabile. Il dialogo con lo spazio espositivo diventa elemento centrale del processo creativo: l’ex edificio industriale degli anni Trenta, oggi sede della Fondazione, è a sua volta il risultato di un processo di sottrazione e riduzione a un’essenzialità primaria, che ha ispirato l’artista. Le opere in mostra – assemblaggi di parti in ferro saldate nei punti di coincidenza geometrica – si presentano come presenze ibride, instabili e potenzialmente in trasformazione. Tra queste, Intreccio quotidiano segna una nuova fase di ricerca, in cui Costabile indaga il disegno e le ombre proiettate dalle sculture, considerate come parte integrante della composizione e generatrici di trame visive mutevoli. Spiegano le curatrici Chiara Nuzzi e Gabriella Rebello Kolandra: «Come reperti di un mondo oggettuale prodotto dall’uomo, le sculture di Isabella Costabile compongono un paesaggio, un’archeologia della memoria, dove gli oggetti sono carichi del peso del tempo e diventano, in mostra, dispositivi capaci di raccontarlo per immagini, registrano nella fisicità della materia un processo di trasformazione». Elemento costante nella ricerca dell’artista è anche la parola scritta. I titoli delle opere orientano lo sguardo e attivano nuovi immaginari: accade in Dreaming on books, che richiama la forma di un banco scolastico e introduce l’idea della trasparenza come metafora del sogno. Il pubblico è invitato a riconoscere una parte di sé in oggetti che hanno perso la loro funzione originaria e acquisito un nuovo significato. Le opere si liberano così dalla logica della proprietà per aprirsi a una dimensione relazionale, che richiama l’eredità duchampiana del ready-made e dell’object trouvé. ICA Milano ringrazia Banca Intesa Sanpaolo, sponsor ufficiale della Fondazione e Valsoia per il supporto alla programmazione e alle attività di ICA Milano. La mostra Isabella Costabile. Whose is this? è realizzate grazie al supporto di Eni in qualità di Main Partner e della galleria le vite, Milano. |
| PARTICLE Scopri le nuove mostre di Fondazione ICA Milano con l’app Particle e accedi a contenuti esclusivi e approfondimenti inediti. Disponibile in italiano e inglese, l’esperienza digitale offre un viaggio coinvolgente attraverso le opere, i temi e le figure chiave di ogni mostra, con interviste, dietro le quinte e molto altro.https://www.particle.art/x/Fondazione-ICA-Milano/Digital-Level CONTATTI PER LA STAMPA PCM Studio di Paola C. Manfredi Via Carlo Farini, 70 – 20159 Milano www.paolamanfredi.com | press@paolamanfredi.com INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO Oliver Osborne. The Sleeping Guard A cura di Alberto Salvadori Lewis Hammond Black Milk A cura di Chiara Nuzzi Isabella Costabile. Whose is this? A cura di Chiara Nuzzi e Gabriella Rebello Kolandra Dal 26 settembre all’8 novembre 2025. ICA Milano | Istituto Contemporaneo per le Arti Via Orobia 26, 20139 Milano Orari: giovedì 14-18; venerdì e sabato dalle 12 alle 19 Ingresso libero office@icamilano.it | www.icamilano.it |
| OLIVER OSBORNE Oliver Osborne (n. 1985, Edimburgo) vive e lavora a Berlino. La sua pratica pittorica unisce figurazione e astrazione, indagando la ripetizione, la variazione e la trasformazione dell’immagine nel tempo. Utilizzando tecniche che spaziano dalla serigrafia alla pittura a olio iperrealista, Osborne esplora il potenziale narrativo e concettuale della pittura, spesso partendo da riferimenti alla storia dell’arte o da elementi autobiografici. Il suo lavoro è stato esposto in numerose gallerie e istituzioni internazionali, tra