| Platea | Palazzo Galeano presenta “Terriccio Universale” Rebeca Pak a cura di Gabriella Rebello Kolandra 13 settembre – 2 novembre 2025 Opening: 12 settembre, ore 19.00 – 21.00 Platea | Palazzo Galeano presenta da venerdì 12 settembre a domenica 2 novembre 2025 Terriccio Universale, personale dell’artista Rebeca Pak (São Paulo, Brasile, 1992). L’intervento costituisce il terzo episodio di Nine Out Of Ten Movie Stars Make Me Cry, edizione a cura di Gabriella Rebello Kolandra del palinsesto espositivo ideato dall’associazione lodigiana. Inaugurato a marzo con la mostra Super Super di Margherita Moscardini, seguita da Paperwork di Ulyana Nevzorova (Minsk, 2001) — ancora in corso sino al 24 agosto, presso la vetrina di Palazzo Galeano — il programma prosegue con la personale dell’artista Vashish Soobah (Catania, Italia, 1994) e con un progetto speciale di Marvin Gabriele Nwachukwu (Milano, Italia, 1996). Considerando l’identità come risultato fluido e non definitivo di un processo culturale, la ricerca di Pak si caratterizza per un costante tentativo di rinegoziare riferimenti appartenenti a culture diverse. Il corpus di lavori che ne deriva si presenta come strumento di riflessione e di messa in discussione di determinati paradigmi: piuttosto che insistere su una particolare realtà o verità, l’opera crea contesti aperti, con l’intento di rendere possibile un confronto. Nella sua pratica il corpo viene spesso adoperato come mezzo d’indagine e posto in relazione con la dimensione urbana e architettonica degli spazi che attraversa. Il progetto concepito per Platea è parte della serie di azioni performative dal titolo Terriccio Universale, che ha preso avvio nel 2019 a Milano ed è proseguita nello stesso anno a Roma per From Intichuma Ceremony to Francis Alys nell’ambito della mostra La strada: dove si crea il mondo presentata al MAXXI, e nel 2021 a Šiluva in Lituania, in occasione della 2nd Šiluva Art Biennial. L’happening si sviluppa attorno al concetto di terra intesa come simbolo di origine e appartenenza, partendo da uno specifico evento nella vita dell’artista: il viaggio del nonno in Corea del Sud, dopo decenni trascorsi in Brasile dove era emigrato negli anni Sessanta, per rendere omaggio alla tomba dei propri genitori. Nella tradizione funeraria coreana, il sepolcro viene segnato da cumuli di terra che ne custodiscono la memoria. Terra, sassi, rami e foglie si intrecciano così a formare una materia organica e stratificata, mentre l’atto stesso di erigere questi rilievi, strettamente legato al rito funebre, diventa espressione di una dimensione collettiva, fatta di condivisione di gesti, compiti e ruoli. A partire da un sacco di terra preconfezionato — il cosiddetto “terriccio universale” — l’artista instaura una relazione inaspettata con un pubblico occasionale e, al contempo, mette in discussione il termine “universale”. È lei a chiedere aiuto ad alcuni passanti per trasportare il sacco: in questo atto si attiva una riflessione più ampia sia sulla nozione di universalità insita nel nome del prodotto, sia sulla complessità del rapporto tra chi accoglie e chi è accolto. La complessità di questa dinamica si ispira al saggio Anne Dufourmantelle invite Jacques Derrida à répondre de l’hospitalité, in cui Derrida riflette sulla polisemia della parola hôte, che in francese — così come in italiano, ospite — indica sia l’ospitante sia l’ospitato. In occasione della mostra a Platea, Pak realizzerà l’azione per le vie del centro di Lodi. Attraverso un percorso organico che sarà delineato dallo sviluppo spontaneo del lavoro — dettato da differenti ritmi, tempi e scelte — verranno coinvolti passanti che decidano di offrire la loro disponibilità dinanzi alla richiesta dell’artista. L’happening viene documentato e restituito sotto forma di installazione site-specific all’interno dello spazio. Così come l’intervento di Nevzorova, anche la mostra di Pak si pone in dialogo con il lavoro che Margherita Moscardini ha sviluppato per lo spazio di Platea: la scultura-scala rimane come una presenza costante nello spazio durante gli interventi degli artisti del programma Nine Out Of Ten Movie Stars Make Me Cry, favorendo una lettura stratificata di tutto il palinsesto annuale. Attraverso questo confronto, la mostra non si limita a presentare un corpus di lavori, ma contribuisce ad ampliare la stratificazione di visioni che si compone nel corso dell’anno all’interno dello spazio espositivo. In questo senso, Super Super si configura come un capitolo sempre attivo di una narrazione più ampia, che intreccia le voci degli artisti con il contesto in cui si inseriscono. Il progetto Platea | Palazzo Galeano è realizzato grazie al sostegno della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi Onlus e alla generosità dei donatori che ne hanno condiviso attività e obiettivi, e al contributo del Comune di Lodi. Platea | Palazzo Galeano desidera ringraziare i main partner Ferrari Giovanni Industria Casearia Spa e Consorzio di tutela del Grana Padano, i partner tecnici Solux Led Lighting Technology e Verspieren Broker di Assicurazione e la Galleria Gian Marco Casini. Il progetto grafico di Nine Out Of Ten Movie Stars Make Me Cry è realizzato da Carolina Incerti. |