cui Tanya Leighton (Berlino, Los Angeles), Union Pacific (Londra), Gió Marconi (Milano), Bonner Kunstverein (Bonn), Francis Irv (New York), Galeria Pelaires (Palma), ICA (Londra), Hamburger Kunsthalle (Amburgo). Le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche, tra cui: Aishti Foundation (Beirut), Braunsfelder Family Collection (Colonia), Haubrok Foundation (Berlino), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino) e la Saatchi Collection (Londra) LEWIS HAMMOND Lewis Hammond (n. 1987, Wolverhampton, Regno Unito) vive e lavora tra Londra e Berlino. Le sue opere indagano stati psicologici influenzati dalle ansie del mondo contemporaneo, in un contesto di emergenza globale. Combinando influenze della storia dell’arte con esperienze personali, la sua pratica restituisce un senso di inquietudine collettiva crescente all’interno del paesaggio fisico e socio-politico in cui viviamo. Hammond crea un lessico visivo attraverso cui esplora la complessità di un mondo in trasformazione, utilizzando motivi ricorrenti e doppi significati per mettere in discussione interpretazioni univoche. Figure disorientate, corpi mutati e paesaggi immaginari popolano i suoi dipinti, che, a loro volta, riflettono ansie, violenza e una costante ricerca di auto-identificazione. Attraverso la rielaborazione di riferimenti alla storia dell’arte eurocentrica, Hammond costruisce un mondo parallelo, concentrato e deformato, che offre un’acuta riflessione sulla realtà attuale. ISABELLA COSTABILEIsabella Costabile, nata nel 1991 a New York, vive e lavora tra Milano e Grosseto. È cresciuta tra la Giamaica, gli Stati Uniti e l’Italia. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera e alla Zürcher Hochschule der Künste. La sua pratica scultorea si concentra su una metodologia compositiva caratterizzata dall’interpretazione di oggetti e materiali trovati, per riflettere sull’ambiguità delle loro forme e sulle molteplici percezioni della realtà. Il suo lavoro è stato esposto in diverse istituzioni tra cui Palazzo delle Esposizioni, Roma (2020), Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno (2022), Palazzo Re Rebaudengo, Guarene (2023), Museion, Bolzano (2024), Centro Pecci, Prato (2024). |
| FONDAZIONE ICA MILANO Fondazione ICA Milano – Istituto Contemporaneo per le Arti è una fondazione privata non profit dedicata alle arti e alla cultura contemporanea, alla ricerca e alla sperimentazione, nella quale convergono diverse forze e tipologie di protagonisti del mondo dell’arte: artisti, collezionisti, professionisti del settore, appassionati. Diretto da Alberto Salvadori, ICA è il primo Istituto Contemporaneo per le Arti che sorge al di fuori del mondo anglosassone, situato nell’ex area industriale di via Orobia a Milano. L’attività dell’Istituto si sostanzia in un’offerta alla città e al pubblico, dove condivisione e partecipazione sono le parole chiave per comprenderne l’attitudine. Mostre, editoria d’arte, ceramica, cinema, performance, musica, letteratura, attività seminariali di divulgazione, formazione, educazione e molto altro ancora costruiranno un percorso improntato su interdisciplinarità e transmedialità. Espressione di una precisa identità istituzionale che storicamente mette in relazione l’iniziativa privata con la dimensione pubblica, ICA trova ispirazione nella cultura del give back, ossia restituire per condividere LE MOSTRE 2019-2020 Apologia della Storia – The Historian’s Craft, a cura di Alberto Salvadori e Luigi Fassi (2019); Hans Josephsohn, a cura di Alberto Salvadori (2019); Galleria dell’Ariete. Una storia documentaria, a cura di Caterina Toschi, prima edizione di Gallery Focus, (2019); Equivalenze (Equivalence) – new work by Julian Stair e Verso Nuovi Canoni (Towards New Canons) – ceramics and contemporary art in Great Britain a cura di Tommaso Corvi-Mora (2019); Books and Others (2019, 2020, 2022, 2023); MASBEDO Perché le frontiere cambiano, a cura di Alberto Salvadori (2019); Simone Forti. Vicino al Cuore, a cura di Chiara Nuzzi e Alberto Salvadori (2019-20); Radha May. When the Towel Drops, Vol 1 | Italy, a cura di Claudia D’Alonzo (2019-20); Arte Povera e “Multipli”, Torino 1970 – 1975, a cura di Elena Re (2019-20). 2021 Charles Atlas OMINOUS, GLAMOROUS, MOMENTOUS, RIDICULOUS, a cura di Alberto Salvadori (2021); Trovate Ortensia, a cura de Il Colorificio (2021); Michael Anastassiades. Cheerfully Optimistic about the Future, a cura di Alberto Salvadori (2021-22): Simone Fattal. A breeze over the Mediterranean, a cura di Alberto Salvadori con Andrea Viliani, Stella Bottai, Laura Mariano (2021-22). 2022 Christine Safa. C’era l’acqua, ed io da sola, a cura di Alberto Salvadori (2022); Olympia Scarry. White noise, con contributi di Allora & Calzadilla e Stephen O’Malley (2022); THE OTHER: A FAMILIAR STORY, video installazione di Maria D. Rapicavoli (2022); Miriam Cahn. Gezeichnet, a cura di Alberto Salvadori e Luigi Fassi (2022); Irma Blank. BLANK, a cura di Johana Carrier e Joana P. R. Neves (2022); Annette Kelm. DIE BÜCHER, a cura di Alberto Salvadori e Chiara Nuzzi (2022); Costanza Candeloro. MY SKIN-CARE, MY STRENGHT. Beauty Show, a cura di Chiara Nuzzi (2022); Small Fixations, a cura di Chiara Nuzzi (2022); How far should we go?, a cura di Rossella Farinotti (2022); Reenactments (Bacchus), a cura di Alberto Salvadori 2022). 2023 Riccardo Benassi. Morestalgia, a cura di Alberto Salvadori (2023); Chemutai Ng’ok. An impression that may possibly last forever, a cura di Chiara Nuzzi (2023); Nathlie Provosty. What a Fool Ever To Be Tricked Into Seriousness, a cura di Alberto Salvadori (2023); Aziz Hazara. Condemnation, a cura di Francesca Recchia (2023); Rebecca Moccia, Ministry of Loneliness, a cura di Chiara Nuzzi (2023); Leda Catunda. Euphoria, a cura di Alberto Salvadori (2023); Camille Henrot & Estelle Hoy. Jus d’Orange, a cura di Chiara Nuzzi (2023); Michael Stipe. I have lost and I have been lost but for now I’m flying high, a cura di Alberto Salvadori (12 dicembre 2023 – 16 marzo 2024). 2024 Erika Verzutti. Notizia, a cura di Chiara Nuzzi e Alberto Salvadori (10 aprile – 19 luglio 2024); Formafantasma. La casa dentro, a cura di Alberto Salvadori (10 aprile – 19 luglio 2024); Tomoo Gokita. Gumbo, a cura di Alberto Salvadori (3 ottobre – 30 novembre 2024); Stefano Graziani e OFFICE Kersten Geers David Van Severen. Picture Window Frame, a cura di Cloe Piccoli (3 ottobre – 30 novembre 2024); Augustas Serapinas. Wooden Travel, a cura di Chiara Nuzzi (12 dicembre 2024 – 15 marzo 2025). 2025 Lonely Are All Bridges. Birgit Jürgenssen e Cinzia Ruggeri, a cura di Maurizio Cattelan e Marta Papini (16 gennaio – 15 marzo 2025); Sacha Kanah. Grex, a cura di PROGETTO LUDOVICO (13 febbraio – 15 marzo 2025); Jasper Morrison. The Lightness of Things, a cura di Alberto Salvadori (26 marzo – 11 luglio 2025); Pier Paolo Tamburelli, Giovanna Silva, Giulio Squillacciotti. Wonders of the Modern World, a cura di Pier Paolo Tamburelli e Anna Livia Friel (26 marzo – 11 luglio 2025); Cemile Sahin. ROAD RUNNER, a cura di Chiara Nuzzi (26 marzo – 11 luglio 2025). |