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| Rebeca Pak Rebeca Pak (San Paolo, 1992) è un’artista visiva con base a Milano. Il suo lavoro porta con sé le tracce di un’esistenza in transito, mescolando e ricombinando diversi contesti culturali. Piuttosto che insistere su una particolare realtà o verità, il lavoro di Pak crea contesti aperti con l’intento di rendere possibili il confronto e il dialogo. L’artista lavora con molteplici mezzi, utilizzando il suo archivio familiare, che comprende fotografie, mobili tradizionali coreani e dipinti lasciati in eredità, oltre a vari elementi del suo quotidiano come il tessuto, il cibo, il linguaggio e l’architettura. I suoi lavori sono stati presentati al Careof, Milano; Standards, Milano; Rehearsal Project Space, Milano; Ateliê 397, San Paolo; 2nd Šiluva Art Biennial, Lituania; HKW Haus der Kulturen der Welt, Berlino; SAVVY Contemporary, Berlino; The Clemente, New York; Galleria Eugenia Delfini, Roma e CAMPO XS, Genova. Pak ha collaborato con Archive, Berlino/Dakar/Milano tra il 2020 il 2022. “Nine Out Of Ten Movie Stars Make Me Cry” Il programma espositivo “Nine Out Of Ten Movie Stars Make Me Cry” prende il titolo da una canzone del 1972 del musicista e scrittore Caetano Veloso (1942, Bahia, Brasile), composta e registrata mentre si trovava in esilio a Londra durante la dittatura militare in Brasile. Il testo, che narra con ironia e speranza una quotidianità non scelta, conduce a una riflessione sulle relazioni tra arte e politica. Altro punto di riferimento fondamentale per leggere la direzione curatoriale del programma è il progetto di Lina Bo Bardi per la compagnia Teatro Oficina a San Paolo, Brasile che abbatte ogni barriera tra la vita e la finzione scenica, aprendosi alla strada. L’edificio diventa una grande scatola scenica che comprende la totalità dello spazio, in cui attori, spettatori e tecnici sono a contatto diretto. A partire da questa riflessione, gli artisti – Margherita Moscardini, Ulyana Nevzorova, Rebeca Pak, Vashish Soobah e Marvin Gabriele Nwachukwu – sono stati invitati a rileggere lo spazio di Platea e il suo spirito partecipativo, enfatizzando la relazione con la città per «celebrare il potenziale politico, poetico ed estetico della strada». Associazione Platea | Palazzo Galeano e.t.s. Platea | Palazzo Galeano è un’associazione culturale nata a Lodi nel 2020 con lo scopo di promuovere l’arte in tutte le sue forme sul territorio locale con una prospettiva internazionale, sviluppando forme inedite di mecenatismo rivolte ai giovani talenti creativi che prevedono il coinvolgimento di artisti affermati e gallerie d’arte di primaria importanza. L’attività dell’associazione prevede la presentazione di progetti d’arte e cultura contemporanea presso lo spazio espositivo ricavato nella facciata di Palazzo Galeano, nel centro storico di Lodi: Platea. Una vetrina sempre illuminata, visibile di giorno come di notte, inaccessibile dall’esterno. Platea deve il suo nome – che contiene un preciso intento programmatico – a una generosa concessione dell’artista Marcello Maloberti, lodigiano di nascita, che, nel fare dono all’Associazione di quello che avrebbe dovuto essere il titolo di una sua nuova performance, ha detto: “Platea è l’omaggio alla città. Il nome dello spazio sottolinea l’importanza del pubblico, disposto in una grande ‘platea’, che poi è la città di Lodi, ma anche, citando Harald Szeemann, la ‘platea’ dell’umanità. E per me, il pubblico è il mio corpo.” Il progetto si basa sul concetto di “platea”, intesa anche come modalità molto attuale di esporre, di organizzare il display, in cui l’opera si offre allo sguardo del passante che inconsapevolmente la incrocia sul suo cammino. Per questo motivo, le opere che comporranno i cicli espositivi protagonisti di Platea saranno selezionate per la loro capacità di suscitare “un incidente di sguardo”, come annunciato nel Manifesto composto dall’associazione. Nel 2023, il Sole 24 Ore segnala Platea tra i “100 Luoghi del Contemporaneo in Italia”, pubblicazione curata dal critico d’arte e divulgatore Nicolas Ballario, che traccia una mappatura dei più interessanti spazi dedicati all’arte contemporanea in Italia. Nel 2024 Platea ha dato vita al suo primo progetto editoriale, un volume curato dal collettivo genovese Palazzo Bronzo, edito in occasione del palinsesto FARE COLLETTIVO. Hanno esposto da Platea Marcello Maloberti, Vittoria Viale, Silvia Berry, Giulio Locatelli, Vittoria Mazzonis, Alberonero (Luca Boffi), Luca Trevisani, Debora Martino, Alessandro Manfrin, Maria Vittoria Cavazzana, Marco Sgarbossa, Fabio Roncato, Rä di Martino, Valerio D’Angelo, Martina Cioffi, Vittorio Zeppillo, Camilla Gurgone, Carlo Valsecchi, Mariateresa Sartori, RM, MRZB, Hardchitepture, Palazzo Bronzo, Marco De Sanctis, Margherita Moscardini, Uliana Nevzerova. Hanno curato mostre e progetti per Platea Francesca Grossi, Gaspare Luigi Marcone, Giulia Menegale, Benedetta Monti e Niccolò Giacomazzi, Carlo Orsini, Palazzo Bronzo, Bianca Basile e Arianna Pace, Stefano Comensoli e Nicolò Colciago. Governance Claudia Ferrari, Presidente; Laura Ferrari, Vicepresidente; Luca Bucci, Progettista; Gianluigi Corsi, Tesoriere. Main partner: Ferrari Giovanni Industria Casearia Spa e Grana Padano; In-kind partner: Solux Led Lighting Technology; Verspieren Broker di Assicurazione. Platea | Palazzo Galeano Corso Umberto I, 50 – 26900, Lodi Website: www.platea.gallery | Instagram: platea_palazzogaleano | Contatti: info@platea.gallery |
